Wimbledon: Andy Murray si aggiudica il torneo per la seconda volta in carriera

Andy Murray trionfa nuovamente a Wimbledon. Un successo non solo personale ma che coinvolge un intero paese che ritrova nella vittoria dello scozzese una fonte di quell’identità e sicurezza messa fortemente in bilico nelle ultime settimane.

É il trionfo di un atleta vero, che non ha mai voluto accontentarsi, e che ha cercato sempre di evolversi e migliorarsi, per raggiungere traguardi e risultati impensabili.

Lo scozzese entra sempre di più nella storia del nostro sport: secondo successo ai Championship e terzo Slam della carriera per lui e, se il livello fino ad ora mostrato in questo 2016 non calerà, questo bilancio sarà destinato ulteriormente a salire.

In questa giornata, l’avversario di Andy in una finale cosi speciale, il canadese Milos Raonic, alla prima finale Slam della carriera sembra assumere il ruolo di comparsa. Sottovalutare la sua prestazione sarebbe peró un gravissimo errore: Milos é cresciuto in maniera esponenziale da due anni a questa parte, sopratutto a livello di mobilità e di testa: oggi ha dato veramente tutto, non si é mai arreso, lottando e credendo di potercela fare fino all’ultimo ed é servita la migliore versione di Murray per chiudere la contesa in tre set.

Si é trattato di un match piacevole, privo di grandi acuti tecnici, ma comunque molto intenso durato poco meno di tre ore e chiuso dallo scozzese per 6-4 7-6(3) 7-6(2).

Il canadese è stato forse in parte abbandonato dal servizio (solo 8 aces) e ha leggermente esagerato nel scendere a rete quasi ogni punto, soprattutto nel terzo set, ma Murray dal canto suo ha ottenuto numeri e percentuali pazzesche: più dell’ottantacinque per cento di punti con la prima, quasi il sessanta con la seconda e soprattutto un bilancio vincenti-errori gratuiti di +27 (12 errori non forzati) contro il comunque buon +10 di Raonic.

Nel primo set, dopo che Raonic è stato bravo ad annullare una pericolosa palla break nel terzo gioco, Murray ha ottenuto il break decisivo nel settimo gioco (a 30) per poi non rischiare nulla nei successivi game di servizio chiudendo in scioltezza la frazione.

Anche nel secondo set la tendenza non cambia: Murray non concede nulla al servizio, mentre Milos è quasi sempre in difficoltà (in tutto il set ha dovuto annullare quattro palle break). Si arriva al tie-break: nel primo punto Raonic sbaglia malamente una voleè non impossibile e lascia strada libera ad Andy che vola sul 6-1 per poi chiudere con un servizio vincente sul 7-3.

Nel terzo set, la vera occasione di dare una svolta al match è passata nelle mani del canadese, bravo ad aggiudicarsi due palle break (le prime del match) nel quinto gioco, senza però riuscire a concretizzarle. Si arriva di nuovo al tie-break: lo scozzese attiva la versione turbo, va avanti per 5-0 e successivamente , sul 6-2, dopo un breve scambio, attacca il rovescio del canadese a cui non riesce un disperato recupero in allungo.

Esulta Murray. Esulta come mai in precedenza: anche lui si rende conto dell’impresa compiuta.
E poi piange. Lacrime liberatorie, di soddisfazione e di rivalsa. Lacrime di un vincitore.

Alza il trofeo più prestigioso al mondo e guarda in alto, verso il cielo: é lui, almeno per oggi, l’eroe nazionale che grazie al suo tennis ha conquistato i cuori non solo dei tifosi ma di una nazione intera.

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