L’exploit di Reilly Opelka: il mondo del tennis scopre il “gigante buono” che fa sognare i tifosi americani

Reilly Opelka, tennista americano classe ’97, è stato uno degli indiscussi protagonisti dell’ATP 250 di Atlanta.
Capace di issarsi fino alle semifinali, ha mostrato tutti i caratteri del suo gioco esplosivo, evidenziando inoltre personalità e caratteristiche tipiche di un campione

Mentre gli occhi del mondo tennistico erano tutti rivolti all’evento olimpico, il circuito ha conosciuto una nuova promessa, una piccola stella che in futuro potrebbe accendersi in maniera definitiva, illuminando i campi con un gioco quanto mai esplosivo e diventando cosi idolo di generazioni di appassionati, che troverebbero in lui un modello perfetto di potenza e fantasia: Reilly Opelka, tennista made in USA, 19 anni a fine Agosto, è riuscito a disputare ad Atlanta un torneo quasi perfetto, raggiungendo le semifinali dell’evento ATP 250 in corso sui campi in cemento della città americana.

Reilly è riuscito ad esprimere un tennis davvero aggressivo, sempre all’attacco, sfruttando anche la sua arma principale: il servizio.
L’americano, sfruttando la sua statura di 211 cm, è riuscito a servire molto bene, a vincere molti punti per in maniera “gratutita”, senza faticare, fattore che gli ha permesso di concentrarsi maggiormente sui turni di servizio degli avversari.
Il servizio, senza dubbio suo colpo più forte, è un fondamentale che gli consente non solo di mettere a segno decine di ace e di servizi vincenti ma anche di dominare il campo tatticamente, di non far prendere l’iniziativa all’avversario, di bloccarlo da fondo, in difesa, dove, nella maggior parte dei casi, non può far male.

Il giovane tennista americano ha mostrato anche buoni fondamentali da fondo, soprattutto in fase di spinta; a rete, pur con alcune incertezze, è riuscito a comportarsi in maniera nel complesso soddisfacente, anche se, un miglioramento ulteriore con questo colpo sarebbe importante per dare al suo tennis un profilo ancora più completo ed evoluto, fondamentale per sfondare definitivamente nel circuito PRO.

Buona anche la sua tenuta mentale: Reilly ha combattuto alla pari con gicatori che lo precedevano nel ranking di quasi 800 posizioni, lottando in maniera vivace, mostrando passione e coraggio, elementi basilari per un giovane tennista che si sta affacciando sul circuito.

Già, perché il circuito PRO è completamente diverso dal circuito Junior dove Opelka si è egregiamente comportato, raggiungendo ottimi risultati: il successo senza dubbio di maggior prestigio è stato quello di Wimbledon 2015, dove l’americano è riuscito a sconfiggere uno dopo l’altro avversari di tutto rispetto, come l’ex numero 1 di categoria Taylor Fritz, oggi top 100, aggiudicandosi il trofeo, dopo aver sconfitto in finale Mikael Ymer per 7-5 6-4.

Il passaggio che c’è da un circuito all’altro è spesso drammatico, e sono molte le promesse che rimangono bloccate nei piani bassi della classifica, non riuscendo a trovare un equilibrio stabile in questa loro nuova seconda carriera, completamente diversa ed enormemente più complessa della prima.
Per Reilly non è stato affatto cosi: alla prima apparizione in un Main Draw ATP, è riuscito ad inanellare una serie di vittorie prestigiose contro tennisti di primissima fascia, che forse hanno sottovalutato, anche solo in maniera parziale, l’enorme potenziale tecnico e mentale dell’americano.

Le due vittorie più prestigiose fatte registrare sono state quelle con Donald Young, dominato con un netto 6-4 6-4, e soprattutto con Kevin Anderson, sconfitto per 6-7 6-3 7-5, dopo una dura lotta, che ha visto l’americano soffrire, esaltarsi ed avere infine la meglio.
Persino la sconfitta di ieri, subita dal suo “padre” tennistico Isner, prima testa di serie, fa ben sperare: si, perché l’ex top 10 ha vinto, ma solamente per 6-2 al terzo, con Opelka che, dopo aver giocato un primo set straordinario, vinto al tie-break, ha ceduto forse più alla stanchezza e alla tensione che al gioco dell’avversario, finendo sconfitto in maniera bruciante, ma per certi versi in maniera anche incoraggiante.
Opelka si porterà da via da Atlanta, oltre ai 90 punti per la classifica, che gli faranno toccare il best ranking alla posizione 339 (+444 posti rispetto a lunedi scorso), la consapevolezza di poter giocare alla pari con tutti i tennisti e di poter creare problemi davvero a molti suoi colleghi più quotati.

Per un ragazzo cosi giovane questa consapevolezza è un piccolo tesoro, che deve essere custodito, perché fonte di stimolo e di un po’ di sana incoscienza necessaria per sapere affrontare con serenità le scelte dentro e fuori dal campo.

Opelka non dovrà avere fretta: dovrà solo continuare ad essere se stesso, a inquadrare la propria personalità come tale, senza cercare di costruirsi un doppio profilo su cui basare il proprio comportamento in campo; poi il tempo e i risultati gli daranno ragione.

Una cosa è certa: sentiremo ancora parlare molto di lui.

Primo turno
(WC) Opelka
b. (Q) Eubanks 7-6(9) 7-6(5)

Secondo turno
(WC) Opelka
b. (3) Anderson 6-7(5) 6-3 7-5

Quarti di finale
(WC) Opelka
b. (7) Young 6-4 6-4

Semifinale
(1) Isner b. Opelka 6-7(5) 6-4 6-2

Davide Tarallo

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