Marco Cecchinato: “Lo swing sudamericano e la vittoria di Santiago mi danno grande fiducia”

Marco Cecchinato ci racconta le emozioni vissute in quel di Santiago a margine della quinta vittoria a livello Challenger, nell’ultimo torneo di una lunga campagna sudamericana.
Ceck, attualmente numero 100 del ranking ATP, ci svela i segreti della sua preparazione invernale fornendoci indicazioni riguardo la sua programmazione futura.

Ciao Marco, complimenti per il quinto sigillo in carriera! In Cile hai vinto il primo titolo a livello Challenger all’estero, dimostrando di poter rendere bene anche fuori dall’Italia.
Dici bene! Finalmente è arrivato un alloro anche fuori dai nostri confini e sono particolarmente fiero di ciò perchè l’ho vinto nell’ultima settimana di una trasferta abbastanza lunga iniziata con Quito e proseguita poi con Buenos Aires, Rio e San Paolo dove mi ero qualificato due volte senza però vincere match in main draw.
La cosa bella è che ero da solo in Cile perchè il mio coach, Simone Vagnozzi, era tornato in Italia. Sono contento di aver dimostrato a me stesso di poter competere ad alti livelli anche quando non ho il mio allenatore al seguito.

Mi hanno piacevolmente convinto in particolare le due rimonte a Santiago contro Tommy Robredo e Carlos Gomez-Herrera. Puoi dirmi qualcosa sui match, come sei riuscito a ribaltare l’esito finale?
Lottare ed insistere sui miei punti forti, mi ha premiato questo! Con Robredo ero sotto 5-1 al primo set ed ho rimontato fino al 6-4 perdendo comunque il parziale ma rimanendo ben attaccato all’incontro. Sono stato bravo a resettare tutto ed ho trovato la spinta per risalire e lasciargli solo 5 game totali tra secondo e terzo set.
In finale contro Gomez-Herrera sono partito sotto 6-1 e subire un parziale del genere nel match decisivo non è facile, con tutta la pressione che ne deriva e contro un giocatore che non aveva nulla da perdere. Però anche li non ho mollato e ho infilato un parziale di 12 game a 2 portando a casa il titolo.
Da qualche settimana a questa parte mi sento più forte mentalmente, sento che sto maturando e ti dico sinceramente, qualche anno fa questi match li avrei persi, mi sarei scoraggiato. Ora sono sempre li, punto a punto e provo a trovare ogni soluzione possibile per poter sbrogliare la matassa.

Per quanto riguarda la campagna sudamericana a livello ATP, condividi che si debba vedere il bicchiere mezzo pieno?
Non ho vinto match a livello maggiore sulla terra ma sono soddisfatto del rendimento offerto nelle qualificazioni, avendo avuto la meglio su giocatori come Guido Andreozzi, Casper Ruud, Renzo Olivo e Joao Domingues.
Sono soddisfatto della trasferta in generale e la ciliegina sulla torta è stata proprio la vittoria a Santiago che mi da tanta fiducia per il futuro.

A inizio anno hai giocato bene sul cemento, sto osando troppo se ti dico che hai fatto grandi passi anche su questo tipo di superficie?

Rispetto a qualche anno fa non mi sento inferiore sul cemento e nemmeno poco competitivo rispetto alla terra battuta. Ovviamente gioco più sul clay come la maggior parte degli italiani, spagnoli ed argentini perchè abbiamo maggiore predisposizione su questo tipo di campo ma ora posso confermare di adattarmi bene anche sui diversi cementi.
Ho lottato con Pierre-Hugues Herbert in India nell’ATP 250 di Pune tenendo pari livello tutto il match e perdendolo di un’incollatura.
Nelle qualificazioni degli Australian Open ho affrontato Bradley Mousley, un giocatore di casa che è arrivato poi ad un passo del main draw.
A Koblenz ho battuto Andrea Arnaboldi che è un ottimo giocatore indoor perdendo poi da Mats Moraing facendo match alla pari con uno dei tennisti più temibili ed in forma su quel tipo di superificie.

Su quali aspetti vi siete focalizzati durante l’off-season con il tuo coach Simone Vagnozzi ed il tuo preparatore Umberto Ferrara? Puoi svelarci alcuni segreti dei vostri allenamenti?
Assime al mio staff abbiamo preso la decisione di concentrarci sul migliorare ulteriormente l’aspetto fisico e l’aggressività in campo, prestando particolare attenzione al servizio senza tralasciare ovviamente il lavoro su dritto e rovescio e sul prendere più campo possibile. Mi sono allenato ad Alicante con tennisti di alto calibro: Nicola Kuhn, Casper Ruud, Guillermo Garcia-Lopez.
La scelta di andare in Spagna si è rivelata azzeccatissima perchè a dicembre in Italia le giornate soleggiate sono rare mentre in terra iberica ho sfruttato appieno il clima potendo allenarmi sempre outdoor.

Per quanto riguarda la programmazione futura? Challenger e ATP su terra rossa?
Dopo aver giocato e fatto semifinale nei Challenger di Marbella ed Alicante disputerò le qualificazioni nel Masters 1000 di Montecarlo e nell’ATP 250 di Budapest per poi volare a Monaco di Baviera dove partirò direttamente dal main draw. Tornerò quindi in Italia per calcare i campi del Challenger del TC Garden di Roma e successivamente sarò al nel tabellone cadetto degli Internazionali BNL d’Italia.

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