Salvatore Caruso raggiunge i quarti di finale al Challenger di Szczecin: “Buone sensazioni dal match con Kolar. Con Dustin Brown ci sarà da divertirsi!’

Le dichiarazioni di Salvatore Caruso dopo la bella vittoria ottenuta agli ottavi di finale del Challenger di Szczecin

Salvatore Caruso si racconta dopo il netto successo ottenuto ai danni del ceco Kolar al secondo turno del Challenger di Szczecin: l’azzurro, che si è aggiudicato l’incontro con un rapido 6-4 6-3, è sembrato soddisfatto del risultato conseguito qui in Polonia (dopo aver superato anche Torebko al primo turno), riconoscendo come il proprio gioco si sia adattato molto bene al tennis dell’avversario, apparso in costante difficoltà fin dai primi game.

DT: Ieri ci hai detto di non conoscere bene Kolar: ora che l’hai affrontato, descrivici un po’ il suo stile di gioco e le variazioni, rispetto al match di ieri, che hai messo in atto per contrastare il suo tennis.
SC: Kolar è un giocatore molto diverso rispetto al mio avversario di ieri: ama spingere molto da fondo e questo fattore mi ha chiaramente avvantaggiato, perché mi ha dato decisamente più ritmo .
Oggi ero molto tranquillo: la prima partita in un torneo è sempre la più ostica; poi match dopo match la situazione tende a migliorare perché si cominciano a conoscere meglio le caratteristiche dei campi e degli avversari.

DT: Di fatto, sei sempre stato avanti nel punteggio, non concedendo mai delle chance di rientro al tuo avversario: pensi che il tuo gioco si adatti bene ai suoi colpi? Quale è stato il fattore che ha influito maggiormente sull’esito del match?
SC: Lui oggi ha sbagliato molto, soprattutto con il diritto. Ho cercato di essere molto solido da fondo, facendogli giocare sempre un colpo in più, fattore che l’ha spinto a prendersi rischi esagerati che l’hanno portato, in diverse circostanze, a commettere gravi errori.

DT:Pensi che i campi che ci sono qui in Polonia avvantaggino il tuo gioco, rispetto a quelli dei circoli dove si svolgono i Challenger italiani?
SC: La superficie, a dire il vero, non è molto diversa da quella che si trova in Italia: l’unica differenza è che la terra non è proprio fine e ciò mi permette di scivolare con maggiore facilità.

DE: Ai quarti di finale affronterai Dustin Brown, contro cui hai già giocato al Challenger di Brescia 2015: cosa più ti colpisce del suo gioco e della sua personalità? Che ricordi hai dell’incontro giocato l’anno scorso?
SC: È un giocatore atipico: non ti fa praticamente scambiare e cerca di accorciare il più possibile i punti. Anche se giochiamo sulla terra, cercherà ugualmente di essere aggressivo, soprattutto con la smorzata, colpo che recentemente gli sta funzionando a meraviglia. A Brescia, lo scorso anno, mi sono davvero divertito  a giocare contro di lui e ce la metterò tutta per capovolgere l’esito del match.

DT: Grazie ancora e a presto!
SC: Grazie a voi! Ciao!

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