Quattro chiacchiere con Salvatore Caruso

Salvatore Caruso ci racconta come in modo del tutto casuale si sia avvicinato al tennis, rivelandoci quale sia stata la sua vittoria più importante ed esternando l’emozione provata nel primo ATP250 disputato, ad Estoril

L’amore per il tennis, sbocciato per caso
Il primo impatto col tennis l’ho avuto un po’ per caso, non essendoci nessuno nella mia famiglia che si era già avvicinato a questo sport. Mio padre è un appassionato di motori e vela, mia mamma un insegnante.
Una sera tornando da una festa del mio piccolo paese (Avola) ho notato un volantino che pubblicizzava delle lezioni di tennis nel solo circolo che abbiamo in paese e così ho voluto provare…e non ho più smesso!
Non c’è stato un vero e proprio momento in cui mi sono reso conto che il tennis potesse diventare il mio lavoro.

Terminati gli studi ho iniziato a viaggiare con molto frequenza, visto che prima frequentando un liceo pubblico non mi era possibile, da lì sono arrivati i primi risultati, grazie ai quali ad oggi riesco a mantenermi.

Il lavoro svolto al TC Match Ball
Mi alleno da circa otto anni al Tennis Club Match Ball di Siracusa con Paolo Cannova e Nico De Simone che curano la parte tennistica, il lato atletico invece è sotto la supervisione di Pino Maiori.
È uno staff che mi conosce molto bene fon da quando ho iniziato ad affacciarmi al professionismo,mi vogliono bene e ogni giorno diamo il massimo per migliorarci.
Sono un giocatore che si adatta un po’ a tutte le superfici ma forse su quelle rapide esprimo la parte migliore del mio tennis. Il colpo da migliorare sicuramente è il servizio dal quale potrei avere molti più punti durante le partite; l’arma più sicuro e naturale è il rovescio ma ultimamente sono molto migliorato anche col dritto.

La vittoria più importante in carriera e l’emozione all’ATP250 di Estoril
La mia vittoria più importante è stata anche la prima nei confronti di un  top-100, Daniel Gimeno-Traver, a San Benedetto del Tronto, torneo in cui poi raggiunsi le semifinali.
Ho dei bellissimi ricordi anche per quanto riguarda il 250 di Estoril, dove mi sono qualificato battendo Federico Gaio e Kenny De Schepper. Giocare una manifestazione del circuito maggiore è sempre bello e confrontarti con tennisti al top ti da grande motivazione.

Sul caso Sharapova…
Penso che il nostro sport in generale sia molto pulito dal doping o quant’altro, essendoci una parte tecnica che è molto importante ed è difficile da compensare con il solo aiuto di sostanze.
Devi essere un grandissimo atleta per poter competere ad alti livelli e qualcuno magari fa uso di sostanze vietate come nel caso della Sharapova. Penso sia normale che se viene fatto qualcosa di sbagliato ne si debba prendere atto e pagare la propria pena.

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