Giulia Capocci: “Avanti verso Tokyo 2020! Lo sport? Ti fa capire che nessun ostacolo è insormontabile”

(fonte: Sport Torino News)

Giulia Capocci, campionessa italiana della categoria tennis in carrozzina, ci svela il suo più grande sogno: poter rappresentare la nazionale italiana alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Chi è Giulia Capocci…
Giulia Capocci nasce in provincia di Arezzo nel 1992. Appassionata di tennis fin dalla tenera età, con la racchetta in mano ottiene subito discreti risultati. Nel 2012 però, in seguito ad un intervento chirurgico alle ginocchia e alla scoperta di una patologia rara, Giulia perde la completa funzionalità degli arti inferiori, vera e propria causa della sua disabilità. Ed ecco che, quasi come un fulmine a ciel sereno, tutto quello che sembrava reale e scontato diventa un sogno, un’ utopia: già, quelle poche certezze avute fino a qualche mese prima, si sgretolano, vanno in frantumi, nella totale assenza di motivazioni, logiche, o quanto meno sensate, in grado di spiegare tutto ciò. Eppure, la grandezza e la bravura di certe persone si vede proprio in queste circostanze: non intenzionata a mollare, Giulia ha accettato questa nuova realtà e, con grande forza d’animo, ha deciso di rialzare la testa; e il destino, per questa volta, le ha sorriso: in pochi mesi, grazie anche all’aiuto di parenti, amici e del coach Giacomo Grazi, è riuscita a diventare la numero 1 d’Italia (e top 35 della classifica mondiale), aggiudicandosi anche il titolo italiano nella categoria.

Uno staff di assoluto prestigio
Giulia si allena ormai in pianta stabile al circolo tennis Giotto di Arezzo, dove è seguita, in particolare modo, da Giacomo Grazi: “Con lui, ho davvero un ottimo rapporto; mi aiuta tantissimo a risolvere i problemi in cui mi imbatto nella vita di tutti i giorni. Non parlo, ovviamente, di questioni prettamente tennistiche: il suo aiuto, infatti, è legato infatti maggiormente al settore umano. Stiamo curando comunque anche questioni tecniche, come l’incisività del servizio o dei colpi da fondo campo”.
Immancabile, inoltre, la presenza di Marco Formica, nel ruolo di mental coach: “Ho iniziato a lavorare con lui a partire dallo scorso dicembre. Mi aiuta davvero moltissimo poter confrontarmi e discutere con lui: insieme, cerchiamo di trovare delle soluzioni ad eventuali problematiche di carattere mentale o umano, che si possono verificare nel corso di un incontro”.

Un 2016 da incorniciare: titolo italiano e top 30 nel ranking mondiale
Il 2016 di Giulia è stato a dir poco superlativo: a pochi mesi dall’inizio di questa sua nuova vita tennistica, infatti, la giovane aretina è riuscita nell’intento di vincere il titolo italiano di categoria e di centrare ottimi piazzamenti anche a livello internazionale. raggiungendo cosi la 33esima posizione della classifica mondiale: “Sono davvero contenta della mia stagione. Dopo aver vissuto un periodo cosi brutto e negativo sotto vari punti di vista, non mi sarei mai aspettata un exploit del genere. La mia felicità deriva soprattutto dalla consapevolezza di essere riuscita ad allenarmi duramente, a compiere molti sacrifici che mi hanno permesso alla fine di cogliere traguardi insperati fino a poco tempo prima. La vittoria più bella è stata senza dubbio la conquista del campionato italiano a Torino; in finale, ho superato la mia compagna, nonchè cara amica Marianna Lauro in un match altalenante e dall’esito sempre in bilico: nel primo set, infatti, sono entrata in campo nervosa e ho incassato un sonoro 6-0 senza riuscire ad entrare mai in partita. Ero molto delusa con me stessa. Sapevo che potevo e che dovevo tirare fuori il mio meglio, anche dal punto di vista caratteriale per aver la meglio. Sono stata brava ad abbassare la testa, a reagire, limitando i tanti errori commessi e aggiudicandomi incontro e titolo in volata al terzo set”

Un sogno, una realtà: Tokyo 2020
Giulia, qual è il tuo più grande desiderio? Domanda chiara, risposta ancora più precisa, fresca e frizzante: “Tokyo 2020″. Già, è proprio questo l’obiettivo primario che desidera di raggiungere, un happy ending ad una storia già speciale e magica: “Si tratta di un bel progetto che coinvolgerà tutto il mio team per i prossimi quattro anni. Le Olimpiadi sono il maggior traguardo per la vita di un atleta. Significa poter rappresentare la tua nazione; è davvero un sentimento unico potervi partecipare e sono pronta a dare il massimo per fare diventare realtà questo grande sogno”.

Giulia e una vita all’insegna della semplicità
In attesa dell’inizio della stagione 2017, che la vedrà al via del torneo ITF di Bolton in Inghilterra, Giulia è determinata ad allenarsi duramente per confermare gli ottimi risultati della scorsa annata ma, anche, intenzionata a godersi dei momenti di serena allegria tra amici e in famiglia: “Sono una ragazza semplice ma molto caparbia, dunque sempre predisposta a lottare per raggiungere ogni mio obiettivo. Nella mia vita privata, amo passare del tempo con le persone a cui voglio bene e avere tempo per dedicarmi ai miei hobby, come seguire la Moto GP oppure guardare, se possibile con un amico, un film”.

Quando lo sport diventa vita…
Il tennis e lo sport in generale vengono spesso visti come entità astratte, prive di ogni tipo di fondamento emotivo ed etico e degne, dunque, di una solo banale e saltuaria attenzione. Ebbene, le parole di Giulia ci dimostrano l’erroneità di tale pensiero: “Cosa posso dire sullo sport? Ecco, lo sport è vita. In qualsiasi situazione vi troverete, fate sport, dedicatevi allo sport! Già, è un buon modo per capire che nessun ostacolo è insormontabile nella vita; è una sana  fonte di integrazione, un motivo per sperare e rinascere…”

A voi il giudizio finale…

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