Lorenzo Frigerio: “Sono molto contento della vittoria in Egitto. Che team con Bega e Vilardo!”

Abbiamo intervistato Lorenzo Frigerio dopo il successo nel $10.000 di Sharm El Sheikh.
L’azzurro, che in finale ha avuto la meglio su Andrea Vavassori, ha conquistato in Egitto il suo primo titolo in carriera a livello internazionale

LC: Ciao Lorenzo! Cominciamo questa intervista parlando fin da subito della settimana appena trascorsa. Ottima vittoria a Sharm El Sheikh; hai battuto in finale il tuo amico (e compagno di doppio) Andrea Vavassori.
Come giudichi la tua settimana? Cosa si prova a vincere il primo titolo internazionale, battendo poi un connazionale?
LF: Ciao a tutti! Sono molto contento della vittoria. È sempre difficile giocare la finale contro un amico, ma fa parte del gioco!
Sono soddisfatto del mio stato di forma e di questo successo in Egitto.

Lorenzo Frigerio e Andrea Vavassori durante la premiazione del torneo di singolare.
Lorenzo Frigerio e Andrea Vavassori durante la premiazione del torneo di singolare

LC: Con Vavassori hai raggiunto la finale in doppio, perdendo in tre set da Jaloviec/Mousley. Qual è il tuo rapporto con Andrea? Con quali altri giocatori ti trovi bene dentro e fuori dal campo?
LF: Questo è il primo torneo che gioco con Andrea e devo dire che mi sono trovato subito bene e in sintonia, sia dentro che fuori dal campo.
In linea di massima vado d’accordo un po’ con tutti. Mi sento più frequentemente con Francesco Vilardo e Alessandro Bega, coi quali mi alleno e giro per i tornei.

LC: Hai raggiunto inoltre il tuo best ranking al n.709 della classifica ATP. Quali sono i tuoi obiettivi per la fine del 2016 e quali saranno i tuoi prossimi impegni internazionali?
LF: Gli obiettivi rimangono gli stessi di inizio anno: lavorare giorno dopo giorno per alzare il livello di gioco cercando di salire il più possibile in classifica senza una posizione precisa, insistendo sulla qualità del mio tennis.
Questa settimana giocherò ancora a Sharm (primo turno contro Tomas Papik, quinta testa di serie), poi tornerò in Italia e inizierò a giocare un po’ sulla terra rossa, con le qualificazioni dei $25.000 di Appiano e Padova.

LC: Spostiamoci un attimo a parlare del fattore montepremi. Essendo un frequentatore assiduo del circuito minore viene spontaneo chiederti chi ti aiuta a gestire le spese di viaggi, alloggi, allenatore e quant’altro.
Quanto è difficile la vita da giocatore di Future?
LF: Questa vita è sicuramente difficile dal punto di vista economico.
Devo ringraziare i miei genitori che mi supportano quando sono in difficoltà, visto che le gare a squadre e i montepremi non mi permetterebbero di poter giocare tutte le settimane.
Spero di poter presto iniziare ad avere qualche entrata in più, diventando maggiormente autonomo.

LC: Un’ultima domanda su chi sia il giocatore che più ammiri nel circuito ATP. Con le Olimpiadi alle porte, inoltre, chi giudichi come favorito per la medaglia d’oro?
LF: Nole Djokovic è sicuramente il più forte, Roger è uno spettacolo… Mi piace molto anche Andy Murray; in generale apprezzo tutti i primi tennisti al mondo, sia per il loro impegno che per la costanza di risultati. Fanno tutti da grande esempio.
Non ti so dire chi vincerà le Olimpiadi di Rio, spero nel successo di un giocatore italiano!

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