Thomas Fabbiano: “Entrare in top-100 è stato il coronamento di un lungo percorso. Disputare le Olimpiadi? Un’emozione unica”

EPA/ALI HAIDER

Intervista esclusiva a Thomas Fabbiano, che traccia un bilancio del suo 2016, condita dalla partecipazione alle Olimpiadi di Rio aprendo inoltre una parentesi sulla Serie A1

Thomas Fabbiano, 27enne di Grottaglie tesserato per il CTD Massa Lombarda, sta contribuendo in ottima maniera all’avventura del club romagnolo nella Serie A1 Maschile 2016. Con Stefano TravagliaAdrian Menendez MaceirasStefano Napolitano, il team ravennate ha tutte le carte in regola per sognare e puntare alle semifinali.
Assieme a Thommy tracciamo un bilancio del suo 2016 tra le buone prestazioni in singolare, sciorinate soprattutto nella prima parte dell’anno, l’esperienza con la selezione azzurra a Rio de Janeiro, e l’aria che respira alla Tennis Training School di Foligno.

Ecco le sue dichiarazioni ai nostri microfoni

Ciao Thomas, partiamo subito puntando il focus sulla Serie A1, competizione che disputi tra le fila di Massa Lombarda. Che team siete e quali obiettivi avete a breve termine?
Sono tutte giornata davvero intense, sono contento per i match vinti, il nostro team è molto compatto. Io e Stefano Travaglia ci alterniamo con Stefano Napolitano e Adrian Menendez nei primi sei match del girone, poi ci sono anche Rok Bonin e Samuele Ramazzotti che sono due ottimi numeri 3 e 4.
La nostra società pensa in grande già dal vivaio, siamo tutti molto giovani e mi trovo benissimo qui, ormai ci sono dentro da quattro anni.

C’è affiatamento fra i componenti del gruppo? Ti trovi bene a disputare le competizioni nel circolo?
Mi trovo molto bene, il circolo è molto piccolo, tutto è iniziato quattro anni fa quando mi hanno contattato, e in seguito a partire da me, che in questo momento sono il numero uno della squadra, hanno costruito un bel nucleo molto affiatato. L’obiettivo principale è conquistare una salvezza tranquilla con il secondo posto, però le prestazioni ci danno ragione e quindi proveremo a tentare l’assalto alla prima piazza e di conseguenza alla semifinali.

Sei soddisfatto di questo tuo 2016? I risultati che hai ottenuto sono stati all’altezza di quello che ti aspettavi o ti è mancato qualcosa durante la stagione?
All’inizio dell’anno mi trovavo verso la 140esima posizione nel ranking, il mio obiettivo era quello di entrare in top 100. Ho fatto di tutto per raggiungere il mio sogno, dando sempre il massimo per i primi tre mesi dell’anno.
A marzo ci sono riuscito e quello è stato un coronamento di un gran percorso iniziato qualche anno fa. Successivamente ho avuto una flessione all’inizio della stagione sulla terra, e quindi un calo di risultati nella parte centrale della stagione. Ci può stare perchè nei primi mesi dell’anno avevo spinto davvero tanto.
A Wimbledon ero il primo lucky loser ma sono stato sfortunato perché dopo 25 anni nessuno si è ritirato prima della partenza del torneo.
Al Roland Garros sono riuscito a entrare nel main draw ed agli US Open la qualificazione me la sono conquistata sul campo perdendo al primo turno contro Khachanov.

Il 2016 si sta per concludere, hai già stilato una tabella di marcia con i tuoi prossimi impegni?
Nell’ultimo periodo ho giocato a Budapest, dove dopo aver battuto il mio amico Luca Vanni ho ceduto al giocatore di casa Marton Fucsovics.
Nella settimana successiva sono volato a Bratislava dove ho perso al primo turno contro il tedesco Stebe e quello è stato il mio ultimo torneo della stagione, ora devo ricaricare le batterie, iniziare una preparazione ad hoc che mi faccia trovare pronto per lo swing australiano che culminerà proprio, dopo alcuni ATP o Challenger, con le qualificazioni al primo slam dell’anno. 

Parlando di preparazione, sappiamo che ti alleni alla Tennis Training di Foligno. È un sodalizio che ormai dura da tempo, a Villa Candida si lavora sodo e i risultati si vedono, infatti sei riuscito a entrare in top 100, proprio come Luca Vanni l’anno scorso. Come ti trovi con loro?
Mi trovo davvero bene, tutte le persone che ci lavorano sono professionali e esigenti nei nostri confronti.
Si lavora bene e i risultati ne danno la conferma. Marco Formica ci segue a livello mentale mettendo a disposizione tutti i suoi segreti  mentre sul campo l’head coach è Fabio Gorietti che supervisiona la crescita di tutti i ragazzi in maniera egregia.
Diego Silva e Gianfranco Palini sono i preparatori fisici e anche loro ci danno una grande mano. Siamo davvero un ottimo gruppo, nessuno si tira indietro quando c’è da stringere i denti.

Quest’estate ti sei trovato a disputare le Olimpiadi da un giorno all’altro. Che emozioni hai provato nel rappresentare i colori azzurri a Rio? In chiusura, una battuta sulla Coppa Davis?
Quando mi hanno detto che sarei dovuto andare a giocare le Olimpiadi ero in vacanza a Dubai, ormai non ci speravo più. Ho raggiunto i miei compagni e ho provato delle emozioni bellissime.
Purtroppo al primo turno non ho giocato bene e ho perso contro Dutra Silva, nonostante la partita non potesse sembrare complicata, ma il tennis è così. Non so se riuscirò a disputare ancora le Olimpiadi fra quattro anni.
Per quanto riguarda la Coppa Davis a me piacerebbe restare nel team, a febbraio contro l’Argentina tornerà Bolelli e quindi bisognerà vedere le scelte che farà il capitano. Sono comunque ottimista.

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