Laurynas Grigelis: “Sono soddisfatto di come si è conclusa la stagione 2016, cominciata veramente in salita”

Intervista esclusiva a Laurynas Grigelis, tennista lituano classe ’91, che si racconta ai nostri microfoni a conclusione della sua stagione 2016

Il tennista lituano, che si allena da tanti anni in Italia, ha analizzato il suo 2016, dagli infortuni che hanno complicato la stagione alla sua ottima conclusione con la finale raggiunta a novembre nel Challenger di Brescia, con uno sguardo sul prize money nel tennis, sul difficile argomento delle scommesse ed un’opinione sul tennis italiano e sulla Next Generation in generale.

grig-3Ciao Laurynas, grazie mille per la tua disponibilità! Iniziamo parlando del tuo 2016: quali sono stati gli alti e i bassi della stagione? Quali miglioramenti pensi di aver fatto nel tuo gioco?
Ciao a tutti! La stagione non è iniziata bene a causa dei tanti problemi fisici che ho avuto; mi sono infortunato a fine 2015 ad Ortisei e fino a luglio ho giocato poco. Provavo a giocare ma stavo sempre male. Ho avuto problemi all’addome, ad un dito, al piede ed ho persino avuto la mononucleosi.
Dopo un fastidio al ginocchio, ho anche avuto un infortunio al polso ed inizialmente si pensava dovessi operarmi, eventualità che poi fortunatamente non si è verificata.
I bassi della stagione, quindi, sono stati sicuramente i diversi problemi di natura fisica, ai quali si sono aggiunti dei problemi di gestione del gioco. E’ stato un periodo difficile per me, a Crema non mi trovavo bene perciò verso giugno mi sono spostato al Tennis Training School di Foligno.
Per quanto riguarda i miglioramenti penso di aver fatto progressi con il diritto: anche se il mio colpo più forte è il rovescio, il
mio staff mi ha fatto lavorare tanto sul mio gioco con il diritto, sugli spostamenti, così da gestire meglio tutti gli angoli del campo.
Dopo il duro lavoro sono molto contento di avere raggiunto, a fine stagione, la finale, dopo 5 anni dall’ultima, nel Challenger di Brescia, dove ho sconfitto giocatori forti come Leonardo Mayer, Andrea Arnaboldi e Salvatore Caruso, che è sempre un giocatore molto difficile da superare.
Ed anche se ho perso in finale, al terzo, contro Luca Vanni, dopo avere anche avuto un match point, sono molto soddisfatto di come sia andata la stagione. Sono contento anche per quanto riguarda i miei risultati a livello Future perché a quelli a cui ho partecipato sono sempre arrivato in fondo.

Hai concluso la stagione ad Andria, uscendo al secondo turno per mano di Stefanos Tsitsipas, giovane promessa del tennis greco. Che analisi hai fatto del match?
Era già la terza volta che perdevo contro Tsitsipas quest’anno.
La prima volta ho perso sulla terra 7-6 al terzo, al Future in Sardegna. Poi mi ha sconfitto a Lecco, ma lì già non stavo bene fisicamente perciò non posso commentare più di tanto la partita. Ad Andria, invece, secondo me avevo io il gioco in mano: guardando le statistiche a fine match si può notare come io gli abbia concesso soltanto una palla break sul 4-3 al terzo; quel game lui è stato un po’ più solido, mentre io è praticamente l’unico gioco che ho sbagliato durante tutta la partita.
Ho vinto più punti durante il match perciò penso di essere stato un po’ sfortunato, mi sarebbe bastato vincere un punto o due in più per portare a casa la partita. Penso, quindi, di avere giocato un buon tennis ed è stato un vero peccato non avere vinto perché, secondo me, meritav
o di vincere più delle altre volte in cui ho affrontato Tsitsipas.

A Brescia hai disputato un ottimo torneo eliminando al secondo turno, in rimonta, Leonardo Mayer. Che sensazioni hai provato?
Ho provato delle belle sensazioni, soprattutto perché lo avevo affrontato due mesi prima al Challenger di Manerbio, sulla terra, e mi aveva sconfitto in due set. A Brescia sapevo che sulla superficie veloce potevo fargli più male con il mio servizio e il mio rovescio, secondo me ho giocato molto bene e sono stato bravo a restare attaccato al match ed a crederci fino alla fine nonostante avevo perso il primo set. Mayer è un giocatore di altissimo livello che è stato numero 21 del mondo e sono molto contento della partita.

grig-8In finale hai perso, dopo una lunga battaglia, contro Luca Vanni, Cosa pensi ti sia mancato per vincere?
Innanzitutto penso che sia stata una bellissima finale: è molto difficile giocare su quei campi quasi tre ore e palleggiare tanto perché sono molto veloci. Io e Luca siamo riusciti a farlo benissimo e secondo me la partita è stata una delle più belle di tutto il torneo. Per me è sicuramente stata la migliore perché il livello era veramente alto. Forse potevo fare qualcosina in più nel terzo set quando ero sopra 3-1 al servizio, in quel momento magari mi è mancato qualcosa ed ho giocato un bruttissimo game. Dopo avere vinto il primo set, nel secondo ho avuto nei primi due game 5 palle break; forse se lo avessi breakkato lì avrei potuto metterlo ko mentalmente perché è molto dura recuperare dopo aver perso il primo set ed essere sotto di un break nel secondo su una superficie così veloce. Quando poi nel terzo set arrivi al tie-break può succedere di tutto, ed infatti è andata così: Luca era 6-3 sopra al servizio, poi io ho recuperato e mi sono portato avanti per 7-6 con il match point; infine ho perso 10-8, però sono contento di come sia andata e di come ho giocato. Ovviamente mi dispiace non aver vinto considerando che mi è mancato un solo punto e che se avessi vinto avrei raggiunto più o meno la 230esima posizione in classifica entrando così in Australia, ma diciamo che ero comunque stato fortunato essendo entrato in tabellone come lucky loser, quindi penso che sia andata bene così e che la settimana non poteva andare meglio.

Ti alleni da diversi anni in Italia. Cosa pensi di questo paese e del tennis italiano?
L’Italia è un bel paese e, considerando che vivo qui da tanto tempo, direi che mi trovo bene. Riguardo il tennis italiano ritengo che ci siano delle grandi potenzialità, che però non vengono sfruttate a pieno. Ci sono tanti circoli e tornei, ma manca qualcosina nella gestione, forse all’interno della Federazione, che, però, non saprei dire con precisione perché ovviamente non so tutto quello che succede dentro il sistema. In ogni caso, credo che il tennis italiano abbia la possibilità di avere tanti giocatori nei primi 100 del mondo. L’Italia ha sempre avuto un posto nella storia del tennis e penso che lo avrà ancora per tanti anni.

Quando inizierai a preparare la stagione invernale?
La preparazione l’ho già iniziata l’8 dicembre e credo che farò più o meno cinque settimane di allenamento. In Australia non andrò perché non sono sicuro di entrare. Mi preparerò bene e spero di stare al meglio nel 2017.

Che rapporto hai con il tuo staff?
Il rapporto è molto bello e tutti sono molto preparati e professionali. Mi piace tanto il fatto che siamo come una famiglia: professionisti, agonisti, allenatori, abbiamo tutti un bel rapporto e l’ambiente non è stressante, perciò gli allenamenti procedono bene. Penso che il rapporto umano sia importante, per questo sono molto felice qui e penso che non potevo fare una scelta migliore per la mia carriera. La cosa più positiva di quest’anno è stato il cambiamento, la svolta che ho dato trasferendomi da Crema a Foligno.

grig-2Nel 2017 continuerai a giocare tornei Futures o ti concentrerai maggiormente sui tornei del circuito Challenger? Quale sarà il primo torneo che disputerai?
Il programma del mio 2017 dipenderà tanto dalla classica. Credo che all’inizio dell’anno giocherò qualche Futures perché mi mancano 30, 40 punti per entrare al Roland Garros ed a Wimbledon, ed inoltre con una classifica numero 270 è difficile entrare nei tabelloni dei Challenger. Quindi, come ho detto, disputerò all’inizio qualche Futures e poi mi concentrerò sui Challenger e magari giocherò anche qualche qualificazione dei tornei ATP. Il mio obiettivo è quello di giocare gli Slam, ma dovrò ovviamente chiedere ai miei allenatori Fabio Gorietti e Federico Torresi che programmi hanno per me, dato che dei tornei non abbiamo ancora parlato; si è soltanto detto che inizierò a fine gennaio.

Quale è stato il match del 2016 che credi ti abbia maggiormente aiutato a crescere?
Non c’è un match in particolare che mi ha lasciato un segno quest’anno. Diciamo che sono felice di come è finito l’anno perché era cominciato veramente in salita.

Cosa pensi del prize money dei tennisti del tuo livello, se paragonato alle grandi cifre che guadagnano i Top10?
Non è proporzionato. Ovviamente è giusto che i Top10 guadagnino tanto perché sono i migliori giocatori del mondo, però credo che chi è 150, 300 al mondo guadagni veramente poco, e il fatto che spesso non riesca nemmeno a portare il suo allenatore in giro per i tornei, per me è una cosa assurda. Se guardiamo il 300esimo giocatore della serie A di calcio è strapagato, mentre quello di tennis non riesce nemmeno ad arrivare a fine mese. Perciò penso che il prize money sia sbagliato perché anche noi che giochiamo in un livello più basso siamo dei professionisti; anche il 400esimo del mondo è un gran giocatore e dovrebbe ricevere un compenso più alto. L’ITF dovrebbe cambiare un po’ il sistema, poi come farlo spetta deciderlo a chi di dovere.

Questa domanda si collega alle “tentazioni” che possono portare gli sportivi ad entrare nel giro delle scommesse. Quale è la tua opinione al riguardo?
La cosa migliore che potrebbero fare l’ITF e l’ATP sarebbe quella di togliere le scommesse nei circuiti Future e Challenger perché ritengo che sia insensato far scommettere le persone sui primi turni dei singoli e dei doppi. Per me è soprattutto inconcepibile che noi giocatori andiamo al torneo spendendo tanti soldi e se perdiamo al primo turno guadagniamo al massimo 100 dollari; mentre le persone che scommettono da casa, con un semplice click, possono ottenere più di noi. Ritengo che il sistema sia completamente sbagliato! Non è possibile che noi che fatichiamo tanto vinciamo gli spiccioli e la gente può guadagnare molto di più stando comodamente a casa. La cosa brutta delle scommesse è che perdi tutto ed a noi giocatori spesso poi arrivano orribili messaggi su Facebook pieni di insulti. ITF ed ATP devono assolutamente cambiare qualcosa riguardo questa situazione.

Si rimane facilmente colpiti dal tuo rovescio: è anche il tuo colpo preferito?
Sì, è il mio colpo preferito ed anche quello che gioco meglio, con il quale faccio più male, perciò lavorerò molto su questo colpo perché vorrei inserire più variazioni, dato che secondo me ne ho ancora poche, con le quali potrei essere ancora più imprevedibile e cogliere di sorpresa i miei avversari.

grig-5Quale è il tuo più bel ricordo legato al tennis?
Per ora è la Coppa Davis che abbiamo vinto contro la Gran Bretagna in Lituania nel 2010. Abbiamo vinto 3-2 ed io ho giocato l’ultimo singolo ed ho sconfitto Daniel Evans 6-4 al quinto set: fu veramente emozionante e lo ricordo come se fosse successo ieri. Resterà sempre una vittoria speciale per me. Ho un bellissimo ricordo anche della mia prima vittoria nel circuito Challenger, però la Coppa Davis mi rimarrà sempre nel cuore.

A che età hai iniziato a giocare? Hai sempre saputo di voler fare il tennista?
Ho iniziato a 6 anni ed all’inizio non pensavo di fare il professionista, il tennis era semplicemente uno sport come tanti altri, come quando porti un ragazzino a giocare a basket o a calcio. Pian piano, però, mi sono reso conto che ero più bravo degli altri e perciò ho continuato. Quando avevo 12 anni i miei genitori hanno dovuto fare una scelta: in Lituania 13 anni fa non c’erano le condizioni per allenarsi, perciò bisognava decidere se trasferirsi dandomi così la possibilità di continuare a giocare oppure lasciare il tennis. Alla fine i miei genitori hanno preso la decisione di trasferirsi qui in Italia ed hanno voluto che proseguissi gli allenamenti ed iniziassi a giocare tornei pro.

Cosa pensi delle giovani promesse della Next Generation?
Le promesse sono tante e sono anche molto forti. Quest’anno hanno dimostrato di essere già dei piccoli campioni, come il già citato Stefanos Tsitsipas, Denis Shapovalov e tanti altri. Sta crescendo una bella generazione che cambierà il tennis quando non ci saranno più Federer, Nadal e gli altri campioni di oggi.

Che obiettivi ti sei prefissato per la tua carriera tennistica?
Sicuramente il sogno di ogni tennista è entrare in Top100 e, nel momento in cui ci riesci allora ti prefissi nuovi obiettivi, cercando sempre di migliorare. Sicuramente entrare nei primi 100 del mondo è l’obiettivo principale; bisogna lavorare tanto e se hai successo allora ti concentri su altri obiettivi. L’anno prossimo il mio obiettivo sarà senza dubbio tornare a giocare gli Slam e cercare di chiudere l’anno Top200. 

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