Gianluca Di Nicola: “E’ la miglior prima parte di stagione da quando gioco a tennis. Che emozione vincere a Frascati”

Abbiamo intervistato una delle giovani leve del tennis italiano, Gianluca Di Nicola.
Classe 1995, attualmente al numero 687 delle classifiche mondiali, Gianluca ha recentemente ottenuto il successo nel Futures da 10.000$ di Frascati

AF: Ciao Gianluca, iniziamo questa intervista, la seconda dedicata al mondo Futures (dopo quella a Riccardo Sinicropi), con una tua presentazione agli amici lettori.
GDN: Ciao a tutti gli appassionati di TennisPress. Di me cosa dire…sono praticamente cresciuto con la racchetta in mano. La passione mi è stata trasmessa da mio padre Italo, è da quando ho cominciato a giocare che mi segue e tutto quello che so, lo so grazie a lui.
Tennisticamente sono “nato” e cresciuto al Circolo Tennis Avezzano.

AF: Parlaci dei tuoi inizi, del tuo approccio al mondo del tennis, del tuo primo torneo Futures giocato e del club per il quale giochi in questo 2016.
GDN: Come detto in precedenza, sono nato e cresciuto al Circolo Tennis Avezzano, dove ho per l’appunto giocato il mio primo torneo futures, a soli 14 anni, grazie ad una WC concessami dal circolo, per il tabellone principale.
E’ stata un’esperienza fantastica ed una emozione indescrivibile, ho avuto le gambe che mi tremavano per tutto il match. Ovviamente persi l’incontro, ma me la giocai dall’inizio alla fine, nonostante l’altissima tensione.
Attualmente gioco per il CT L’Aquila, con il quale sono tesserato da 4 anni, mi trovo molto bene ed inoltre abbiamo appena ottenuto la promozione in Serie A2.

AF: Visto che con la nostra rubrica vorremmo far conoscere più a fondo la vita del tennista di Futures, inizierei chiedendoti come pianifichi la programmazione dei tornei ed in base a quali criteri scegli dove iscriverti.
GDN: La programmazione, come è normale che sia, la faccio con il mio allenatore, che è anche mio padre… Solitamente la impostiamo in modo tale da giocare sempre 3/4 tornei di fila, per poi fermarci una settimana, focalizzare l’attenzione su ciò che non ha funzionato nei tornei giocati, e lavorare duramente per colmare quelle lacune.
Fino ad ora abbiamo scelto di giocare solamente futures, con l’obiettivo di salire il più in fretta possibile di classifica per poterci spostare sui Challenger.

AF: Dopo averci delucidato sui criteri di iscrizione ai tornei, approfondiamo l’aspetto dei risultati da te raggiunti nel corso della prima metà di questo 2016. C’è qualche match che ricordi in maniera particolare?
GDN: Questa prima parte di stagione è stata indubbiamente la migliore da quando gioco, ovviamente lo dico senza il pensiero di potermi adagiare sugli allori, perché ci sono stati e ci saranno sicuramente nel corso della mia carriera degli alti e bassi.
Però il bilancio è senza dubbio positivo, ho vinto infatti il mio primo Futures a Maggio in quel di Frascati e mi auguro sia il primo di una lunga serie.
E’ stata un’emozione grandissima, anche perché un po’ inaspettata, giunta al termine di una settimana fantastica. Tutte partite molto dure e tirate, sempre intorno alle 3 ore di gioco, ed in bilico con il risultato fino alla fine.
Il destino mi ha riservato lo stesso copione anche per quanto riguarda la finale del torneo stesso, giocata contro il mio amico Daniele Capecchi.

AF: Passiamo ora agli aspetti più “nascosti” che si celano dietro alla vita del tennista.
Come organizzi le prenotazioni dei voli e degli alberghi dove alloggiare durante le manifestazioni? Ricordi qualche aneddoto curioso che porterai sempre con te?

GDN: Per quanto riguarda l’organizzazione, è seguita totalmente da noi, me e mio padre.
Come tutti ben sappiamo, il tennis è uno sport molto dispendioso, gli oneri economici non finiscono mai.
Fino ad ora ci siamo sostenuti da soli, la Federazione mi ha aiutato per un paio di anni, ma il 90% delle incombenze ce le siamo sobbarcate noi in famiglia.

AF: Dal punto di vista dell’equipaggiamento, proviamo a sbirciare un po’ nel tuo borsone.
Cosa troviamo all’interno?!
GDN: Il borsone per un tennista è assolutamente fondamentale, è un po’ la sua “casa”, deve essere sempre tutto in ordine e deve esserci tutto l’occorrente. Nel mio ci puoi trovare di tutto: grip, cerotti, nastri, miele, corde, creme scaldamuscoli e tante altre cose.

AF: Che tipo di racchetta utilizzi e quali corde monti, quante racchette porti sempre con te?
GDN: Per quanto riguarda la racchetta, utilizzo le Wilson 18-20, l’ultimo modello. Sono molti anni che gioco con racchette Wilson e mi trovo decisamente bene. Come corde invece, monto le Rubberwall, una marca americana, con la quale ho un contratto. Ho avuto la possibilità di provarle tempo fa e da subito ho capito che erano le corde adatte a me!

AF: Per quanto riguarda l’abbigliamento, cosa molto importante per un tennista, hai qualche marchio che ti supporta o sei indipendente?
GDN: Fino allo scorso anno vestivo Lotto, da quest’anno, grazie ad un mio amico del circolo, ho firmato con Joma. Mi sono sempre piaciuti i capi prodotti da loro, e sono veramente contento di vestirla.

AF: Chiudiamo l’intervista, ringraziandoti per la disponibilità, e chiedendoti quali sono i tuoi prossimi impegni per il proseguimento della stagione, e quali obiettivi ti sei posto.
GDN: Attualmente i miei programmi sono quelli di continuare con i tornei Futures, per poter salire il più possibile di ranking, anche se in mezzo cercheremo di metterci qualche Challenger, in modo da poter alzare un po’ il livello. In secondo luogo, quando avrò raggiunto una classifica adeguata e che me lo permetta, giocherò solamente Challenger.
Obiettivi non ce ne siamo posti, se non quello di dare il tutto per tutto ogni giorno, sia negli allenamenti che nei tornei, e cercare di migliorarsi sempre più.
Grazie a voi per la disponibilità, è stato un vero piacere. A presto, Gianluca.

Alex Frignani

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