Rafael Nadal ai Giochi Olimpici: obiettivo stupire

Una buona notizia, finalmente. Rafael Nadal, dopo giorni di apprensione, di notizie e smentite continue, ha confermato, malgrado una forma fisica ancora non ottimale, la sua presenza al torneo di singolare dei Giochi. Un azzardo? Può essere, ma il maiorchino a Rio potrà senza dubbio dire la sua.

Nella tarda serata italiana di ieri, dopo che l’intera giornata era stata “scoinvolta” dal clamoroso forfait di Wawrinka, è arrivata una bella notizia per il torneo olimpico: Rafael Nadal, dopo essersi allenato con l’amico Ferrer, ha confermato la sua presenza nel torneo di singolare.

Il numero 5 ATP, malgrado non abbia recuperato al 100% dall’infortunio al polso, sarà costretto ad un vero e proprio tour de force in Brasile, dovendo disputare non solo il torneo di singolo, ma anche quello di doppio maschile, in coppia con Marc Lopez, e il misto, con Garbine Muguruza.

Senza dubbio, il maiorchino, che sarà il portabandiera per la Spagna, nel corso della cerimonia d’apertura, ha fatto una scelta audace, rischiosa, ma degna di rispetto e ammirazione: molti altri suoi colleghi, con problematiche fisiche decisamente meno rilevanti delle sue, hanno deciso di non giocare i Giochi, mentre Rafa, che già aveva saltato le Olimpiadi di Londra nel 2012, per un serio infortunio al ginocchio, ha scelto di scendere in campo, di lottare per difendere al meglio delle proprie possibilità i colori della propria bandiera.

Nadal si è dimostrato cosi campione non solo dal punto di vista sportivo ma soprattutto sotto il profilo umano e il suo gesto, indipendentemente dall’esito del suo torneo, deve essere valutato come un esempio per tutti; esempio di determinazione, rispetto e umiltà, caratteri più che mai espliciti nel carattere del nativo di Manacor.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa, la domanda che molti appassionati si saranno senza dubbio posti è quella relativa alle chance effettive dello spagnolo di ottenere, se non una medaglia, un risultato quantomeno dignitoso per un giocatore di tale livello.

Rafa può essere considerato “l’uomo dei miracoli”, quindi un suo exploit qui a Rio, per quanto difficile non mi stupirebbe per nulla: lo spagnolo, in passato, ha gia disputato e vinto  tornei con evidenti problematiche fisiche, elemento che mette in luce la sua forza mentale, vera chiave dei suoi successi. Certo, bisognerà vedere, dopo tre mesi di stop, se la sua mente sarà forte abbastanza da reggere un evento e delle sfide di tale spessore; se cosi fosse, allora, Nadal avrebbe buone possibilità di emergere e dì ottenere un ottimo risultato.

Molto dipenderà però dal sorteggio: il maiorchino, nei tornei, è solito partire in maniera piuttosto letargica e un avversario complesso da affrontare subito al primo turno potrebbe rappresentare un ostacolo molto difficile da superare; Rafa ha bisogno di una o due partite “facili”, contro avversari più abbordabili (cosa probabile visti i tanti forfait), per ritrovare un buon ritmo e quelle sicurezze, che, dopo un lungo stop, non si possono avere. Superati i primi due-tre turni, le sue chance aumenterebbero di certo in maniera notevole e il maiorchino diventerebbe un avversario scomodo per tutti.

Staremo a vedere: senza tabellone è quasi impossibile capire le sue possibilità di successo; una cosa però è sicura: Rafa lotterà su ogni punto, con orgoglio e determinazione, armi e stimoli importanti che potrebbero aiutarlo.

Vederlo cosi combattivo, per gli appassionati veri ( non solo per suoi  i tifosi ), sarà già un successo, capace di donarci un’emozione unica, più grande di qualsiasi vittoria e medaglia.

Forza Rafa!

Davide Tarallo

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