Giuseppe Rucci: l’osteopatia ed il tennis. Da Tirrenia a Bolelli, Giorgi, Gaio e Giannessi fino all’occasione con Rafael Nadal

Giuseppe Rucci: fisioterapista, osteopata D.O., laureato in Scienze Motorie si racconta ai nostri microfoni

La formazione
Il mio percorso formativo inizia con gli studi in Scienze Motorie dopo aver praticato per anni lo sci; in seguito ho iniziato gli studi in Fisioterapia, presso l’Università degli Studi di L’Aquila.
Le prime esperienze professionali le ho maturate nel mondo dello sci, sport praticato da sempre, nel frattempo la curiosità e la passione per le discipline riabilitative mi hanno avvicinato all’osteopatia; ho intrapreso e terminato il percorso di studi presso la scuola C.E.R.D.O. di Roma.
Conoscevo poco il tennis, lo seguivo raramente ma durante il periodo estivo collaboravo con i Centri Estivi della FIT dove mi occupavo di coordinare le attività sportive dei ragazzi.

Il primo approccio con il tennis
Nel 2011, mentre lavoravo al Centro Estivo di Castel di Sangro, mi chiesero di gestire un problema al gomito di una ragazza che stava giocando la Summer Cup con la Nazionale Italiana under14. Seguii così Martina Zerulo, sotto indicazione del capitano del team azzurro, Michelangelo Dell’Edera.
Ero entusiasta della possibilità e mi occupai di lei sia nel centro fisioterapico dove collaboravo sia sul campo per puntare il focus su un recupero differenziato mirato.
Proprio qui è scattata
 la scintilla,  quell’episodio fu un piccolo trampolino di lancio. Michelangelo, apprezzando i frutti del lavoro svolto, mi propose di collaborare presso il Centro Tecnico Nazionale.
Non esitai ad accettare e nell’ottobre del 2011 mi trasferii a Tirrenia occupandomi di preparazione atletica e recupero infortuni.

La lunga parentesi a Tirrenia
In Toscana ho lavorato soprattutto con atleti che al tempo disputavano tornei di livello junior come Andrea Pellegrino, Pietro Licciardi, Enrico Dalla Valle e Gian Marco Moroni.
Li ho seguiti sia al Centro Federale che in trasferta, potendo poi mettere in cascina un’ottima conoscenza del circuito ITF. Con loro rivestivo il ruolo di preparatore atletico e mi occupavo di stabilire tabelle di lavoro differenziato per recuperare da eventuali infortuni.

 

Simone Bolelli e Camila Giorgi
Il direttore del Centro Tecnico di Tirrenia era allora Eduardo Infantino che nel 2013 mi affidò Simone Bolelli, reduce da un intervento chirurgico al polso in seguito ad un infortunio al secondo turno del Master 1000 di Miami; lavorai sodo con Simone tra recupero funzionale e palestra. Quello fu il mio primo “grande” risultato.
Sempre in quel periodo si trasferì a Tirrenia Camila Giorgi che era stata affidata ad un mio collega preparatore e io la conobbi solo di sfuggita; iniziai a lavorare con lei in seguito all’infortunio che subì alla spalla e per il quale già era stata ferma in passato.
Dall’incontro vinto dall’Italia sugli Stati Uniti nella Fed Cup di Aprile 2015 iniziai una collaborazione continuativa con Camila sotto l’egida della Federazione, per poi proseguire con un accordo privato, accompagnandola nella trasferta australiana (Brisbane, Hobart ed Australian Open) ed in quella americana (Indian Wells e Miami).

Alessandro Giannessi e Federico Gaio
Nel 2015, sempre a Tirrenia, ho lavorato con Alessandro Giannessi, operato al polso anche lui.
Il tennista ligure scelse il centro toscano come base per il recupero da infortuni e luogo da dove ripartire a livello tennistico tra allenamenti e programmazione per i tornei.
Con “Gianna” percorsi la stessa strada solcata con Bolelli. Le due problematiche erano simili ed avendo avuto riscontri positivi con Simone ho applicato un paradigma ormai collaudato.

Gli Internazonali BNL: Federico Gaio e la ciliegina sulla torta…RAFAEL NADAL
Tra le esperienze che ricordo più volentieri ci sono sicuramente gli Internazionali BNL d’Italia del 2015 dove ho seguito Federico Gaio, che vinse il torneo di prequalificazioni per poi debuttare nel main draw del Masters 1000 sul Campo Centrale contro l’argentino Leonardo Mayer.
Nell’ultima edizione del torneo del Foro Italico invece, attraverso un’azienda per la quale collaboro, la Human Tecar, ho avuto l’occasione di trattare Rafel Nadal che in quel periodo aveva un problema al polso sinistro.
La sera dopo il match vinto in tre set contro Nick Kyrgios ai sedicesimi di finale, il fisioterapista dell’iberico, Rafael Maymò avanzò la richiesta di un trattamento con una delle nostre apparecchiature per il toro di Manacor. Avevo dismesso gli abiti da lavoro ma l’azienda mi avrebbe richiamato se avessi posto problemi di orario a Nadal che già conosceva ed apprezzava la metodologia di lavoro…non ho proprio potuto esimermi! (ride, ndr).


GIUSEPPE RUCCI attualmente svolge la libera professione a Roma ed è contattabile attraverso questi link

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