Rio 2016: le pagelle degli azzurri

(Clive Brunskill/Getty Images South America)

Terminato il torneo olimpico, è opportuno analizzare l’esperienza e le presentazioni dei nostri atleti ai Giochi di Rio: bilancio nel complesso positivo, malgrado rimanga un po’ di rammarico per alcune vittorie sfumate, che avrebbero permesso ai tennisti azzurri di ottenere soddisfazioni maggiormente rilevanti

Si è concluso per i colori azzurri il torneo olimpico di tennis; è arrivato quindi il momento di effettuare un bilancio completo di una manifestazione priva di grandi soddisfazioni a livello di medaglie, ma capace comunque di mostrarci molte buone prestazioni dei nostri atleti che hanno combattuto in maniera aperta, con cuore e determinazione, spesso contro avversari più quotati, meritando senza dubbio di indossare la maglia azzurra.
Nel complesso quindi, bilancio positivo, anche se una maggiore attenzione e lucidità in determinate situazioni ci avrebbe probabilmente permesso di conseguire risultati di maggiore prestigio.

Fabio Fognini – Voto: 7.5
Il numero 1 azzurro ha disputato un buon torneo, all’insegna del coraggio e della determinazione, due elementi che lo hanno supportato in tutte le partite da lui giocate qui a Rio. Fabio non ha avuto paura di rischiare, talvolta superando se stesso, eseguendo colpi tecninci di assoluto valore e prestigio, tipici di un vero top player.

La sconfitta subita con Andy Murray, per quanto amara, deve lasciare comunque al nativo di Arma di Taggia la consapevolezza di poter lottare ad armi pari con tutti; unica nota stonata: la tenuta mentale non sempre costante nel corso delle partite: a tanti buoni momenti, sono seguiti interi game molto negativi, in cui sembrava che l’azzurro si rifiutasse di lottare, mostrando quell’atteggiamento assai “infantile” che spesso lo ha bloccato nel corso della propria carriera.

Fognini, malgrado i piccoli progressi degli ultimi anni, dovrà ancora lavorare molto sotto questo punto di vista, per dare al proprio tennis spumeggiante un profilo ancora più completo, che lo possa finalmente consacrare secondo il suo effettivo valore.

Andreas Seppi – Voto: 6.5
Prestazione nel complesso positiva dell’altoatesino, bravo a superare un turno prima di venire eliminato nettamente da Rafa Nadal. La vittoria contro Marchenko, maturata in maniera quanto mai rocambolesca, restituisce un po’ di morale e di fiducia al giocatore azzurro, precipitato oltre la 70esima posizione del ranking anche a causa dei continui problemi fisici accusati in questo 2016. Speriamo che la stagione USA possa aiutarlo a risalire la china, per ritornare alle posizioni della classifica che gli competono. Forza Andreas!

Paolo Lorenzi – Voto: 7
Il solito, grande Lorenzi. A quasi 35 anni, il senese sta vivendo la miglior stagione della carriera e la bella vittoria ottenuta contro il veterano Lu, molto a suo agio sui campi in cemento, è la prova primaria della seconda giovinezza che l’azzurro sta vivendo in questo periodo.
Poco da fare, vero, contro Bautista Agut ma Paolo, come sempre, ha dato tutto, giocando alla pari con lo spagnolo per oltre un set e mezzo. Probabilmente non sarà il tennista azzurro più forte di sempre dal punto di vista tecnico, ma Lorenzi ha dalla propria parte l’arma del coraggio e della voglia di lottare, che vale molto più di un fondamentale di primo livello. Piacevole conferma.

Thomas Fabbiano – s. v.
Nulla da fare per lui, eliminato subito all’esordio dal brasiliano Rogerio Dutra Silva; Thomas non può però essere colpevolizzato: informato dalla Federazione della possibilità di partecipare ai Giochi, visto i tanti forfait, meno di una settimana prima dall’inizio delle gare, Fabbiano ha risposto presente, rinunciando al periodo di vacanza che stava trascorrendo a Dubai per volare a Rio. Questo gesto vale più di una vittoria e la sua partecipazione è il degno coronamento di una stagione superlativa. Grazie lo stesso Thomas!

Fognini/Seppi – Voto: 7
Il doppio azzurro si è difeso molto bene a Rio centrando un inaspettato quarto di finale, sfruttando anche l’eliminazione a sorpresa dei fratelli Murray, seri candidati ad una medaglia alla vigilia, sconfitti all’esordio.
L’eliminazione ai quarti più che per demeriti loro va attribuita, almeno in parte, alla folle programmazione degli organizzatori che li hanno fatti scendere in campo nenache due ore dopo la conclusione dei loro match di singolo, con Fabio che era ancora stremato dalla battaglia contro Paire. Malgrado questo spiaceve inconveniente, hanno comunque onorato al meglio la maglia azzurra, dimostrando di essere un duo abbastanza affiatato, superando insieme con determinazione i momenti di difficoltà. Bravi!

Davide Tarallo

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