L’incredibile storia di Marcus Willis

Scorrendo i nomi dei qualificati dello slam londinese probabilmente quello che fa più scalpore è quello di Marcus Willis.
Anche per un grande esperto è inevitabile chiedersi “ma chi è questo?”.

Fino all’inizio di Wimbledon il tennista britannico era un tennista qualunque. Qualche ITF vinto, sporadiche apparizioni nei challenger, numero 708 del mondo (ben lontano il modesto best ranking del 4 agosto 2014, 221). Marcus, come molti dei suoi colleghi di quel livello, ha anche problemi economici.

Il 2016 è un incubo per lui: infortunio ai legamenti a gennaio durante un Futures in Tunisia, e qua affiorano i dubbi per Marcus. E’ stufo di questa carriera già inoltrata (nato nel 1990) ma senza soddisfazioni, senza acuti, senza mai aver giocato un match nel circuito ATP. La tentazione di smettere è grande, perchè c’è un lavoro da maestro pronto ad aspettarlo, un lavoro che può dare uno stipendio sicuro. E l’inglese in quel periodo comincia a fare quel lavoro.
Così interviene la fidanzata. Gli dice che non ha senso mettere fine a tutto questo, che può ancora sperare in delle soddisfazioni e in dei risultati mai ottenuti finora.

E Marcus decide di seguire il consiglio. Ci si mette con tutte le sue forze, cerca di migliorare anche fisicamente (persi ben 20 kg rispetto all’anno scorso!) e ritorna sui campi dei campionati a squadre francesi, dove rimane imbattuto.
E arriva così il grande evento, il sogno di ogni tennista, “La Mecca del Tennis”.

Willis ottiene la WC per le qualificazioni vincendo tre match di pre-quali. Ma il bello arriva adesso. Parte subito fortissimo, sconfiggendo in rimonta (1-6 6-4 6-1) il giapponese Sugita, testa di serie numero 4. 
Eh vabbè, “è un caso”, “al prossimo turno si ferma”.
Anche perchè il prossimo avversario è decisamente tosto, si tratta di Andrey Rublev, giovane promessa del tennis russo. E allora Marcus decide dimostrare a tutti che non è un semplice fuoco di paglia: 7-5 6-4 e Rublev a casa.

Mette in mostra il suo tennis particolare, mancino, con un rovescio in back strano ma a tratti micidiale, e con discreto tocco di palla.
Allora arriva la prova del nove, un altro talento russo: Medvedev, che ha dimostrato di cavarsela sull’erba con un secondo turno a ‘s-Hertogenbosch. L’epilogo è sempre lo stesso: anche qua perde il primo set ma vince i 3 successivi.

Il main draw è raggiunto, il sogno di giocare un match ATP si è coronato nel migliore dei modi e dei luoghi.

Ora al primo turno se la vedrà con Ricardas Berankis, un match difficile ma non impossibile. Ancora più suggestivo un eventuale secondo turno, che salvo eventi paradossali sarebbe con Roger Federer. 

Sembra una storia Hollywoodiana, e di questi tempi anche nel mondo del tennis è sempre più raro trovarne.

Federico Balbo

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