Luca Giacomini: “Che emozione giocare a Padova! Obiettivi stagionali? La top 500 e le Next Gen Atp Finals”

Intervista a Luca Giacomini, giovane tennista azzurro (classe 1997) che proprio nelle ultime settimane ha centrato i suoi primi grandi risultati a livello Challenger avvicinandosi in maniera sensibile alla top 600.

Una delle rivelazioni più sorprendenti di questa calda estate tennistica giunge direttamente da Padova, per la precisione da Rubano, piccolo comune di appena 15.000 anime: nelle ultime settimane – a testimonianza dell’ottimo stato di salute di cui può godere oggigiorno il tennis italiano- si è potuto assistere all’ascesa di Luca Giacomini capace di ottenere ottimi piazzamenti non soltanto a livello Future, ma anche in tornei Challenger dove ha conseguito, proprio a casa sua, il primo successo in un tabellone principale di categoria sconfiggendo Walter Trusendi.

Il 2018, iniziato brillantemente grazie alla semifinale raggiunta al Future di Heraklion, in Grecia e ad un’altra ottima finale in Ucraina, sta rappresentando l’annata migliore del giovane azzurro che, ad un passo dalle top 600, si dice ormai pronto a fare il decisivo salto di qualità per entrare a tutti gli effetti nel tennis che conta: “Sto vivendo questi momenti con molto entusiasmo. Vincere per la prima volta una partita nel Main Draw di un Challenger in casa a Padova è stato un momento che non scorderò mai, anche perché avevo tutto il pubblico dalla mia: non mi sono mai sentito cosi tifato e incoraggiato e questo senza dubbio mi ha dato la carica giusta per esprimermi al meglio. Purtroppo, al secondo turno, non sono potuto scendere in campo a causa di un fastidiosissimo problema al collo ma questa esperienza cosi proficua mi ha fatto capire di potermela giocare alla parti con tanti buoni giocatori.”

E’ impossibile ovviamente raggiungere importanti traguardi senza una meticolosa dedizione al lavoro e al sacrificio: ” Ho intensificato le sessioni di allenamento, lavorando molto anche sotto il profilo atletico. Del resto, il mio ideale di tennista – modello è Diego Schwartzman: ammiro molto la sua tenacia e la sua straordinaria grinta che, a discapito dei suoi limiti fisici, gli hanno permesso e gli permettono tutt’ora di ottenere risultati incredibili. Lo considero davvero un esempio in quanto la sua attitudine alla lotta mi motiva sempre a fare meglio.”

Uno sforzo che vale doppio, visto che Luca ha deciso di iscriversi alla facoltà universitaria di Scienze Motorie: “Conciliare l’ attività tennistica con l’impegno universitario non è sempre semplice e non a caso quest’anno ho programmato i miei tornei in relazione agli esami che dovevo sostenere. Tuttavia, dal momento che frequento le lezioni online, il compito è un po’ più agevole. Ho effettuato questa scelta con grande convinzione perché ritengo che al giorno d’oggi laurearsi sia indispensabile e poi magari chissà se un giorno non dovessi vivere di professionismo potrei trovare un lavoro sempre inerente alla mia grande passione per lo sport.”

Tornando invece sugli obiettivi a breve-medio termine, Luca ha le idee molto chiare: “ Innanzitutto, devo migliorare ancora molto se voglio migliorare le mie prestazioni e i miei piazzamenti. A livello di risultati, vorrei entrare nei primi cinquecento giocatori al mondo prima di fine anno provando anche a qualificarmi per le Next Gen Atp finals di Novembre.”

Ultima battuta sulle nuove regole stabilite dall’ATP in merito ai tornei Challenger, finalizzate a garantire tabelloni principali con più giocatori e un sensibili incremento dei guadagni dei giocatori: “Ti dico la verità: io continuerò a giocare il mio tennis senza pensare a tutti questi cambiamenti. Tuttavia, non le condivido del tutto perché ritengo che d’ora in poi sarà ancora più complesso per un giocatore dal ranking basso scalare la classifica e rimanere a galla. Già ora è difficile: così diventerà ai limiti dell’impossibile.”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here