Lucia Bronzetti vince il 10,000$ di Sion e festeggia il suo primo titolo ITF

Lucia Bronzetti è la protagonista indiscussa del 10,000$ di Sion, in Svizzera

La 17enne azzurra, alla sua prima finale nel circuito internazionale, si impone sulla tennista di casa Karin Kennel, quinta favorita del seeding, con il punteggio di 6-3, 7-6(5), e centra il suo primo titolo ITF in carriera.

Gran settimana, quindi, per la tennista romagnola che è arrivata in finale soffrendo soltanto contro la connazionale Martina Colmegna, quarta testa di serie, eliminata, in rimonta, nei quarti di finale, con il risultato di 3-6, 6-4, 6-2.

Alle altre avversarie Lucia ha lasciato solo pochi games: al primo turno si è liberata con un doppio 6-0 della qualificata svizzera Dominique Meyer; al turno successivo ha concesso tre giochi alla connazionale Claudia Coppola (6-1, 6-2); ed in semifinale ha beneficiato del ritiro della wild card di casa Tamara Arnold mentre era in vantaggio per 6-3; 3-0.
Per la Bronzetti, che dall’età di 10 anni, quando iniziò a giocare in una piccola frazione in provincia di Rimini, si divide tra la scuola e il tennis, e che quest’anno al circolo ASD Nice di Jesi ha staccato il pass che le ha permesso di partecipare alle pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, questa vittoria è il coronamento di un anno di grandi miglioramenti che fanno ben sperare per il suo futuro tennistico.
LC: Ciao Lucia, hai vinto pochi giorni fa il primo titolo in carriera a livello ITF, nel 10.000$ di Sion, sconfiggendo in finale la svizzera Kennel in due set.
Alzare al cielo un trofeo a 17 anni non è da tutti; cosa hai provato quando ti sei resa conto di aver vinto?

LB: È stata un’emozione unica ed indescrivibile, difficile da spiegare. Ancora non mi sembra vero…

LC: Nel primo set della finale hai rimontato un break di svantaggio e da 1-3 hai vinto il set per 6-3. Nel secondo parziale, sul 5-2 hai servito per il match ma ti è mancato qualcosa per chiudere i conti, e si è deciso tutto al tiebreak.
Raccontaci il match e le sensazioni che hai provato!

LB: All’inizio ero molto tesa: mi girava la testa e mi tremavano le gambe, non riuscivo ad esprimere al meglio il mio gioco. Poi mi sono sciolta sempre di più e ho giocato molto bene fino al 5-2 del secondo set. In quel momento ho capito che avevo la possibilità di chiudere la partita e quindi di vincere il torneo e l’emozione si è fatta sentire. La mia avversaria è stata brava a sfruttare l’occasione ed è andata sopra 6-5; lì mi sono detta che se volevo vincere dovevo tirare fuori tutta la grinta possibile ed essere io ad andarmi a prendere il punto e alla fine sono riuscita a portarla a casa.

LC: A chi dedichi questa vittoria e da chi sei stata seguita in Svizzera? Traccia una panoramica sul tuo team.
LB: Mi hanno accompagnato i miei genitori e questa vittoria la dedico in particolare a loro, che rendono possibile tutto questo, al mio coach Patricio Remondegui, che mi segue negli allenamenti in un paese vicino a Rimini, e a tutte le persone che credono in me.

LC: A te che alterni tornei Junior a tornei Pro viene spontaneo chiedere quale sia la maggior differenza tra i due circuiti. Ora, che tornei andrai ad affrontare?
Quali sono i tuoi obiettivi per la fine del 2016?

LB: L’aria che si respira tra tornei Junior e tornei Pro è diversa. Preferisco gli ultimi, perchè si affrontano giocatrici professioniste dotate di grande esperienza.
Per il momento mi fermerò per frequentare l’ultimo anno di Liceo, ma prima parteciperò ai due 10.000$ italiani di fine anno.
Ad inizio stagione mi ero prefissata l’obiettivo di entrare fra le prime 900 WTA. Dato che ho raggiunto questo obiettivo, cercherò di migliorare ulteriormente il mio ranking.

LC: Descrivi, a chi non ti conosce, il tuo modo di giocare, il colpo preferito, quello che ti da maggior possibilità di fare punti e quello da migliorare!
LB: Sono una giocatrice aggressiva, mi piace comandare il gioco e andare a prendermi il punto. Non ho un colpo preferito, mi trovo bene in entrambi i lati. Stiamo lavorando sul servizio per continuare a migliorarlo e sulla fase difensiva.

Resoconto & Intervista a cura di Federica Mussuto e Lorenzo Carini

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