Jacopo Stefanini solleva due titoli a Pula e giocherà a Roma il primo Challenger in carriera

Jacopo Stefanini premiato dopo la vittoria del torneo

Jacopo Stefanini, vincitore dell’ITF da 10.000$ di Santa Margherita di Pula, sia in singolare che in doppio con Andrea Basso, racconta la sua settimana ai nostri microfoni e si dichiara pronto per un’esperienza a livello Challenger

Il tennista toscano Jacopo Stefanini si è reso protagonista di una gran settimana in terra sarda, sui campi del Forte Village.
Nella finale del torneo di singolare ha avuto la meglio sull’argentino Gabriel Hidalgo, testa di serie numero 6, che partiva con i favori del pronostico. La partita si è conclusa con un periodico 6-2 in favore dell’azzurro che ha coronato così il sogno di sollevare il primo alloro in carriera.

In doppio, insieme all’amico Andrea Basso, ha battuto l’altra coppia tutta italiana formata da Riccardo Sinicropi e Riccardo Bonadio al super tie-break per 10 punti a 6.

Eccovi le sue dichiarazioni ai nostri microfoni dopo il doppio trionfo in Sardegna

Jacopo, innanzitutto complimenti per questa settimana fantastica, cosa ti senti di dire dopo queste due splendide vittorie? Analizziamo un attimo la settimana in terra sarda con delle battute sugli avversari di singolare e una piccola analisi su ogni match.
E’ stata una settimana fantastica, sono contento e credo di essermi meritato una soddisfazione del genere arrivati a questo punto della stagione. Stavo giocando un bel tennis ed ero fiducioso perchè sentivo di avere le carte in regola per levarmi una soddisfazione del genere.
Durante questo torneo la strada era insidiosa ma sono contento di averla percorsa bene, gli avversari erano tosti, ho dato sempre il massimo in tutte le partite e infatti non ho perso neanche un set e sono molto soddisfatto di questo.
Al primo turno il mio avversario Mirko Cutuli si è dovuto ritirare per un problema di respirazione e questo mi è dispiaciuto, poichè ci conosciamo da tanto tempo.
Nella seconda partita ho giocato contro Massara, testa di serie numero 3, che conoscevo da tempo. La partita è stata molto insidiosa ma secondo me il match della svolta è stato contro Travaglia nei quarti di finale, dove ho dovuto annullare un set point nel primo parziale e sono stato sotto 5-4 nel primo set e 6-5 nel secondo, entrambe le volte col suo servizio, ma sono riuscito a rimontare.
Dopo aver vinto quella partita sentivo che avrei potuto fare bene nel prosieguo del torneo. Nella semifinale ho affrontato il tedesco Fallert, che conoscevo bene. Sono contento perchè ho gestito molto bene la partita, soprattutto nei punti importanti.
La finale contro Hidalgo è stata la partita che ho disputato con naggior solidità a mio avviso, non perdendo mai il servizio e giocando concentrato dall’inizio alla fine.  

In finale di singolare hai battuto l’argentino Hidalgo, che partiva favorito, in 2 set dal punteggio abbastanza netto. In entrambi i parziali non sei sembrato mai in difficoltà. Qual è stata secondo te la chiave del match?
Penso che la chiave del match sia stata il mio servizio, sono riuscito a mantenere altissima la percentuale di prime palle. Conoscevo il mio avversario e dunque sapevo come interpretare al meglio la partita e infatti non ho avuto grossi problemi tranne che all’inizio di entrambi set.
Quando ho poi ottenuto il break sono riuscito a portarlo fino in fondo e sono contentissimo di aver gestito la mia prima finale nel migliore dei modi.

Quarto titolo consecutivo in doppio, questa volta con Andrea Basso. In finale avete battuto la coppia azzurra Bonadio/Sinicropi, teste di serie numero 1.
Conoscevate i vostri avversari? Come siete riusciti a gestire la pressione, visto che si è arrivati al super-tiebreak?
Sono contentissimo dei miei risultati in doppio e di questo poker, che non credo sia riuscito a molti.
Vincere quattro tornei di fila in doppio alla mia età non credo sia scontato. Sono molto felice di aver raggiunto questo traguardo giocando con tre amici come Matteo Berrettini, Andrea Vavassori Andrea Basso.
Nel doppio l’amicizia conta tanto. Sono molto contento per Matteo che rientrava da un infortunio, mi fa piacere che sia tornato. Ci terrei a ringraziare anche gli altri due compagni, è bellissimo giocare il doppio con loro.
Mi piace giocare in doppio quando sono sereno perchè so che posso sciorinare prestazioni all’altezza.

Vieni certamente da un ottimo periodo e ti auguriamo di continuare così, quali sono i tuoi obiettivi per la fine di questa stagione? Hai stilato già una programmazione di tornei a breve termine?
E’ un periodo molto particolare per me perchè faccio un balzo in classifica di 200 posizioni e quindi la programmazione può variare.
Ora per una settimana mi allenerò al tennis club di Carmignano dove c’è una collaborazione tra i miei genitori e Ferdinando Bonuccelli, che seguirà me, mia sorella, un ragazzo spagnolo e probabilmente un nuovo innesto.
I risultati si vedranno alla fine ma credo che questa partnership tra la mia famiglia e Ferdinando sia una cosa positiva e che possa far bene ad entrambi. Ci terrei inoltre a ringraziare il mio preparatore atletico Stefano Giusti. Dal 26 settembre sarò al BFD Challenger di Roma, dove giocherò il mio primo Challenger dell’anno e credo di meritarmi un’esperienza del genere.
Spero di fare bene, non andrò lì per fare la comparsa. Cercherò di dare il mio meglio. Successivamente ritornerò in Sardegna per giocare un paio di tornei Futures prima della Serie A con il TC Prato, sperando di migliorare ancora la mia classifica.

Grazie di cuore Jacopo e ancora complimenti! Un saluto da tutti i lettori di TennisPress.it
Grazie a voi. Un saluto a tutta la redazione!

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