Jacopo Berrettini: “Pensavo di fare più fatica a livello mentale; ad Hammamet condizioni difficili ma mi sono sentito bene”

Jacopo Berrettini ci ha concesso una breve intervista direttamente da Hammamet, in Tunisia

Il giovane romano, classe 1998, è stato impegnato nel corso di questa settimana nel suo primo torneo ITF della stagione ad Hammamet, in Tunisia.
Nel 15.000 dollari che si gioca su terra, l’azzurro ha raggiunto il primo turno partendo dalle qualificazioni. Nonostante la buona prestazione però rimane un po’ di amaro in bocca per come è maturata la sconfitta al primo turno, come ci racconta lui stesso.

Ciao Jacopo, questa settimana hai iniziato la tua stagione a livello professionistico ad Hammamet. Che sensazioni hai avuto in questo esordio?
Ciao, ho avuto buone sensazioni in questo esordio sia a livello tennistico che mentale. Pensavo che avrei fatto più fatica a stare con la testa dentro al match visto che era un po’ che non ne disputavo uno. In generale mi sono sentito bene, anche in allenamento nei giorni prima dell’inizio del torneo.

Hai brillantemente superato le qualificazioni senza lasciare per strada nemmeno un set. Sei contento delle prestazioni effettuate in particolare al turno decisivo contro l’ottimo doppista Mark Vervoort?
Fortunatamente il primo turno di qualificazioni è stato abbastanza agevole e questo mi ha permesso di rompere bene il ghiaccio. Al secondo turno ho giocato un buon match, lui essendo uno specialista del doppio commette molti errori. Ho comunque risposto bene e questo mi ha permesso di giocare in maniera più sciolta i miei turni di servizio. Sono contento perché non è stata una partita semplice contro un giocatore esperto come lui.

Al primo turno hai purtroppo rimediato una sconfitta contro lo spagnolo Paco Climent Gregori al terzo set. Cosa ti è mancato per portare a casa il match?
Al primo turno del tabellone principale ho perso contro Climent una partita che avevo in controllo. Vincevo 6-1 4-3 e servizio, ho anche avuto una palla del 5-2 per andare avanti di due break. Quando andavo alla battuta mi sentivo molto bene e in sicurezza. Ho subito il break sul 4-3 in maniera piuttosto brutta e lui ha iniziato a giocare bene; per contro io sono calato. Nel terzo set purtroppo non sono più riuscito ad alzare il livello per rimanere attaccato nel punteggio.

Abbiamo intervistato recentemente anche Francesco Salviato e Nicola Ghedin  che ci hanno detto come il vento forte presente in Tunisia rendesse le cose molto difficili. Che rapporto hai con queste condizioni particolari?
Si le condizioni qua non sono facili, c’è spesso il vento e non è facile muoversi perché i campi sono abbastanza scivolosi. Mi sono però sentito bene da venerdì quando mi sono allenato per la prima volta. Non ho avuto particolari problemi ad ambientarmi grazie anche al buon feeling che ho trovato con le palle.

Sei un ragazzo classe 1998 e hai un sacco di anni davanti di gioco. Come pensi di gestire e programmare la tua carriera?
Quest’anno abbiamo deciso con Stefano Cobolli e Vincenzo Santopadre di giocare molti futures, prevalentemente sul veloce. Siamo molto tranquilli e andiamo avanti con calma, senza fretta; non vogliamo correre troppo perché non è la strada giusta. Non ci poniamo particolari obiettivi di classifica, vogliamo solo avere miglioramenti sia a livello mentale che fisico.

In molti hanno fatto fatica a passare dal circuito junior a quello professionistico. Quali sono le differenze che hai trovato?
Sul gioco secondo me non ci sono grandi differenze; a livello junior il livello era già molto alto e nelle quali a volte era più difficile prima che ora nei pro. Cambia perché contro giocatori con maggiore esperienza non è facile chiudere il match, sanno come farlo girare. Senti che da un momento all’altro le cose possono cambiare radicalmente con varie modifiche al gioco.

Infine quale sarà la tua programmazione per le prossime settimane?
Nelle prossime settimane l’idea è quella di andare a Sharm El Sheikh per giocare sul cemento, superficie su cui ho giocato davvero poco nella scorsa stagione. Credo sia importante per la mia maturazione tennistica disputare tornei sul veloce.

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