Luca Cozzi e la “prima volta” a Melbourne: “L’avventura australiana mi ha permesso di acquisire maggiore esperienza in campo professionale e umano”

Luca Cozzi, giovanissimo ma promettente prospetto manageriale italiano, racconta ai nostri microfoni la sua recente esperienza vissuta a Melbourne Park dove, grazie ad una quanto mai proficua collaborazione con Tennis Australia, si è occupato della gestione dell’ufficio informativo e relazioni con il pubblico del Major australiano.

Un progetto che ha radici molto lontane: Da qualche tempo avevo iniziato a pensare che sarebbe stato particolarmente utile provare a compiere un’esperienza lavorativa nella componente organizzativa di un grande torneo per comprendere meglio le esigenze dei giocatori professionisti. Già al Challenger di Milano lo scorso anno mi ero occupato direttamente della gestione delle richieste degli atleti ma  ovviamente la mia ambizione era quella di provare a collaborare con un evento ancora più prestigioso. Alla fine, ho valutato, soprattutto per ragioni linguistiche e burocratiche, che Melbourne potesse essere la soluzione migliore. E alla fine, dopo mesi di formazione online e di colloqui a distanza, la mia candidatura è stata accettata.”

In Australia ha trovato – ad accoglierlo- non soltanto scenari paesaggistici mozzafiato ma anche un contesto socio-culturale quanto mai aperto: “Dal momento che per via del progetto avrei dovuto comunque perdere una parte del mio anno accademico, ho deciso di partire subito a settembre per l’Australia: in questo modo, mi è stato possibile non soltanto scoprire le bellezze del paese ma anche perfezionare la lingua, quanto mai indispensabile per la mia esperienza. Che dire? Sicuramente lo rifarei! L’Australia è un paese meraviglioso e gli australiani sono un popolo molto cordiale e disponibile. E comunque al di là di qualche comprensibile divergenza di mentalità non ho trovato particolarmente complesso adattarmi ai loro ritmi e alle loro consuetudini: nei fatti, non ho mai avuto l’impressione di essere effettivamente in un paese straniero.”

Un impegno assiduo e quanto mai responsabilizzante, finalizzato soprattutto a “soddisfare al meglio le richieste del pubblico, a risolvere eventuali problematiche per fare in modo che l’organizzazione risultasse la migliore possibile, che è stato però alternato con saltuari allenamenti sotto il caldo sole dell’estate australiana e poi  nel corso del torneo con la visione diretta di alcuni dei più avvincenti match di questa edizione del Major australiano: “Si, ho provato i campi e in realtà li ho trovati insopportabilmente lenti (ride, ndr). Nel corso delle due settimane del torneo – approfittando dei momenti di pausa- ho esplorato in lungo e in largo Melbourne Park, conoscendo nuovi prospetti tennistici con i quali iniziare, chissà, una nuova collaborazione che mi consenta di ampliare la mia attività di agente che – alla fine dello scorso anno- si è già arricchita grazie anche ad una nuova partnership che mi ha permesso di avvicinarmi tra l’altro al campionato tedesco.”

Insomma, un climax crescente di successi e soddisfazioni. Ma le ambizioni di Luca non finiscono certo qui: “La mia priorità attuale è quella, in primo luogo, di laurearmi per poi potermi dedicare a tempo pieno al tennis, tenendomi aperte comunque più strade possibili. Ovviamente mi piacerebbe lavorare ancora in un torneo di questo livello e spero di poterlo fare in un futuro molto prossimo, magari seguendo direttamente un giocatore.”

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