Toshihide Matsui vera ‘star’ a Milano: “Il serve and volley è gradito e amato da tutto il pubblico”

Le parole di Toshihide Matsui, vero protagonista in questi primi due giorni di qualificazioni al Challenger di Milano

Se mi avessero chiesto, anche solo fino a ieri mattina, chi fosse Toshihide Matsui, con ogni probabilità avrei risposto con un secco: “Come faccio a saperlo?” 

Adesso, quasi mi vergogno di questa mia mancanza. Già perché in queste due prime giornate di qualificazioni al Challenger di Milano, è stato proprio il 39enne giapponese a rivestire il ruolo di protagonista indiscusso.

Amatissimo dal pubblico per via del suo gioco atipico -quasi anni novanta- fatto cioè da costanti discese a rete e da un gioco da fondo alquanto marginale ed esasperato che incarna al meglio l’essenza di un movimento ormai quasi del tutto superato, Toshihide ha letteralmente trascinato le numerose persone accorse sulle tribune del prestigioso club meneghino.

Sia ieri che oggi infatti, sembrava veramente di essere a Tokyo: ogni voleè, smash o colpo vincente del tennista nipponico veniva infatti omaggiato con un caloroso applauso, a volte ritmato, degli spettatori milanesi che, ad essere sinceri, si sono parecchio affezionati a questo eroe del sol levante che, malgrado una classifica non certo esaltante (1749), ha dimostrato grande caparbietà e forza d’animo nel portare avanti un’idea, uno stile di gioco che, agli occhi di molti, altro non è che puro amarcord.

E poco conta la sconfitta odierna contro l’argentino Paz (6-4, 6-3); già perchè Matsui il suo torneo lo ha già vinto fin da ieri sera dopo l’inaspettato successo in rimonta sullo svedese Arvidsson
Questa settimana avevo in programma di giocare questo torneo in doppio, insieme al mio partner americano Bangoura. Sono riuscito fortunatamente ad entrare nelle qualificazioni e sono davvero entusiasta delle mie prestazioni soprattutto perché ho dimostrato che ancora oggi è possibile vincere partite giocando quasi esclusivamente serve-and volley .

Toshihide non può che essere grato al pubblico milanese per l’incredibile supporto ricevuto in queste due giornate
Qui a Milano il pubblico è stato fantastico. Tutti mi hanno incoraggiato e sostenuto, anche nei momenti più difficili dei due incontri. Ieri, prima del match point, i tifosi si sono messi ad applaudire in maniera ritmata e, ovviamente, questo mi ha reso molto felice perché è evidente come quasi tutti abbiano gradito il mio stile cosi controcorrente.”

Il 39enne nipponico ha infine discusso  dei suoi obiettivi per le stagioni a venire
Continuerò a lavorare duro e a giocare fino alla fine dell’anno tornei di doppio, con lo scopo di poter raggiungere il prossimo anno le qualificazioni di Wimbledon. Insomma, mi ispiro a Kimiko Date Krumm: è proprio vero che noi tennisti giapponesi siamo tutti uguali!”

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