Tsonga e Dolgopolov si ritrovano, prima gioia per Harrison

Nella terza settimana di Febbraio si è giocato in Olanda, Argentina e Stati Uniti. Tsonga e “The Dog” Dolgopolov, dopo un periodo difficile, ritrovano la vittoria.
L’americano Harrison è profeta in patria

ATP 500 Rotterdam — Jo-Wilfried Tsonga b. David Goffin 4-6 6-4 6-1
Jo-Wilfred Tsonga conclude la sua settimana perfetta aggiudicandosi il tredicesimo titolo in carriera, l’ATP 500 di Rotterdam. Il Muhammad Ali del tennis ha letteralmente  sovrastato il suo avversario, David Goffin, scioltosi proprio nel momento topico dell’incontro. Dopo aver perso il primo parziale, il francese ha ritrovato la profondità del dritto, colpo che ha fatto la differenza in queste giornate olandesi, annichilendo l’esile avversario belga, fresco top ten del circuito. Tsonga, dunque, ritrova il successo a distanza di poco più di un anno (Metz 2015), dimostrando che, nonostante le quasi trentadue primavere, può ancora dire la sua ad alti livelli. Dall’altra parte della rete Goffin ha, comunque, ben figurato. Il belga conferma di esser in un ottimo stato di forma, diventando il primo tennista del suo paese ad occupare il decimo gradino del ranking mondiale e togliendosi la soddisfazione di battere Grigor Dimitrov, suo giustiziere agli Australian Open e a Sofia la scorsa settimana.

ATP 250 Buenos Aires — Alexandr Dolgopolov b. Kei Nishikori 7/6 6/4
In quel di Buenos Aires Alexandr Dolgopolov completa un autentico capolavoro, battendo il giapponese Kei Nishikori, prima testa di serie del torneo e numero cinque al mondo. Si tratta del terzo successo in carriera per l’estroso tennista ucraino, che in terra argentina sembra aver (ri)trovato il suo smalto migliore, non lasciando per strada nemmeno un set durante tutta la competizione. “Dolgo” ha meritato la prestigiosa Copa Telmex, mettendo in fila tre “top 25” e dimostrando che, se in giornata, può giocarsela con chiunque. Vedremo se riuscirà a confermarsi su questi livelli, David Ferrer a Rio de Janeiro sembra esser già un ottimo banco di prova.

ATP 250 Memphis — Ryan Harrison b. Nikoloz Basilashvili 6/1 6/4
Ryan Harrison ce l’ha fatta, a ventiquattro anni il nativo di Shreveport, alla prima finale nel circuito maggiore, porta a casa la quarantaduesima edizione del Memphis Open. Nella splendida cornice del Racquet Club di Memphis L’americano, spinto dal pubblico di casa, ha superato in due set (in un’ora e diciassette minuti) il coetaneo Basilashvili, che non è riuscito a sfruttare nessuna delle dodici palle break concessegli. Il Georgiano, dunque, dopo la sconfitta di questa estate a Kitzbühel contro il nostro Paolino Lorenzi, dovrà ancora una volta rimandare l’appuntamento con la vittoria. Per Harrison, invece, “la musica è cambiata”. Il nono ace, infatti, gli ha permesso di chiudere la partita, di succedere a Nishikori in qualità di quattordicesimo americano vincitore della competizione e, soprattutto, di portarsi a casa una “chitarra Gibson”, da tre edizioni trofeo della manifestazione.

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