La rinascita di Giulia Pairone: “Avevo pensato di smettere, il college mi ha fatto tornare la voglia di giocare”

Giulia Pairone è riuscita a mettersi alle spalle un inizio di carriera molto difficile grazie alla frequentazione del college di Arkansas, dove studia e gioca a tennis

Classe 1996, dopo un’ottima carriera a livello junior, in cui era riuscita a disputare tutti i tornei del Grande Slam e si era spinta fino al 61esimo posto della classifica nel 2013, Giulia Pairone si trovava, a 17 anni, al suo best ranking a livello pro in carriera alla posizione numero 666.
Quando ormai sembrava destinata a un ruolo da protagonista nel tennis femminile sono cominciati, purtroppo, i problemi. Nel 2014 si era capito che tutti i suoi infortuni provenivano dal malfunzionamento della tiroide. Per questo problema era stata costretta ad un lunghissimo stop.
Da luglio 2013 a febbraio 2015, diciannove i mesi in cui Giulia era stata costretta a stare lontana dai campi di gioco. Assenza pesantissima per una giocatrice in generale ma ancor di più se si pensa a una giovane tennista pronta a sbocciare. Dopo un primo rientro nel febbraio del 2015, in cui aveva giocato solo un torneo di doppio, l’azzurra di Moncalieri era tornata in campo con maggiore continuità nei mesi estivi dello stesso anno.
Aveva infatti disputato nove tornei fra giugno e agosto.

Nel 2016 Giulia è scesa in campo solo per i primi due mesi, prima di giocare un solo torneo a novembre.
Nel 2017 la Pairone ha disputato le qualificazioni all’ITF di Orlando, prima di dedicarsi al tennis del college di Arkansas, dove contemporaneamente studia psicologia. Questa scelta del college è stata la svolta della carriera di Giulia. Le ha permesso di giocare con continuità ma contemporaneamente di coltivare la sua grande passione per lo studio.

Questo mese Giulia è tornata in campo anche a livello internazionale, dopo 6 mesi e grazie a una wild card. Ha disputato le qualificazioni al WTA da 125 mila dollari di Bol, in Croazia. E’ uscita però al primo turno sconfitta da Xenia Knoll. In doppio invece, in coppia con la nipponica Misa Eguchi, ha raggiunto il secondo turno, ottenendo la sua prima vittoria in carriera a livello WTA.
La settimana scorsa ha disputato l’ITF da 15 mila dollari di Maribor, ottenendo ottimi risultati.
In singolo ha raggiunto il secondo turno partendo dalle qualificazioni, vincendo dunque 4 match di fila. In doppio ha vinto il torneo in coppia con la croata Mia Jurasic. Si tratta del suo secondo titolo ITF in carriera, entrambi vinti in doppio, dopo ben 5 anni, quando nel 2012 vinse a Campobasso in coppia con Federica Di Sarra.

Giulia sembra tornata a esprimere il suo miglior tennis. Ci auguriamo possa farlo con maggiore continuità, confermando le sue ottime potenzialità e la sua voglia di non mollare mai, che sicuramente l’ha contraddistinta per tutta la sua giovane carriera.

Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva

Ciao Giulia, sei tornata nel circuito due settimane fa a Bol dopo un’altra lunga assenza. La prima domanda sorge spontanea. Come ti senti fisicamente? Pensi che il peggio sia passato?
Fisicamente sto decisamente meglio del passato. Mi sento ancora lontana dalla mia forma ottimale, ma il peggio è passato. La mia tiroide adesso funziona bene e riesco ad essere costante negli allenamenti.
Non ho mai raccontato veramente tutto quello che ho passato, forse perché non mi sentivo mai pronta a parlarne. Oltre ai problemi alla tiroide, ho sofferto di disturbi alimentari e attacchi di panico che mi hanno fatto soffrire molto e mi hanno costretta a stare lontana dal tennis.
Ho sempre lottato in questi anni per tornare stare bene. Non è stato semplice, ma ho imparato tante cose su me stessa. Con l’aiuto di diverse persone, sono riuscita a ritrovarmi. Ci ho messo qualche anno, ma per me è già una grande vittoria essere tornata in campo.

Sei entrata nel tabellone di qualificazione del WTA di Bol grazie a una wild card. Come sei riuscita a ottenerla? Disputavi il tuo primo evento WTA dopo quello di Palermo di quattro anni fa. Che emozione hai provato in campo?
La WC al torneo di Bol è arrivata un po’ a sorpresa perché io ero andata lì per allenarmi con Claudio Pistolesi. Non mi aspettavo di giocare anche il torneo, dato che ero tornata da qualche giorno dall’America. Sicuramente è stata un’esperienza fantastica, perché ho avuto l’opportunità di poter giocare con professioniste del circuito dopo tanti anni di assenza dai tornei.

In doppio hai raggiunto il secondo turno in coppia con la giapponese Misa Eguchi. Al primo turno hai ottenuto la tua prima vittoria dell’anno. Come l’hai vissuta?
Anche il torneo di doppio è stata una bellissima esperienza. Soprattutto perché dopo i tanti doppi giocati in college ho potuto partecipare ad un torneo e confrontarmi contro delle professioniste. Sono stata contenta perché nei quarti contro Voracova (55) e Chuang (64) ce la siamo giocata molto bene ed eravamo in vantaggio in entrambi i set.

La settimana scorsa hai vinto il titolo all’ITF da 15mila dollari di Maribor, in coppia con la croata Mia Jurasic. Come ti sei trovata con lei e che emozione hai provato dopo il tuo primo titolo in 5 anni?
Il titolo in doppio a Maribor è stata una bella soddisfazione. Io e la mia compagna Mia Jurasic siamo ottime amiche. Siamo nella stessa squadra al college. Al college disputiamo davvero tanti doppi (anche se io e lei non giochiamo insieme) ed eravamo sicure di potercela giocare bene, anche se non ci aspettavamo di vincere!

In singolo hai comunque disputato un ottimo torneo, raggiungendo il secondo turno partendo dalle qualificazioni. Hai dunque vinto 4 match di fila. Pensi che questa continuità possa far bene al tuo recupero?
Il torneo di singolo è stato ottimo. Penso di essere tornata ad esprimere un buon livello di gioco. Ho giocato un’ottima partita contro la Juvan. Al terzo set sono decisamente calata fisicamente. Lei ha continuato a tenere il suo ritmo. La Juvan gioca davvero un ottimo tennis e ha una maturità in campo che per la sua età mi ha fatto impressione. Non mi ha sorpreso che abbia poi vinto il torneo.

Avevi iniziato l’anno disputando le qualificazioni all’ITF di Orlando, poi sei stata nuovamente fuori dal circuito per 6 mesi per tornare al College di Arkansas. Pensi che giocare lì possa migliorare la tua condizione?
Dopo il primo ITF ad Orlando, sono tornata in Arkansas perché cominciava il mio secondo semestre all’Università, dove studio psicologia e gioco per il college. Di tennis ne ho giocato parecchio in questi ultimi 6 mesi.
Ho disputato 22 singoli e 24 doppi nella mia prima stagione. Ho probabilmente giocato più a tennis in questi ultimi mesi che ne precedenti 3 anni!
Sono soddisfatta perché fisicamente mi sto sentendo meglio e sto tornando a giocare con costanza dopo anni in cui ho giocato solo sporadicamente e con tanti stop dovuti alla salute.

Chi ti segue negli allenamenti lì al college di Arkansas?
Nonostante abbia degli allenatori lì, principalmente mi segue Claudio Pistolesi. Lui mi ha introdotto a questo bellissimo mondo. Credo che il college sia stata la scelta giusta per me. Mi è sempre piaciuto studiare e credo sia un’esperienza di vita fantastica. Anche il livello di tennis è molto alto e sto crescendo tanto.

Ora che stai provando a mettere match nelle gambe, ti sei già posta degli obiettivi per questa stagione?
Sicuramente il mio obiettivo principale è quello di stare bene a livello di salute e di tornare a divertirmi giocando. Dopo tutti i problemi che ho avuto il tennis per me era diventata più una sofferenza che un piacere. Mi era decisamente passata la voglia di giocare. Durante questi anni ho preso qualche pausa di riflessione per capire bene cosa volevo fare, perché non sapevo più se il tennis fosse ancora la mia strada. Il college sicuramente mi ha fatto ritrovare la voglia di giocare e mi ha ridato la speranza.

Hai un best ranking di 666 al mondo. Pensi di poter riuscire a migliorarlo nei prossimi anni?
Penso che il mio ranking si possa migliorare, anche se per ora non è il mio obiettivo principale. Voglio tornare a stare bene sia in campo che fuori, continuare a lavorare bene e poi sono sicura che i risultati arriveranno.

Quali sono i tuoi colpi migliori e quali quelli su cui invece pensi si possa ancora migliorare?
Il mio colpo migliore è il dritto. E’sicuramente il colpo con cui faccio più punti e anche il servizio penso sia buono. Da migliorare c’è sicuramente la risposta. Penso di sbagliarne ancora troppe e dare via punti gratuiti.

Hai in programma dei prossimi tornei a cui prenderai parte?
Nel prossimo mese giocherò qualche ITF da 15mila dollari in Europa ma non ho deciso ancora quali. Ad inizio agosto tornerò in America dove inizio il mio secondo anno al college e giocherò qualche 25 mila laggiù.

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