Riccardo Sinicropi: “Sto ritrovando una buona forma fisica. Il gran rapporto con Andrea Vavassori si riflette anche sul campo!”

Abbiamo intervistato Riccardo Sinicropi, classe 1990 e n.637 della classifica ATP, con un best ranking al n.430 nell’Aprile 2015. L’azzurro ha cominciato parlando della sue prima esperienza a livello Future, ricordando anche il club per il quale gioca la Serie A1, ossia il TC Crema.
Riccardo ci ha svelato inoltre i segreti della sua carriera, dalle difficoltà negli spostamenti da torneo a torneo all’equipaggiamento che utilizza per le partite.
Spende inoltre parole al miele per Andrea Vavassori, suo grande amico e compagno di doppio

AF: Ciao Riccardo, iniziamo quest’intervista con una tua presentazione agli amici lettori, parlaci dei tuoi inizi, del tuo approccio al mondo del tennis, del tuo primo torneo Futures giocato e del club per il quale giochi in questo 2016.
RS: Ciao a tutti! Allora… il primo torneo che ho fatto a livello Futures, è stato nel 2007, a Porec in Croazia, sono entrato nel tabellone di qualificazione, visto che era da 128 giocatori, ho superato 2 turni e mi sono fermato al terzo turno dove ho perso.
In questo 2016 difendo i colori del TC Crema.

AF: Visto che con la nostra rubrica vorremmo far conoscere più a fondo la vita di un tennista che gravita a livello Futures approfondiamo questi aspetti, iniziando dal come pianifichi la programmazione dei tornei ed in base a quali criteri scegli dove iscriverti.
RS: I tornei li programmo con il mio allenatore, Giuseppe Menga. E’ difficile programmare tornei futures perché non puoi mai sapere fino all’ultimo dove entrerai, decido di settimana in settimana, comunque prediligo giocare in Italia.

AF: Ormai siamo a metà stagione, ti chiederei come giudicheresti questo 2016 fin’ora, e quali incontri ricordi in modo particolare?
RS: Il 2016 per ora non è stato molto positivo, ho vinto poche partite, sto cercando di ritrovare la forma fisica e purtroppo ho poco da raccontarti su questa mia prima metà di stagione, se non la vittoria in doppio nei futures di Trento e Frascati in coppia con Andrea Vavassori.

AF: Bene, parlami del tuo rapporto con Andrea (Vavassori), di come è nata la coppia di doppio, che poi vi ha portati a vincere appunto il futures di Trento e di recente, quello di Frascati.
RS: Io e ‘Vava’ siamo molto amici, quando giochiamo ci divertiamo molto. La coppia di doppio è nata semplicemente perché volevamo provare a giocare insieme e nel primo torneo vinto, a Trento, nonostante mi fossi fatto male alla caviglia in singolo, sono rimasto a giocare il doppio e da li è nata questa partnership che sta portando i suoi frutti!

AF: Passiamo ora agli aspetti più “nascosti” che si celano dietro alla vita del tennista, iniziando dall’aspetto dell’organizzazione. Chi si occupa della prenotazione dei voli e degli alberghi dove alloggiare durante le manifestazioni, ricordi qualche aneddoto curioso che porterai sempre con te?
RS: Per quanto riguarda i viaggi, faccio tutto da solo, compresa la prenotazione degli hotel.
Un aneddoto che ricordo particolarmente è accaduto al mio quarto torneo futures, dove mi sono qualificato per la prima volta per un tabellone principale. Eravamo in Slovenia ed il supervisor mi ha chiesto di partecipare al sorteggio, ho accettato ed ovviamente il primo nome che ho pescato è stato il mio, andando ad incontrare la testa di serie numero 1 del torneo, dal quale presi una stesa.
Dopo quel torneo non ho mai più fatto il tabellone!

AF: Dal punto di vista dell’equipaggiamento, proviamo a sbirciare un po’ nel tuo borsone…..cosa troviamo all’interno?!
RS: Nel mio borsone c’è un po’ di tutto, ovviamente. Oltre a racchette, corde e scarpe, trovi un rullo per i massaggi e una corda trx elastica, diciamo le cose necessarie per fare un po’ di atletica durante i tornei.

AF: Che tipo di racchetta utilizzi e quali corde monti, quante racchette porti sempre con te?
RS: Utilizzo una Babolat Areo Drive, e ne porto sempre 4 con me.

AF: Per quanto riguarda l’abbigliamento, cosa molto importante per un tennista, hai qualche marchio che ti supporta in questo o ti procuri il necessario per l’attività in maniera indipendente? 
RS: Per quanto riguarda l’abbigliamento, sono fortunato, perché sono diventato testimonial di una marca di vestiti nuova nel mondo del tennis, che si chiama KARHU. Abbiamo iniziato questa collaborazione, che è molto interessante, grazie alla famiglia Arese, che approfitto per ringraziare per questa possibilità che mi è stata offerta.

AF: Chiudiamo l’intervista, ringraziandoti per la disponibilità, e chiedendoti quali sono i tuoi prossimi impegni per il proseguimento della stagione, ti sei inoltre posto qualche obiettivo a breve termine?
RS: Obiettivi sicuramente non me ne sono posti, in primis voglio ritrovare una buona forma fisica per tornare ad avere continuità e tornare a vincere qualche partita.

Alex Frignani

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