Gianmarco Moroni: “Devo migliorare sulla professionalità ma se continuerò a lavorare con costanza i risultati arriveranno!”

Bella chiacchierata con Gianmarco Moroni, tennista azzurro classe 1998: con lui, oltre ad effettuare un primo bilancio su questo inizio di 2017, affrontiamo tematiche attuali nella vita di un giovane tennista emergente, come la scuola, la vita fuori dal campo e la tematica del doping.

Hai avuto un inizio di stagione un po’ altalenante: in cosa ti senti particolarmente soddisfatto e dove invece devi ancora migliorare?
Ho iniziato l’anno giocando cinque tornei sul cemento, una superficie su cui ho sempre faticato. Nonostante non abbia raggiunto grandi risultati, sono comunque soddisfatto del mio gioco anche se devo migliorare indubbiamente sulla professionalità, specialmente nel corso delle sessioni di allenamento: in particolare, vorrei essere più attento a ciò che faccio, riuscendo a essere il più aggressivo e “cattivo” possibile in campo. 

Come mai hai scelto di disputare cosi tante qualificazioni nei tornei Challenger?
Ho cercato di giocare quanti più Challenger italiani possibili, riuscendo così a stare vicino al mio maestro Christian Brandi. Sto iniziando a collaborare con lui e sono contento dei miei miglioramenti. Il match più bello che ho giocato è stato quello contro Ungur a Francavilla, mi trovavo sotto 6-2 4-1 e sono riuscito a rientrare nella partita, anche senza vincerla. Da questo match abbiamo iniziato a costruire delle buone basi.

Tu fuori dal campo: ragazzo modello e studioso o scalmanato e fannullone?
Sono una persona molto allegra, disponibile e a tratti seria. Ho frequentato due anni un liceo scientifico-sportivo a Roma prima di iscrivermi ad un liceo linguistico online. Mi sono diplomato l’anno scorso ottenendo un buon risultato, 76/100. Ero molto contento perché, per ragazzi cosi giovani come me, non è affatto facile conciliare la propria professione con la scuola. In futuro mi piacerebbe fare l’università e studiare marketing o management. 

Che rapporto hai con gli altri giovani tennisti italiani?
Sono abbastanza legato ai ragazzi con cui mi alleno a Bordighera ma anche ad alcuni tennisti che sono di Roma come me. I miei migliori amici tennisti sono Manfred Fellin, Simone Roncalli, Pietro Licciardi, Guido Marson, Gianluca Grison, Enzo Boveri, Alessandro Procopio, Lorenzo Seroddi. Se dovessi incontrare uno dei miei amici in campo mi divertirei molto. Non credo ci sarebbero problemi.

Il doping è un problema quanto mai attuale nel nostro sport: periodicamente abbiamo notizie di tennisti squalificati per l’assunzione di sostanze illegali. Cosa pensi a riguardo? Guardando al caso Sharapova, è corretto dare loro una seconda possibilità una volta scontata la loro legittima pena?
Secondo me doparsi è inutile, se una persona ha un limite tecnico deve rispettarlo. Sono contrario alla scelta di dare wild card a giocatori con precedenti di doping come la Sharapova. E’ giusto che un giocatore sconti la propria squalifica e, qualora desideri ritornare al top, è altrettanto legittimo pensare che riparta dal basso. 

Concludiamo con qualche battuta sulla programmazione futura e sugli obiettivi stagionali…
Continuerò a disputare altre qualificazioni in Challenger italiani. L’unico ITF che giocherò sarà quello di Pontedera. Dopo giocherò a Biella. Il mio unico obiettivo per questa stagione è quello di stare tranquillo e migliorarmi il più possibile. Sono sicuro che i risultati arriveranno.

Realizzazione intervista a cura di Davide Tarallo, stesura testuale di Giovanni Vinoso e Davide Tarallo

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