Jacopo Stefanini: “Arrivo al Foro Italico con buone sensazioni. Il mio tennis ora è più completo”

A poche ore dall’inizio delle Prequalificazioni agli Internazionali BNL d’Italia abbiamo raccolto le parole di Jacopo Stefanini, il “Batman di Carmignano” che si è regalato la possibilità di disputare il torneo finale al Foro Italico vincendo l’Open a San Benedetto del Tronto.
“Apo” ha di recente vinto un doppio nell’ITF di Antalya assieme all’amico Omar Giacalone ed ha inaugurato da poche settimane il TC Carmignano, club di proprietà dei genitori, vero e proprio gioiellino incastonato nelle colline toscane.
Ai nostri microfoni racconta le vicissitudini passate in stagione comunicando la gran voglia di emergere e alzare il livello di gioco.

Ciao Jacopo, complimenti per la vittoria a San Benedetto che ti porta ora, per la terza volta, a calcare i campi romani del Foro Italico. Che settimana hai vissuto nelle Marche?
Un saluto a tutti i lettori di TennisPress! Come hai detto sono ormai tre anni che gioco questi tornei Open in vista del Foro e sono riuscito a qualificarmi tre volte su tre, lo considero un buon risultato anche se poi a Roma non ho reso come volevo.
A San Benedetto sono entrato in tabellone da testa di serie numero 4 ed ho giocato quattro match.
Negli ottavi di finale ho affrontato Bertuccioli, pupillo di Giorgio Galimberti nella sua Academy di San Marino. Il match è terminato sul 5-1 in mio favore in quanto Federico aveva accusato un problema alla gamba ed ha dovuto ritirarsi.
Nei quarti di finale ho vinto un altro match causa ritiro del mio avversario sul 6-1 2-0 per me, tra l’altro contro un caro amico come Filippo Borella. A mio avviso è stata la partita in cui ho espresso il mio miglior tennis.
La semifinale mi ha posto di fronte Fabio Mercuri e ad essere sincero credo di aver giocato in maniera non ottima però sono comunque riuscito a portarla a casa 7-5 6-2.
In finale ho incrociato la racchetta contro un’altra persona a me vicina, Davide Della Tommasina. Qui ho sciorinato una buona prestazione riuscendo a vincere anche qui in straight sets, 6-4 6-2.
Ho preso molta fiducia dal torneo e sicuramente sono stato aiutato molto dalle condizioni climatiche, dagli ottimi campi e dalla presenza di un folto pubblico. Abitutato a giocare in Tunisia con molto vento sono riuscito a trarre vantaggio dal clima italiano, sicuramente più mite.

Con quale spirito arrivi ora a Roma?
Nella capitale torno sempre con piacere, sia quando gioco la coppa a squadre col TC Prato e mi trovo ad affrontare Aniene, Parioli o Due Ponti, sia appunto quando si tratta di Future, Challenger o Prequali.
Il Foro Italico ti catapulta in un’atmosfera pazzesca, calcare quei campi e passeggiare per quei viali trasmette forti emozioni. Purtroppo penso di non essermi espresso ancora bene a Roma, forse anche per alcuni problemi che mi hanno tormentato: nel 2016 affrontavo un cambio di guida tecnica mentre nel 2017 venivo da un infortunio.
Ora credo di potermi giocare meglio le mie carte.

Per quanto riguarda invece la prima parte di stagione, sei soddisfatto?
Purtroppo in questo 2018 ho giocato pochi tornei. Ad inizio anno sono volato in Spagna, per disputare dei Futures nell’Accademia di Rafael Nadal. Ero carico ed avevo grandi aspettative ma prima di partire ho accusato un risentimento al gomito.
Giocando con antidolorifici ho raggiunto i quarti in singolare e la finale nel doppio. Avrei dovuto disputare anche altri tre tornei sempre a Manacor ma a causa del riacutizzarsi di questo problema al nervo ulnare sono dovuto stare fermo un mese e mezzo.
Ho ripreso quindi a giocare ma non è stato facile trovare subito il feeling giusto. San Benedetto mi ha dato fiducia permettendomi di ingranare nuovamente, giocando e vincendo quattro partite di fila.
Ho di recente portato a casa un titolo di doppio in Turchia assieme ad Omar Giacalone. Giochiamo spesso insieme e vorremmo farlo nel circuito Challenger appena avremo classifica idonea. Ad Antalya abbiamo vinto quattro match di cui tre con il punteggio di 2-0.
In finale, nel derby con Frigerio e Bonadio, abbiamo disputato un incontro a dir poco rocambolesco, condizionati da una forte bufera. La chiave per vincere al supertiebreak è stata sicuramente la grande amicizia che c’è tra noi. Siamo molto affiatati e ciò si riflette perfettamente in campo. La coppia è consolidata ed i meccanismi e i movimenti sono assimilati, io so dove va lui e viceversa, conta molto essere amici per giocare il doppio a mio avviso.


Ti alleni facendo la spola tra il TC Carmignano e il TC Prato, su cosa avete lavorato maggiormente in off-season?
Durante la preparazione abbiamo lavorato sul cambiare un po’ il mio gioco. Nasco contrattaccante da fondo ma sto cercando di improntare il mio tennis in maniera maggiormente offensiva. Il tutto sta portando risultati non solo in termini di match vinti ma nel riuscire a decidere più volte come giocare uno scambio, mettendo alle corde l’avversario.
Due match emblema, che riflettono il tutto sono a mio avviso il 6-1 6-0 a Billy Harris e le partita combattute e perse di un’incollatura contro Daniel Munoz De La Nava e Geoffrey Blancaneaux.
Ho svolto e sto svolgendo un gran lavoro grazie all’apporto dei coach Gianluca Rossi ed Andrea Chiocchini e del preparatore atletico Luca Peruzzini.

Ho citato prima Carmignano, luogo dove finalmente ha potuto vedere la luce il tanto agognato club dei tuoi genitori Marco Stefanini e Roberta Ardinghi…
Sono contentissimo, finalmente il sogno ed obiettivo dei miei genitori si è realizzato. Poche settimane fa hanno inaugurato la struttura che è stata finalmente completata dopo anni di lavoro.
Il TC Carmignano è dotato di tre campi in terra ed uno in erba sintetica, un ristorante, un’ampia palestra e si trova in una posizione fantastica, sulle colline toscane.

A fine 2016 hai vinto il tuo primo ed unico titolo in singolare, a Pula. Potrebbe essere un obiettivo imminente tornare alla vittoria in singolare in un Futures?
Hai detto bene, uno dei miei obiettivi è sicuramente quello. Per vincere i tornei devi essere in forma al 100%, sia a livello fisico che mentale, e poi devono concatenarsi una sera di situazioni.
Desidero però anche emergere dal circuito ITF e giocare con maggior frequenza i Challenger. La bussola è puntata li!

Extratennis…perchè proprio Batman?
Sono affascinato da sempre da Batman. Il personaggio di Gotham City è un uomo comune, non dotato di superpoteri ma che grazie alla sua disponibilità economica, invece di sperperare il denaro in “bella vita” utilizza il tutto per difendere i deboli e le prevaricazioni ed ingiustizie su di essi. In fondo sono un ragazzo buono, e seppur i nostri percorsi siano completamente diversi, un po’ mi ci rivedo!

Faccio personalmente un grande in bocca al lupo a Jacopo, un ragazzo buono, per davvero, nonchè un amico sempre disponibile e solare.

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