Yen-Hsun Lu infrange ogni record. Primo alloro per Garin e Doumbia. Vincono anche Copil e Thompson

Appena una settimana dopo il suo trionfo a Ningbo, Yen-Hsun Lu ha trovato il modo di aggiornare ulteriormente il libro dei record, innalzando a ventisei il totale dei trofei conquistati in carriera.

Sul cemento di Suzhou il taiwanese ha completato la doppietta nello swing cinese conquistando a mani basse la finale contro il talentuoso ma ancora piuttosto acerbo Stefan Kozlov, ennesimo prodotto della Next Generation americana, protagonista di un ottimo cammino prima di essere letteralmente annientato dal decano del circuito in quella che diventa la finale con meno giochi disputati nella stagione in corso.
Il 2016 di Lu è contraddistinto da un impressionante bilancio di trentaquattro vittorie contro sole cinque sconfitte, capaci di garantirgli ben quattro titoli (secondo soltanto a Facundo Bagnis) più altre due finali, e di posizionarlo al secondo posto nella classifica di categoria, una manciata di punti a ridosso del russo Kravchuk.

Altro plurivincitore stagionale è il 22enne Jordan Thompson, capace di regalarsi la soddisfazione di conquistare il torneo di casa a Traralgon, quarto successo in una stagione per lui da ricordare.

Il giovane australiano è riuscito a migliorare la performance di dodici mesi fa, quando si fermò all’atto conclusivo, superando agevolmente lo sloveno Grega Zemlja, e ha posto al tempo stesso una seria ipoteca ad una sua presenza a fine stagione nella top cento, balzando fino alla posizione n.85.

A Budapest si è celebrato il ritorno del tennis ungherese sulla scena del circuito professionistico maschile dopo oltre undici anni, con un torneo di ottima qualità che ha fatto da apripista all’evento su terra battuta, new entry nel calendario ATP 2017.

A conquistare l’Hungarian Open è stato il romeno Marius Copil, capace di tornare al successo ad oltre tre anni dal suo ultimo titolo Challenger, infilando una serie di dieci set consecutivi, suggellata nell’atto finale da una comoda affermazione contro il belga Steve Darcis.

Il dominio argentino nella ‘gira’ sudamericana è stato infine spezzato sulla terra di Lima dall’ex ragazzino prodigio Christian Garin.

Il 20enne cileno, tre anni dopo aver conquistato il titolo juniores al Roland Garros e la prima vittoria in un match a livello ATP a Vina del Mar, è finalmente riuscito a scrivere il suo nome nell’albo d’oro di un torneo Challenger, firmando in Perù una settimana perfetta.
Arrivato in finale senza concedere un singolo set, Garin ha completato il percorso conquistando lo scalpo di Guido Andreozzi, esperto e pluridecorato primattore del circuito (già vincitore a Lima quattro anni fa), superato al termine di una interminabile lotta che potrebbe aver finalmente consacrato le qualità tecniche e di combattente del giovane nuovo assistito della Rafael Nadal Academy.

Risultati Challenger 25-31/10
Suzhou, $75.000, hard : Yen-Hsun Lu (1) b. Stefan Kozlov (5) 6-1 6-0

Budapest, $65.000, indoor hard: Marius Copil b. Steve Darcis (4) 6-4 6-2
Traralgon, $50.000, hard: Jordan Thompson (1) b. Grega Zemlja (4) 6-1 6-2
Lima, $50.000, terra: Christian Garin b. Guido Andreozzi 3-6 7-5 7-6
Pune, $50.000, hard: Sadio Doumbia b. Prajnesh Gunneswaran (8) 4-6 6-4 6-3

CHALLENGER TOUR Ranking al 31/10/2016
1. Konstantin Kravchuk (RUS) 574 p.

2. Yen-Hsun Lu (TPE) 563 p.
3. Jordan Thompson (AUS) 537 p.
4. Adam Pavlasek (CZE) 532 p.
5. Gerald Melzer (AUT) 531 p.
6. Facundo Bagnis (ARG) 527 p.
7. Daniel Evans (GBR) 526 p.
8. Frances Tiafoe (USA) 486 p.
9. Rogerio Dutra-Silva (BRA) 453 p.
10. Horacio Zeballos (ARG) 463 p.

Daniele Mazzarello

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