Gianluca Mager: “Spero di esprimere un buon tennis quest’anno. Sogno di giocare gli Australian Open”

Gianluca MAGER (ITA) during the first round match against Igor SIJSLING (NED), PERREL FAIP tournament, 2016, Bergamo, Italy

Gianluca Mager racconta ai nostri microfoni la sua stagione 2016 e la vittoria in serie A con il Park Tennis Genova passando per la sua esperienza al Centro Federale di Tirrenia

Ciao Gianluca, grazie mille per la tua disponibilità! Il 2016 si è concluso da qualche mese: sei soddisfatto del tuo rendimento? Quale è stata per te la partita più bella che hai disputato durante la stagione?
Sono molto soddisfatto del 2016 perché ho giocato esclusivamente tornei del circuito Challenger ed ho mantenuto la stessa classifica per tutto l’anno; perciò sono davvero contento.
Sono tante le partite belle che ho giocato e che ricordo con piacere: una delle migliori è stata, senza ombra di dubbio, quella giocata contro Tejmuraz Gabashvili a Genova, dove ho vinto 6-4, 6-3.
Ricordo anche il match giocato in Marocco contro Damir Dzumhur; e quello vinto contro Norbert Gombos all’ultimo turno di quali del Challenger di Braunschweigh, in Germania; in quell’occasione anche il match di primo turno contro Karen Khachanov mi è piaciuto, ho giocato bene pur avendo perso al terzo set. Gran partita anche quella giocata a San Benedetto contro Enrique Lopez-Perez, conclusasi 7-6 al terzo in mio favore; o ancora quella contro Joao Souza a Biella, dove ho perso 6-4 al terzo set.  L’anno scorso ho giocato tante partite bellissime, tutte di buon livello.

Insieme ad Alessandro Giannessi hai segnato il punto decisivo che ha consacrato il Park Tennis Genova per la prima volta campione d’Italia. Quanto è importante il gioco di squadra in un campionato
come questo e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

E’ stato bellissimo vincere con Alessandro! Diventare campioni d’Italia è stata una grande soddisfazione, soprattutto per una squadra come la nostra dove siamo tutti molto amici.
Erano tanti anni che puntavamo a vincere questo scudetto ed esserci finalmente riusciti è qualcosa di grandioso, soprattutto per come si era messa la situazione dopo la prima semifinale di andata finita 4-2 per il Tc Prato. Nell’incontro di ritorno abbiamo fatto un grande ribaltone vincendo 5-1 e guadagnandoci il posto in finale. E’ stato tutto incredibile.
Questa esperienza mi ha fatto crescere molto e mi ha aiutato sotto tanti punti di vista, non la dimenticherò.

Che rapporto hai con la Federazione? E con il tuo staff?
Con la Federazione ho un ottimo rapporto e le devo tanto, anche soltanto per il fatto di avermi permesso di allenarmi a Tirrenia durante la preparazione per la nuova stagione. Inoltre, ogni anno mi aiutano e supportano con Wild card e contributi.
Anche con il mio staff sono in buoni rapporti. A Tirrenia si lavora davvero bene, ci sono quattro preparatori atletici e in campo sono molto seguito. Davvero non posso lamentarmi. A Tirrenia, tra gli altri, ci sono Gabrio Castrichella, Umberto Rianna, Filippo Volandri: sicuramente dal punto di vista tennistico è un centro notevole.

Hai mai ricevuto messaggi offensivi dopo avere perso una partita? Come gestisci queste situazioni?
Dopo ogni partita ricevo tantissimi messaggi offensivi, ma non ci faccio caso ed anzi, spesso, la prendo a ridere. Ogni tanto mi diverto a leggerli in compagnia degli amici e ci ridiamo sopra tutti insieme.
Ricevo davvero moltissimi insulti, ma non gli do alcuna importanza.

A che età hai iniziato a giocare? Raccontaci come ti sei avvicinato a questo sport e quando hai capito che volevi diventare un tennista professionista.
Ho iniziato a giocare all’età di 5, 6 anni. Mio padre, che ha sempre praticato tanti sport, inizialmente provò a farmi giocare a calcio, ma si rese conto ben presto che non ero per niente portato.
Decise allora di portarmi su un campo da tennis e notò che avevo colpito subito la pallina abbastanza bene. Da quel momento ho iniziato a giocare nel mio circolo a Sanremo e con il passare degli anni ho capito che era quello che
volevo fare nella vita.

Quale è il tuo più bel ricordo legato al tennis?

Ho tanti bei ricordi legati al tennis. Il migliore del 2016, per esempio, è il Challenger di Genova, dove partendo dalle qualificazioni sono arrivato ai quarti di finale.
Nei prossimi anni spero di ricordare eventi ancora più importanti.

Che tipo è Gianluca fuori dal campo da tennis?
Fuori dal campo da tennis sono un ragazzo tranquillo, che ha pochi amici ma buoni. Ogni tanto mi piace divertirmi, sono un ragazzo normalissimo come tutti gli altri.

A Tirrenia avrai sicuramente notato qualche giovanissima promessa italiana. C’è qualcuno che ti ha colpito particolarmente?
A Tirrenia ci sono tantissimi ragazzini under che giocano bene. Anche se non li conosco benissimo so che Federico Iannaccone, Mattia Frinzi e Samuele Ramazzotti sono molto forti e promettono davvero bene.

Quali obiettivi ti sei prefissato per il nuovo anno?
Quest’anno spero di giocare veramente bene; mi piacerebbe andare a giocare in Australia.

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