Le parole di Thomas Fabbiano da Melbourne a pochi minuti dal match di primo turno contro Donald Young

Intervista a Thomas Fabbiano che direttamente da Melbourne (dove ha raggiunto il main draw partendo dalle qualificazioni) spazia su svariati tematiche inerenti allo slam asiatico

Thomas Fabbiano si racconta ai nostri microfoni dopo aver centrato, per la prima volta in carriera, il main draw del primo Grande Slam dell’anno: l’Australian Open. Nelle qualificazioni Thomas ha superato nell’ordine Klahn, Santillan e Ghem. Al primo turno attende l’americano Donald Young.

La tua stagione 2017 è iniziata con due sconfitte nelle quali di Sydney e Doha: su quali aspetti hai dovuto lavorare dopo tali stop? Pensi che ti abbiano aiutato per concentrarti meglio su questo importante evento?
Sì non ho cominciato nel migliore dei modi questa stagione perdendo entrambe le volte al primo turno di qualificazione in 3 set. Nella mia prima partita dell’anno contro Millot a Doha credo di aver accusato il caldo e le alte temperature, nettamente diverse rispetto a quelle di Foligno, dove ho effettuato la preparazione invernale.
A Sydney è andata un po’ meglio visto che ho avuto ben 3 match point. Mi è mancata un po’ di determinazione. Alla fine di questi due tornei abbiamo cercato di lavorare proprio su questo, evitando alti e bassi. A Melbourne ho giocato un ottimo tennis e sono contento per la qualificazione ottenuta.

Con quali obiettivi sei arrivato qui a Melbourne? Come ti sei adattato al caldo sole australiano?
Come ho detto prima non è stato facile adattarsi al clima locale. In generale mi sento molto bene dopo queste prime due settimane di 2017, inizialmente ho avuto qualche problema personale ma grazie al mio team e al supporto del mio allenatore Fabio Gorietti e dei preparatori fisici Silva e Palini e al mental coach Marco Formica sono riuscito a superarli. Mi sono stati molto vicino e per questo ci tengo a ringraziarli. Spero di regalare loro altre soddisfazioni, se lo meritano.

Al primo turno delle qualificazioni, hai superato per 6-3 al terzo set Klahn. Come sei riuscito a venire a capo delle difficoltà che hai incontrato?
Sapevo che contro Klahn sarebbe stata difficile, lui è un mancino molto forte. Ha giocato poco negli ultimi 2 anni ma comunque è sempre stato fra i primi 70 al mondo. Ha servito molto bene durante tutto il match. Mi è piaciuta la parte finale della partita in cui sono riuscito a chiudere i conti con il mio servizio giocando un grande tennis.

Al secondo turno, hai estromesso in rimonta la promessa giapponese Santillan per 6-2. Come hai preparato la partita? Quali aspetti del tuo gioco ti hanno particolarmente aiutato in questa dura lotta?
Contro Santillan ho giocato senza dubbio la mia miglior partita nelle qualificazioni. Lui è giovane e ha un braccio velocissimo. La continuità non è il suo punto forte.
Il mio morale era migliorato dopo la vittoria contro Klahn al primo turno. Ho avuto un buon rendimento fisico, riuscendo a reagire e a rimontare il break di svantaggio nel terzo set.

Hai centrato la qualificazione al main draw sbrigando brillantemente la pratica contro il brasiliano Ghem per 6-4 7-6, incontrando delle difficoltà solo nella parte finale dell’incontro: come hai vissuto la vigilia di questa partita? Cosa hai provato a fine match?
Il terzo turno di quali è stato un match molto teso. Sapevo di giocarmi molto: non ero mai entrato in tabellone qui in Australia e quindi ero consapevole della grande occasione che mi attendeva. Non è stata una bella partita.
Lui è molto potente ma ha sbagliato molto, regalandomi molti punti con dei banali gratuiti. A fine match ero proprio contento di essermi qualificato, fattore che mi darà ancora più carica per la partita con Young.

Adesso, in tabellone, ti attende il mancino statunitense Donald Young. Lo conosci sia dentro che fuori dal campo? Come preparerai la tua partita?
Tra tutti gli avversari che fino ad ora ho incontrato in un main draw Slam, penso che sia uno dei migliori sorteggi possibili!
Non sarà una partita semplice. Lui è mancino e un tennista del genere mette sempre in difficoltà, in più come al solito qui sarà particolarmente caldo (sono previsti oltre 35 gradi). Dovrò essere bravo a portare la partita dalla mia parte e sono certo che, allora, avrò anche io le mie chance.

A Melbourne, come in tutti questi primi tornei di 2017, ti stai allenando insieme a Luca Vanni, bravo anche lui a qualificarsi. Come avete festeggiato i vostri successi?
Sono qui in Australia con Luca Vanni e Federico Torresi. Sono proprio contento per Luca che, come me, è riuscito a qualificarsi dopo tre partite molto tirate e vinte in tre set. Certo, c’è rammarico per la partita persa causa ritiro con Berdych, un infortunio che in una prova dello slam davvero non ci voleva.
Sono comunque sicuro che questa esperienza sarà davvero utile in futuro tanto per me quanto per lui e ci aiuterà ulteriormente a migliorare e a crescere.

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