Francesco Vilardo: “Miro a trovare continuità nel mio gioco. Con Golarsa e Rota sto lavorando bene!”

Francesco Vilardo ha appena iniziato la sua stagione 2018 dopo aver svolto una preparazione mirata e tesa ad un preciso obiettivo: riuscire a mantenere un livello di gioco incisivo e continuo in tutto il corso dell’anno.
Il tennista calabrese si apre inoltre ai nostri microfoni svelandoci retroscena sulla sua vita privata.

Ciao Francesco, hai iniziato da poco la stagione 2018 dopo aver portato a termine un’intensa preparazione con il tuo staff, su quali aspetti hai lavorato maggiormente?
Nella preparazione appena conclusa ho apportato delle modifiche al servizio, che lo renderanno più incisivo ed ho cercato di migliorare la ricerca della palla durante lo scambio, così da poter rendere il mio gioco sempre più propositivo. Ho puntato il focus su una strategia in particolare: verticalizzare maggiormente il mio tennis così da aprire angoli in campo per poter entrare e chiudere con il vincente.

Ti alleni all’Aspria Harbour di Milano, seguito da Laura Golarsa e William Rota, puoi descriverci il rapporto con loro? Immagino che ormai ti sia calato appieno nella realtà del club meneghino!
Sono a Milano da tanti anni e devo dire che mi trovo molto bene. Il club ha davvero tutto quello di cui un tennista possa avere bisogno. Con Laura ho un rapporto speciale, le devo tantissimo!

Quali match ricordi con maggior piacere e porterai sempre nel tuo bagaglio?
Tra i tanti ricordi felici vorrei raccontarti di quando passai le qualificazioni in due Challenger in Uzbekistan dove giocai molto bene. Nel primo torneo a Karshi persi 7-6 al terzo contro il davisman kazako Dmitry Popko, mentre nel secondo a Samarkanda ho battuto Sam Barry nell’ultimo turno di quali.
Al primo turno ho affrontato Karen Khachanov perdendo 6-2 7-5 ma disputando un’ottima partita.

Quando giochi in Italia, quindi in casa, che sensazioni provi? Sei più motivato rispetto a quando giochi all’estero?
Si assolutamente! Io cerco di essere motivato in ogni torneo, però giocare in casa consente di avere una marcia in più! L’anno scorso ho passato un brutto periodo, non trovavo buone sensazioni in campo ed ho giocato in modo pessimo il finale di stagione.
L’unica nota positiva è che nonostante mi sia dovuto ritirare nel mio ultimo match, abbia sentito delle motivazioni che mi hanno consentito di poter lavorare bene a fine anno.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Quali sono le tue passioni oltre al tennis? Tifi per qualche squadra di calcio?
Di calcio non me ne parlare, mi piace come sport, ci so giocare, però non tifo una squadra di calcio. Tutto ciò è dovuto alla troppa importanza che viene data a questo sport, ad esempio, il giorno dopo la vittoria di Federer a Melbourne, ci si ritrova sulla Gazzetta solo e soltanto notizie calcistiche.
Ho un hobby molto particolare e fuori dal comune per i tennisti: ho il porto d’armi, infatti vado al poligono e sparare mi diverte molto.

Hai qualche aneddoto particolare da svelarci, qualcosa verificatosi nelle diverse parti del mondo che hai frequentato durante i tornei?
Sono un ragazzo che si adatta molto facilmente, cerco di assorbire gli aspetti positivi di ogni posto in cui mi trovo. Per farti un esempio, a fine stagione sono stato in Asia, un posto, come sai, in cui la cultura è completamente diversa dalla nostra, però mi sono adattato ed ho fatto con piacere il turista, non solo il tennista. Un altro posto affascinante in cui sono stato è il Vietnam, anche qui mi sono preso un giorno per andare in giro, ho visitato i tunnel costruiti durante la guerra ed è stato toccante ed emoionante!

Ti poni obiettivi di classifica o di risultati? Punti un giorno a disputare tornei ATP e qualificazioni Slam?
Si, le qualificazioni Slam sono un obiettivo, ma della classifica cerco di non curarmene a favore della buona prestazione e dei miglioramenti, poi sicuramente tutto ciò che arriverà sarà una conseguenza.

Per quanto riguarda la tua vita privata, penso tu sia molto legato alle tue radici calabresi. Sei partito da li e poi dove ti sei costruito a livello tennistico?
Si, sono calabrese, mi sono trasferito in tenera età per poi tornarci da grandicello. A livello tennistico mi sono formato sia in Calabria che in Puglia.
Ti racconto dei miei spostamenti dell’epoca: il mio primo anno l’ho giocato a Bari, in un circolo nuovo di zecca; successivamente sono tornato in Calabria e mi sono allenato prima con un maestro napoletano e dopo con un coach argentino presente al circolo.
Poi sono arrivato a Roma, dove mi sono stabilizzato con Fabrizio Falciani al circolo di Villa Aurelia. Ci allenavamo anche al Forum ed all’Empire, ci appoggiavamo insomma in diversi circoli. Ora come abbiamo già detto, mi sono trasferito a Milano. La scelta è stata azzeccata, visto che mi trovo molto bene.

Ti manca la Calabria?
La mia terra mi manca, i miei abitano lì. Ci torno durante le vacanze ed è bello starci, ci vado a Natale. In estate è già più complicato a causa dei tornei, però riesco ad andare prendendomi una settimana libera senza però mai smettere l’attività agonistica.

Parteciperai a qualche Open BNL per staccare il pass delle prequali di Roma? Ti piacerebbe giocarle, magari con il sogno di arrivare nel tabellone principale?
I tornei Open li gioco molto di rado, ne avrò giocati due in tre anni. Le prequalificazioni non mi entusiasmano, soprattutto a causa della superficie, però giocare nel tabellone principale sarebbe fantastico!

News riguardo i prossimi appuntamenti? A quali tornei parteciperai?
Domenica parto per Djerba dove giocherò due tornei da 15k sul duro tunisino.
Per quanto riguarda le settimane a venire la programmazione è ancora incerta, tutto dipenderà dagli impegni dei vari campionati a squadre dato che gioco in Italia con l’Aspria, in Svizzera al TC Lugano assieme ai miei amici Bega e Frigerio con Margaroli e Maiga, ed anche in Germania. Questo tipo di competizione contribuisce inoltre a finanziare una parte della stagione, dato che i prize money ITF non sono così elevati.

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