La bella storia di Anastasija Sevastova: dal possibile ritiro ai quarti di finale degli US Open

(Andy Lyons/Getty Images North America)

Anastasija Sevastova è approdata per la prima volta ai quarti di finale di un torneo dello Slam dopo l’ottimo successo ottenuto ai danni della britannica Konta.
Vi raccontiamo la sua emozionante storia….

Viene dal nord la vera sorpresa di questa edizione degli US Open, precisamente da Liepaja, piccola cittadina nel sud della Lettonia: Anastasjia Sevastova, classe 1990, sta vivendo senza dubbio la miglior stagione della carriera e il quarto di finale raggiunto qui a New York è la prova di un trend in netta crescita che sta caratterizzando questa sua annata.

La Sevastova è riuscita ad avere la meglio sulle più quotate avversarie grazie ad un tennis vario, che coniuga potenza ed intelligenza tattica ma soprattutto grazie ad una solida tenuta mentale che le ha consentito di superare in maniera brillante le difficoltà e i passaggi a vuoto avuti nel corso dei match qui a Flushing Meadows.

La sua storia, indipendentemente dal risultato raggiunto nel Major americano, merita di essere raccontata per via della sua peculiarità e del suo lieto fine che potrebbe diventare in futuro un modello per altri atleti che vivono una situazione simile alla sua.

Già, perché la carriera della 26enne lettone può essere scomposta in due blocchi che rappresentano l’evoluzione di un’atleta, ma soprattutto di una persona sempre abile nel cercare di superare i propri limiti, sostenuta da una grande determinazione e da una grande consapevolezza nei propri mezzi e nelle proprie capacità.

Anastasjia si è affacciata per la prima volta nel cirucito a soli sedici anni, ottenendo la prima vittoria Slam della carriera proprio agli US Open del 2009.
Dopo aver battuto Jelena Jankovic e aver vinto l’unico titolo WTA della carriera nel 2010, la Sevastova ha cominciato ad accusare molti problemi fisici, che l’hanno spinta nel 2013 a dire addio al tennis.

A soli 23 anni Anastasija, considerata di fatto una piccola promessa del tennis lettone (era stata top 40 due anni prima) ha dovuto cosi abbandonare il sogno di una vita, quello in cui aveva riposto tutte le proprie speranze e per il quale aveva sempre lottato e combattuto con grande coraggio e sacrificio.

Una vera ingiustizia che però, per fortuna, non si è compiuta a pieno: troppo forte la sua passione per il tennis per tenerla lontana dai campi e per impedirle di chiudere la propria carriera senza aver espresso a pieno il suo grande potenziale.

Ritornata in campo nel gennaio 2015, la lettone, più motivata che mai a dimostrare a tutti il proprio valore, ha inanellato una serie di ottime finali a livello ITF (in totale 6, con ben 4 titoli conquistati) che le hanno premesso di giocare le qualificazioni del WTA di Bad Gastein: in Austria, dopo aver superato il tabellone cadetto, ha giocato alla pari con la Stosur, poi vincitrice del torneo, cedendo solamente per 6-1 nel set decisivo.

Non male, per una che non giocava un evento nel circuito da oltre due anni e che, fino a pochi mesi prima non aveva più nemmeno un ranking.

Dopo altri ottimi piazzamenti in tornei WTA, come la semifinale centrata a Florianopolis ma, soprattutto, i quarti raggiunti al Premier di Mosca, la Sevastova ha chiuso un’annata incredibile alla posizione numero 110 della classifica mondiale.

Non soddisfatta, la lettone è riuscita a togliersi ulteriori soddisfazioni in questo 2016: i risultati di maggior prestigio restano senza dubbio le finali centrate sull’erba di Maiorca e sulla terra di Bucharest, con il conseguente ritorno in top 50.

Il resto è storia recentissima: agli US Open, dopo aver eliminato a sorpresa anche la numero 3 del mondo e vincitrice del Roland Garros, Garbine Muguruza, è approdata per la prima volta ai quarti di finale di un torneo dello Slam.

Anastasija è riuscita a far emergere qui a New York quel carattere e quella motivazione necessari per ottenere risultati di ottimo livello: le vittorie contro i big inducono spesso i tennisti a ‘rilassarsi’, offrendo nei match successivi delle prestazioni di livello decisamente più basso rispetto al grande successo ottenuto; nel suo caso, però, questo inconveniente non si è verificato e la bella vittoria ottenuta contro la britannica Konta dopo due combattuti set è la prova primaria di una buona condizione fisica ma soprattutto di una tenuta mentale che poche sue colleghe possono vantare.

Chissà che non possa raggiungere traguardi ancora più prestigiosi, magari proprio qui in America…

Di certo, Anastasija è e rimarrà per sempre un modello di resilienza e di tenacia per altri atleti, che potrebbero quindi, seguendo un percorso simile al suo, rialzare la testa anche quando le cosa non vanno per il verso giusto.

Questo sarebbe già un un bel successo, che garantirebbe a molti sportivi che attraversano periodi bui una piccola grande speranza di ripresa e di miglioramento.

Un gesto che da appassionati è giusto riconoscerle.

Grazie, Anastasija!

RISULTATO FINALE – QUARTO TURNO:
Sevastova
b. (13) Konta 6-4 7-5

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