Maestri a Londra, per Andy e Nole l’intera stagione in un weekend

Mai come quest’anno le ATP Finals hanno saputo tenere fede al ruolo che gli viene correttamente attribuito di olimpo tennistico, evento unico e speciale cui spetta l’onere e onore di assegnare lo scettro di migliore tra i migliori.

Aggiungendo il carico della definitiva consacrazione del numero uno mondiale stagionale, gli dei del tennis hanno deciso di scrivere un finale di stagione ancor più entusiasmante, garantendo ai privilegiati spettatori della O2 e agli appassionati sparsi nel mondo la possibilità di godere di una due giorni finale da lasciare senza fiato.
Messi da parte calcolatrici e cavilli regolamentari per determinare i quattro protagonisti dello sprint finale, può a questo punto dirsi iniziata la corsa vera e propria che mette in palio il titolo e il trono di n.1 mondiale, con la possibilità di un rimescolamento generale dei valori nella top 5. Come abbondantemente preventivato, i duellanti rusticani non hanno ceduto un colpo, presentandosi all’appuntamento delle semifinali immacolati, perfettamente rodati e decisi più che mai a riversare il meglio di sé negli ultimi metri di una stagione per entrambi storica e vincente.

Il girone dall’agevole sorteggio per Novak Djokovic

Giunto a Londra sull’onda negativa di un autunno triste e carico di problematiche non solo tecniche, Novak Djokovic ha potuto contare sul sostegno della buona sorte che gli ha permesso di approcciare l’appuntamento più importante in maniera soft, ponendogli di fronte un contingente di avversari a tratti più somigliante ad un terzetto di sparring partner.
Nole ha saputo metterci del suo contro un Milos Raonic apparso in condizioni meno peggiori di quanto le premesse potessero far supporre, ma le spoglie del combattivo Dominic Thiem e soprattutto l’esordiente ripescato David Goffin non hanno rappresentato, né avrebbero potuto, elementi probanti.
Djokovic ne ha così approfittato per ricostruire pezzo dopo pezzo la propria fiducia e riguadagnare una forma apprezzabile, consapevole che la pendenza della salita è in procinto di aumentare ma anche che il leggero allenamento sostenuto nell’ultimo match ha senz’altro lasciato nel serbatoio un quantitativo di carburante decisamente superiore rispetto a quello a disposizione del suo dirimpettaio.

Andy Murray e la maratona con Nishikori

Andy Murray dal canto suo dopo aver lasciato l’anima nella tremenda battaglia contro Kei Nishikori, è stato in grado di mettere la parola fine al discorso nel proprio raggruppamento, di gran lunga quello più ostico e competitivo, grazie ad un’altra prestazione decisamente corroborante per le sue ambizioni ed il suo morale.
Il controsorpasso virtuale a Nole è infatti giunto al termine di un capolavoro tattico imposto a Stan Wawrinka, cui ha riservato bastone e carota, alternando la consueta attitudine conservativa ad un’aggressiva intraprendenza ed emergendo da par suo in un confronto decisamente qualitativo.

Andy Murray pesca Milos Raonic

La complicata sfida dello scozzese impone subito un’immediata rigenerazione per cercare di equilibrare il gap in termini di dispendio fisico nei confronti del rivale, al quale rende ben due ore di permanenza in campo oltre a vantarne ventiquattro in meno di recupero prima delle semifinale.
Nella quale si troverà di fronte quel Raonic che proprio a Londra, prima al Queens e poi soprattutto a Wimbledon eliminando Federer ha centrato i migliori risultati stagionali e fatto da spalla al proscenio del britannico, che proprio da quelle occasioni ha dato il via alla sua prepotente scalata al vertice.
Il canadese zen, con la sua pletora di coach al box, ha certamente beneficiato della minima consistenza dei suoi antagonisti, ma caricato dal raggiungimento della sua prima semifinale al master e della terza posizione virtuale nel ranking, ha anche mostrato di possedere le armi per contestare il celebre detto ‘non c’è due senza tre’, a patto che la condizione fisica sia quella ostentata nei primi giorni e non subisca una delle frequenti ricadute.
Alla vigilia della semifinale per altro è palpabile la sensazione che, più che avere le sembianze del gigante di Podgorica, sempre regolato nelle ultime sette occasioni (sei nel corso del 2016), il vero avversario di Murray sia rappresentato dalla notevole pressione imposta da un intero reame in trepidante attesa.

Djokovic attende il samurai Nishikori

Dall’altra parte il campione serbo ha ricevuto in sorte un confronto con Kei Nishikori, per lui in passato indigesto, anche se già largamente domato in precedenza a Londra e approdato alle semifinali con il non invidiabile score di due sconfitte su tre, premiato più dall’harakiri di un Wawrinka impresentabile nella prima giornata.
Il nipponico ha compensato la maratona persa con Murray con un impegno al limite dell’esibizione nel confronto conclusivo contro Marin Cilic, cui ha alla fine consentito la prima meritata vittoria nel Master, accontentandosi di limitare il dispendio in vista del round con Djokovic che potrebbe persino valergli la terza piazza mondiale.

L’augurio di tutti, probabilmente anche quello dei diretti interessati, è che a contendersi titolo e primato siano i due fenomenali protagonisti in un palpitante atto decisivo, oggi ancora più prevedibile e che assumerebbe senza ombra di dubbio i connotati dell’evento sensazionale e dal pronostico quanto mai complicato.
Degnissima conclusione di una stagione in cui il graduale trapasso di Federer e Nadal ha consegnato alla storia il nuovo dualismo del presente e del prossimo futuro, nell’attesa che il gruppetto degli inseguitori, ad oggi ancora piuttosto attardati, possa finalmente far parlare per davvero di ricambio al vertice.

wtf-semis

Round Robin – Gruppo John McEnroe

Andy Murray [1] b. Stan Wawrinka [3] 6-4 6-2
Marin Cilic [7] b. Kei Nishikori [5] 3-6 6-2 6-3

Classifica

1.Andy Murray 3-0 (6-1)
2.Kei Nishikori 1-2 (4-4)
3.Stan Wawrinka 1-2 (2-4)
4.Marin Cilic 1-2 (2-5)

Round Robin – Gruppo Ivan Lendl

Novak Djokovic [2] b. David Goffin [9] 6-1 6-2
Milos Raonic [4] b. Dominic Thiem [8] 7-6 6-3

Classifica

1.Novak Djokovic 3-0 (6-1)
2.Milos Raonic 2-1 (4-2)

3.Dominic Thiem 1-2 (3-5)
4.Gael Monfils 0-2 (1-4)
5.David Goffin 0-1 (0-2)

Semifinali – sabato 19/11 (diretta su SkySport dalle 13)

Andy Murray [1] vs Milos Raonic [4] (non prima delle 15)
Novak Djokovic [2] vs Kei Nishikori [5] (non prima delle 21)

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