Liam Caruana: “Mi sento italiano a tutti gli effetti. Come mi vedo tra 10 anni? Iniziamo a fare bene da adesso!”

Foto Tonelli @ FederTennis.it

Liam Caruana, giovane promessa del tennis azzurro, si racconta in esclusiva ai nostri microfoni in un colloquio molto intenso che mette in luce la frizzante personalità di un ragazzo che, con il cuore diviso tra USA e Italia, si sta sempre più avvicinando ai vertici del tennis mondiale

Liam Caruana, un tennista a metà strada tra l’America e l’Italia. Giusto?
“Ci tengo subito a dire che sono a tutti gli effetti italiano. È vero, tennisticamente sono cresciuto negli Stati Uniti, ma quando l’Italia gioca ai Mondiali non ho alcun dubbio su quale team tifare..”

Raccontaci la tua storia: dove sei nato? Dove vivi adesso? Cosa farai, invece, in futuro?
“Sono nato a Roma il 22 Gennaio del 1998.  Fino ai 5 anni, ho vissuto a Nepi, un piccolo paese nella campagna romana, non distante da Viterbo. Ora vivo ad Austin, in Texas: è un posto molto diverso dall’ambiente in cui sono cresciuto; Austin è una città molto moderna e in costante crescita. In futuro, ho intenzione di continuare a giocare a tennis. Ho fatto un’ importante scelta quando ho lasciato la Texas University, dove combinavo tennis e studio. In quel momento, ho capito che per migliorare davvero bisogna dedicarsi full-time a questo sport”.

Ti senti maggiormente americano o italiano? Quali aspetti della cultura dei due paesi apprezzi di più?
Bella domanda! Tutta la mia famiglia è di fatto nata in Italia. Perciò, mi sento Italiano al 100%. Però è da oltre 10 anni che vivo sono negli Stati Uniti: l’America è un paese che amo molto, anche perchè è caratterizzato da una cultura e una mentalità aperta e moderna. Non nascondo che quando viaggio per tornei, non vedo l’ora di ritornare in Texas: lì mi sento davvero a casa. Parlo e scrivo meglio in inglese che in italiano, però non me la cavo malissimo nell’italiano parlato. Paradossalmente, faccio molta più fatica a scrivere: diciamo che queste interviste mi aiutano molto a migliorare!”

In molte interviste, hai dichiarato che tuo papà ti ha sempre incoraggiato e supportato nel tuo percorso di formazione tennistica. Che rapporto hai con lui?
“Mio padre è stato sempre presente nella mia vita, dentro e fuori dal campo. Oltre ad essere il mio allenatore, ha infatti ricoperto il ruolo di genitore e amico. Ha sempre cercato di aiutarmi, dedicando molto del suo tempo per la realizzazione di questo incredibile progetto. Siamo molto vicini e stiamo bene insieme.
Devo ammettere che mi è molto utile a volte,  soprattutto quando cura un po’ con la grammatica di queste interviste!”

Descrivici il tuo stile di gioco: quale colpo prediligi? Su quali aspetti devi ancora lavorare maggiormente?
“Il rovescio è il mio colpo migliore anche se, di recente, sono migliorato molto anche con il diritto. Mi piace giocare d’attacco e preferisco le superfici veloci.  Lavoro molto anche sul servizio e sulla risposta per avere un gioco moderno basato sulla velocità e  sul movimento.”

Qual è la principale differenza tra una partita nel circuito Junior e un match tra i PRO?
Nel circuito Juniors ci sono molti fattori che possono decidere l’esito di una match e spesso non sempre vince chi gioca effettivamente meglio. Nel circuito PRO, invece è  solo il tennis a determinare l’andamento complessivo della contesa. Dunque non si possono commettere sciocchezze e bisogna sempre rimanere concentrati su quello che si fa”.

Nel 2016, hai vinto delle partite nel circuito Future. Come ti sei sentito dopo quei successi?
“Ero sicuramente felice di aver conquistato i miei  primi punti nel circuito ATP. Ma non voglio certo adagiarmi sugli allori e, ora, voglio pensare solo a migliorare e, poi, sono sicuro che i risultati verranno”.

Con quali colleghi, italiani o americani, hai un buon rapporto?
“Sono cresciuto nel circuito USTA e poi ho giocato per tre anni nel circuito Junior in giro per il mondo.  Conosco bene tutti i miei coetanei.  L’anno scorso ho passato qualche mese in Italia ed ho conosciuto molti giocatori italiani, nei tornei e, soprattutto, allenandomi a Tirrenia.  Mi è piaciuto molto rappresentare l’Italia alla Coppa Valerio e mi sono divertito molto con tutta la squadra azzurra“.

Che tipo di persona sei, fuori dal campo? Quali sono i tuoi principali interessi?
“Mi piace scherzare molto! Forse troppo a volte…comunque, quando sono a casa amo passare del tempo con i miei fratelli e divertirmi con loro: mi piace andare al cinema e soprattutto cenare da Panda Express, una catena di fast food cinese tipica degli USA. Una vera delizia!”

Descrivici la tua programmazione di questi primi mesi di 2017: quali sono i tuoi obiettivi principali per questa annata?
“Sono a Buenos Aires per la preparazione di questa nuova stagione dallo scorso 1 Gennaio. A Febbraio giocherò due Futures da $15 in Florida e poi tornerò in Europa per allenarmi e giocare altri tornei. Dovrei giocare due tornei indoor in Italia a Marzo. Il mio obiettivo principale è migliorare e diventare più forte e veloce sul campo”.

Liam Caruana nel 2027: dove ti piacerebbe essere?
“Iniziamo a fare bene nel 2017…”

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