Joy Vigani: “La finale all’ITF di Sharm mi ha dato una grande iniezione di fiducia”

Intervista a Joy Vigani, tennista classe 1996 nativo di Bressanone che ha raggiunto la sua prima finale Futures la scorsa settimana a Sharm El Sheikh

Ciao Joy, la stagione è giunta al termine, che valutazione dai a questa tua annata? Sei soddisfatto dei tuoi risultati?
La stagione non è andata proprio come mi immaginavo perchè l’infortunio alla schiena mi ha impedito di giocare come e quanto avrei voluto da aprile a settembre. Solo in questi ultimi due mesi ho trovato continuità che alla fine ha pagato. Con il mio maestro ci eravamo prefissati di disputare un minimo di 25 tornei e circa 70 partite cercando possibilmente di andare sotto i 1000, tutti obbiettivi raggiunti quindi posso essere soddisfatto.

Nell’ultima settimana hai raggiunto la finale all’ITF di Sharm el Sheikh in Egitto, come ti sei trovato su quei campi? Quali sensazioni hai provato nel raggiungere quest’ottimo piazzamento?
Avendo io un gioco improntato all’attacco è chiaro che preferisca le superfici più rapide ed a Sharm ho trovato le condizioni ideali e quindi ho potuto esprimermi al meglio. Il raggiungere la finale è stata il risultato di una somma di fattori tra cui anche la fortuna.
E’ stata una bellissima sensazione perchè mi da la consapevolezza di essere competitivo ed è un’iniezione di fiducia per i prossimi tornei.

Spendiamo due parole sul rapporto con tuo padre, con cui hai giocato un match in doppio quest’anno e che ha superato brillantemente un turno di quali sempre in un Futures all’età di 49 anni ed inoltre fu numero 1 a livello senior nel 2008?
Mi ritengo fortunato ad avere un papà ancora in forma e competitivo. Ho anche un bellissimo rapporto con lui quindi giocare per la prima volta un doppio professionistico insieme è stata una cosa che mi ha reso molto felice e che rinforzerà sicuramente ancora di più il nostro legame.

Come ti sei formato tennisticamente? Dove ti alleni e chi ti segue negli allenamenti?
Ho iniziato a giocare presso il Tennis Brixen Bressanone dove mi alleno tutt’ora sotto la guida di Marco Girardini. Negli anni precedenti mi sono allenato in vari circoli sempre nelle mie zone.

Hai un idolo od un tennista a cui ti ispiri quando giochi? 
Il mio idolo è Andy Murray, abbiamo però caratteristiche diverse..io servo meglio. (ride, ndr)
A parte gli scherzi io purtroppo non ho la sua mobilità e baso il mio gioco prevalentemente sul servizio e il dritto.

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Quali sono i colpi con cui ti esprimi meglio e quali invece quelli su cui puoi ancora migliorare?

In questo ultimo anno sono migliorato molto di rovescio e stiamo lavorando per migliorare la mobilità, per migliorare la fase difensiva e per avere più soluzioni d’attacco.

Hai degli obiettivi specifici per la prossima stagione o è ancora presto per parlarne?
Sono giovane anagraficamente ma lo sono ancora di più come esperienze tennistiche in quanto ho saltato tutta l’attività internazionale giovanile quindi l’obbiettivo principale è sempre quello di migliorare sotto l’aspetto tennistico, di fare esperienza e cercare di giocare dei tornei a livello sempre più alto per andare a livello con il gioco. Il mio maestro mi dice sempre che se ho il livello i risultati poi arrivano.

Hai qualche sogno che ti piacerebbe realizzare nel corso della tua carriera?
E’ facile rispondere che l’obbiettivo è quello di vincere dei tornei importanti ma penso che il sogno comunque sia quello di poter vivere facendo della propria passione il proprio lavoro.

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