La splendida storia di Dominika Cibulkova

La splendida storia di Dominika Cibulkova, campionessa alle WTA Finals, non poteva che concludersi con un lieto, anzi lietissimo finale.

Il capitolo conclusivo, il più ricco di colpi di scena, la piccola slovacca lo ha scritto conquistando a Singapore il più prestigioso titolo della sua carriera, quello di regina delle WTA Finals, al termine di una stagione semplicemente straordinaria che l’ha vista scalare il ranking fino a chiudere l’anno addirittura in quinta posizione. Lei che soltanto ad inizio ottobre, incantando a Wuhan aveva iniziato a cullare il sogno di raggiungere l’obiettivo del Master, reso poi realtà dalla convincente affermazione nel successivo torneo di Linz, con una sola settimana di anticipo e grazie anche al forfait di Serena Williams.

Giunta alle finali quasi in qualità di ospite indesiderata, l’onorevole sconfitta all’esordio contro Angelique Kerber e la netta resa al cospetto di Madison Keys avevano immediatamente fatto presagire ad un degno ma dolce amaro epilogo del romanzo. I consueti machiavellici calcoli che precedevano il suo match contro Simona Halep suonavano quasi come una mera illusione, clamorosamente rinfocolata invece da un secco quanto inaspettato successo, rivelatosi l’autentico punto di svolta e viatico del conseguente cammino trionfale.

L’incredibile semifinale raggiunta non aveva saziato la sua voglia di stupire, capace, naturalmente in rimonta e contro pronostico, di superare anche Svetlanta Kuznetsova, l’altra eroica protagonista di questo bizzarro finale di stagione. Il ruolo di vittima sacrificale sembrava pertanto essere ritagliato a puntino per la Cibulkova che si apprestava ad affrontare per la seconda volta in una settimana la numero uno mondiale, lanciata verso il suo ennesimo trionfo.Un’ora e sedici minuti dopo l’inizio del match invece, la 27enne di Bratislava poteva alzare le braccia al cielo e, tra le ovvie lacrime di commozione, celebrare il più incredibile ed inatteso dei trionfi, suggellato da un punteggio che non consente alla tedesca alcuna recriminazione.

Solidità e regolarità nello scambio, ma anche una impressionante tenuta mentale, favorita anche dall’entusiasmo crescente nel corso della settimana, hanno costituito i cardini di un successo che parte da lontano, addirittura da gennaio quando all’Australian Open la Cibulkova non figurava neppure tra le teste di serie e passa per una graduale progressione tra tante vittorie e persino un matrimonio quasi rinviato dopo l’inaspettata cavalcata di Wimbledon.

Un successo perfettamente in sintonia con i canoni di una manifestazione straordinariamente avvincente quanto enigmatica, capace per il secondo anno consecutivo di celebrare il trionfo di una giocatrice sconfitta per ben due volte nella fase iniziale, in questo caso persino dalla stessa antagonista poi superata nell’atto conclusivo.
Ma soprattutto un successo che permette a Dominika di eguagliare l’impresa di Serena Williams e Maria Sharapova, le sole due giocatrici capaci di trionfare nelle Finals da debuttanti, e di garantirsi l’ingresso tra le top five, picco più elevato della sua relativamente giovane carriera.

Come per ogni romanzo che si rispetti, è già febbrile la curiosità per l’atteso sequel.
L’umile slovacca, dopo un lungo passato da intrigante comparsa, tra poche settimane sarà subito chiamata a dimostrare a se stessa e al mondo di meritare il suo nuovo ruolo di protagonista.

Finale WTA Finals Singapore
Dominika Cibulkova (7) b. Angelique Kerber (1) 6-3 6-4

Daniele Mazzarello

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