Simone Vagnozzi: “La collaborazione con Marco Cecchinato va a gonfie vele. A Wimbledon contro Nishikori? Proveremo a divertirci!”

(Foto @gazzetta.it)

Abbiamo raggiunto, poco prima dell’inizio del torneo di Wimbledon Simone Vagnozzi, attuale coach di Marco Cecchinato, che debutterà oggi sui campi dell’All England Club

In occasione del Challenger di Milano, Simone Vagnozzi si è gentilmente concesso ai nostri microfoni: l’attuale allenatore di Marco Cecchinato ha tracciato un bilancio di questi primi mesi di collaborazione, molto proficui dal punto di vista dei risultati, con un Future e un Challenger vinti e, soprattutto, con la prima storica partecipazione di Marco al torneo di Wimbledon, dove esordirà proprio oggi contro l’ostico giapponese Nishikori.

Un’intensa chiacchierata tra passato, presente e futuro in cui Simone ha inoltre rivissuto  i momenti salienti della sua carriera professionistica, ammettendo come il ruolo di coach gli sia servito a comprendere a fondo gli errori commessi nella sua vita sportiva precedente.

Come è iniziata la tua esperienza con Marco Cecchinato?
Abbiamo provato un paio di mesi l’anno scorso prima di iniziare insieme la preparazione invernale a novembre. Ci conoscevamo già da giocatori. Devo ammettere che è soprattutto grazie a Massimo Sartori, allenatore di Andreas Seppi, che abbiamo iniziato questa collaborazione.

Sotto quali aspetti state lavorando maggiormente?
Stiamo provando a essere più aggressivi, lavorando molto anche sulla tenuta mentale. Un aspetto che stiamo cercando di migliorare è sicuramente il servizio, credo sia fondamentale cercare di giocare quanti più serve & volley possibili per accorciare gli scambi e riservare energie per i game di risposta. 

In questa prima parte di 2017 i risultati vi danno ragione, possiamo dire che sono frutto del vostro lavoro insieme?
Io e il preparatore atletico Umberto Ferrara, che fa parte del team stiamo facendo un buon lavoro. Non posso negare di essere contento dei risultati ottenuti in questo inizio di stagione ma è ancora troppo presto per tirare le somme, il tempo ci dirà di più. 

Marco affronterà in giornata a Wimbledon Kei Nishikori, come avete preparato il match?
Siamo arrivati a Londra da poco, partiti da Milano dove giocavamo su terra. Contro Nishikori sarà un match difficilissimo perchè il giapponese è davvero un ottimo giocatore. Abbiamo saputo all’ultimo minuto di entrare nel Main Draw poiché gli organizzatori del torneo hanno deciso di non assegnare due wild card e quindi la lista è scalata. Non l’avevamo preparato e quindi siamo pronti a goderci questa esperienza, che rappresenta un autentico sogno per tutti i tennisti. 

Quali consigli ti senti di dargli per giocare al meglio sull’erba e contro il giapponese?
Bisognerà sicuramente spostarsi meglio e rimanere bassi perché la palla rimbalza meno rispetto alla terra. Per quanto riguarda il servizio gli dirò di usare lo slice piuttosto che il kick, sicuramente piè efficace su una superficie cosi rapida. 

Quali sono i vostri piani dopo lo Slam londinese?
Dopo Wimbledon giocheremo il torneo di Braunschweig per poi concentrarci sul circuito ATP, giocando, tra fine Luglio e inizio Agosto, i vari tornei sul rosso europeo. Nessuno si sarebbe aspettato un salto cosi netto nel ranking: Marco a inizio hanno era poco sopra la top 200 e, quindi, aver recuperato quasi 100 posizioni in meno di sei mesi è senza dubbio un risultato lodevole. Ma non ci poniamo limiti e continueremo a lavorare per migliorare sempre più. 

Qual è il tuo ricordo più bello della tua carriera da giocatore?
Il mio ricordo piú bello è sicuramente il torneo di Barcellona, in cui raggiunsi il terzo turno prima di perdere da Ferrero. Senza dimenticare, ovviamente, i tantissimi successi che ho colto nei tornei di doppio. 

 Ti trovi meglio nel ruolo del giocatore o in quello di coach?
Mi trovo benissimo in entrambi i ruoli. Mi mancano ovviamente i tornei giocati ma comunque fare il coach mi ha fatto capire molti errori che commettevo da giocatore e che, quindi, non ripeterei. Diciamo che li ho compresi un po’ troppo tardi (ride, ndr).

Realizzazione dell’intervista a cura di Davide Tarallo
Stesura testuale di Giovanni Vinoso

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