Jacopo Berrettini: “Buone sensazioni dagli ultimi tornei Juniores, con Andrea Guerrieri intesa perfetta. Proverò ad entrare nel main draw degli US Open”

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Jacopo Berrettini, tennista romano classe 1998, tra i più promettenti della sua generazione, presso il Circolo Canottieri Aniene, club nel quale si allena e del quale difende i colori nella coppa a squadre.
Jacopo si concentra sul suo inizio di stagione, confortato da ottime prestazioni in singolo ed in doppio, in coppia con Andrea Guerrieri; sugli obiettivi da perseguire e sulla programmazione futura, con un occhio puntato agli US Open Junior

AR: Benvenuto Jacopo!
JB: Buonasera a tutti, ciao!

AR: Vorrei iniziare a puntare il focus su questo inizio di stagione, dove hai disputato degli ottimi match, sia in singolare che in doppio, in coppia con Andrea Guerrieri.
JB: Ritengo che la prima parte del mio 2016 sia andata meglio in doppio che in singolo, anche se ho fatto delle buone prestazioni in singolare, le vittorie scarseggiavano, quindi il doppio mi è servito molto, abbiamo giocato tante partite, forse più di trenta con Andrea e ci troviamo molto bene, sono contento di come sta andando.

AR: Con Andre avete vinto il titolo insieme a Salsomaggiore, in singolare hai disputato un ottimo torneo di Santa Croce, riuscendo ad avere la meglio su giocatori dall’ottimo ranking ed arrendendoti solamente in finale a Popyrin (numero 16 del mondo).
Ti sei fatto valere, giocando ad un livello molto buono, frutto di un lavoro pregevole qui all’Aniene, dove ti seguono coach molto preparati. Il rapporto con loro?

JB: Stiamo lavorando tanto ed il rapporto con loro è molto buono, sia dentro al campo che fuori.
Lavoro con Vincenzo Santopadre, Stefano Cobolli ed Alberto Lommi. Ci troviamo molto bene, anche fuori dal campo, ci frequentiamo spesso e l’alchimia è ottima. Stiamo collaborando anche con la Federazione e mi stanno aiutando tanto anche loro, sto crescendo tanto.

AR: Ho seguito spesso i vostri allenamenti, le vostre preparazioni e vedo che comunque tutto ciò sta dando i sui frutti, sei seguito da tecnici che sanno la loro e i risultati si vedono.
Giochi per l’Aniene anche la Serie A1, l’anno scorso hai disputato ottime partite (tra cui ricordiamo la vittoria contro Giorgio Portaluri) ti chiederei com’è dunque difendere questi colori e cosa vi caratterizza, l’intesa è ottima e squadra che vince non si cambia, giusto?
JB: Si, credo che la  forza della squadra stia soprattutto nell’essere uniti, come ho detto prima condividiamo momenti dentro e fuori dal campo. I rapporti di amicizia tra noi sono profondi, entriamo in campo rilassati ma dando sempre il massimo, con la consapevolezza che se si perde una partita non è un problema.

AR: Volevo un attimo ritornare su questo tuo rapporto di amicizia con Andrea Guerrieri, una coppia nata un po’ per caso, in Croazia, ma che poi vi ha portati a giocare con continuità. In campo come vi trovate? Siete ben assortiti, affiatati e pian piano i risultati stanno arrivando. Qual è il rapporto con lui?
JB: Il rapporto con lui è molto buono, ci siamo conosciuti meglio in Croazia dove Jack Palumbo ci ha proposto di giocare insieme, proprio in quella settimana abbiamo fatto finale, giocando ottime partite e da lì in poi in ogni torneo che ci trovavamo a disputare ci vedeva ai nastri di partenza sia in singolo che in doppio.
Prima dell’ultimo torneo Bonfiglio, abbiamo fatto sempre ottimi risultati, la nostra forza è la buona solidità, lui soprattutto da fondo campo gioca molto bene, sbaglia poco, quindi mi aiuta tanto. Siamo una coppia ben affiatata.

Per chi non ti conoscesse, quali sono i tuoi punti di forza sul campo da tennis?
JB: Ritengo di avere un rovescio buono ed è il colpo che sento meglio e riesco a spingere di più, sto lavorando molto sul servizio, visto che sono molto alto dovrei sfruttare di più i miei centrimetri ed ottenere più punti…

AR: Seguendo le orme di tuo fratello Matteo Berrettini, che serve molto ma molto bene!
JB: Si (ride) Anche sul dritto stiamo lavorando tanto, sulla incisività, sulle palle in entrata e anche sui colpi in difesa, visto che faccio più fatica, però piano piano i miglioramenti si iniziano a vedere e questa è la strada.

AR: Una battuta sulla campagna in terra tedesca dove hai vinto (tanto per cambiare) il torneo di doppio in coppia col cinese di Taipei Tseng? Sappiamo che punti ad entrare nel tabellone degli US Open giusto?
JB: Dopo aver terminato gli esami scolastici qui a Roma sono andato due settimane in Germania vincendo appunto il doppio a Bochum e disputando match di singolare nella norma raggiungendo il terzo turno nel Grado 1 di Berlino, per gli US Open dovrei riuscire ad entrare in qualificazioni ma punto ad immagazzinare i punti necessari per poter accedere direttamente nel main draw.

AR: Ti faccio un grande in bocca al lupo e ti auguro di poter vivere quest’esperienza nello Slam Junior newyorkese che ritengo possa essere il giusto premio per il duro lavoro che stai svolgendo!
JB: Grazie, ciao!

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