L’inevitabile calo fisico di Nole. Declino di un campione?

Fonte: Inquirer Sports

Non il migliore dei momenti per Novak Djokovic: dopo la bruciante sconfitta nella finale degli US Open è arrivata l’eliminazione a sorpresa a Shanghai, con i problemi fisici che continuano a tormentarlo

Mi ci è voluto un po’ di tempo per riuscire a realizzare l’accaduto: sembrava un match già scritto e senza nessuna possibilità, e invece Roberto Bautista-Agut ha sconfitto il numero uno del mondo, addirittura in due set.

Negli ultimi 5 tornei in cui ha partecipato Nole ha trionfato solo una volta, a Toronto, collezionando invece sconfitte a Wimbledon, Rio de Janeiro, New York e appunto Shanghai: una statistica decisamente improbabile per il Novak che conosciamo.

Le premesse per la disfatta di oggi già c’erano state il giorno prima, quando a Djokovic sono stati necessari 3 set 2 ore e 23 di gioco per sconfiggere l’ancora più modesto Mischa Zverev (quello più anziano, non il giovane fenomeno..). E’ inevitabile chiedersi che cosa succede.

Il motivo principale del calo è fisico. Il numero 1 del mondo lamenta già da tempo un problema all’unghia del piede che lo condiziona molto e per il quale subito sembrava necessaria un’operazione; a ciò si aggiunge anche un già conosciuto problema al gomito che ha causato il suo forfait da Pechino.
Piove sul bagnato dunque per il serbo, che nella sua era di dominio del tennis mondiale comincia ad affrontare il suo primo calo.

Come scritto nel titolo un calo inevitabile, con l’età che comincia ad avanzare e soprattutto con la grande importanza rivestita dalla forma fisica nel tennis di Djokovic, quasi imprescindibile. E nelle ultime uscite la forma pessima è stata decisamente visibile: il nativo di Belgrado è apparso più volte impacciato e lento, e mai incisivo come al solito, a tratti irriconoscibile.

A tutto ciò si aggiungono anche le voci di un possibile divorzio con la moglie Jelena Ristic, a causa di una scappatella del campione serbo. Leggenda metropolitana o verità?

Nole deve al più presto ritrovare sè stesso e i suoi successi, perchè se da un lato la stagione è prossima a finire e i tornei rimasti sono soltanto il master di Parigi quello da fine anno, dall’altro c’è un Andy Murray affamatissimo che si avvicina sempre di più: ad oggi sono 2415 i punti che li separano.

Federico Balbo

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