Federico Gaio: “Al Foro per riconfermare quanto di buono fatto a Quito ed Indian Wells”

Intervista esclusiva a Federico Gaio, reduce da un ottimo inizio di stagione, ora impegnato nelle Prequali al Foro Italico

Federico Gaio si racconta ai nostri microfoni, nella settimana in cui è impegnato nelle prequalificazioni dell’evento più atteso dell’anno: gli Internazionali BNL d’Italia. Nella giornata odierna Federico ha battuto in due set Giorgio Ricca, e al terzo turno sarà impegnato contro Daniele Capecchi,
Parentesi inoltre sull’ottimo inizio di stagione, che ha visto Federico vincere il suo primo match ATP a Quito e in seguito raggiungere il main draw nel Master 1000 di Indian Wells.

Ciao Federico, oggi nel tuo match d’esordio delle Prequalificazioni agli Internazionali BNL d’Italia hai avuto la meglio su Giorgio Ricca, giustiziere nella giornata di ieri di Vavassori, col punteggio di 6-2 7-5. Puoi raccontarci come hai vissuto l’incontro?
E’ stato un match a due facce. Nel primo set sono riuscito a tenere totalmente il pallino del gioco, e questo ha fatto la differenza. Nel secondo parziale il mio avversario è salito molto di livello e la partita è diventata di conseguenza più complicata, gli scambi sono diventati molto duri ma sono stato bravo a rimanere concentrato e a lottare su ogni singolo punto. Sono contento di aver portato la vittoria a casa.

Il tuo prossimo avversario sarà Daniele Capecchi, che ha espresso un ottimo tennis vincendo prima contro Sinicropi ed in seguito con Giacalone dimostrando grande solidità in queste due partite vinte al Foro. Come preparerai il match?
Contro Daniele Capecchi non sarà facile, viene da due ottime partite qui al Foro disputate con convinzione. E’ molto in fiducia, ieri con Sinicropi ha rimontato un break di svantaggio in ogni set, riuscendo a chiudere 2-0.
Oggi con Giacalone si è trovato sotto nel secondo parziale ma non ha mai mollato dirimendo la questione sempre in due parziali.
Il match con Capecchi sarà sicuramente una bella prova, cercherò di fare nel mio meglio per poter confermare le buone prestazioni che ho sciorinato a Roma negli ultimi anni.

Qual è il tuo rapporto con l’ambiente del Foro Italico, come ti trovi a giocare qui?
E’ sempre bello giocare qui al Foro, l’ambiente è fantastico. A Roma ho bei ricordi e le sensazioni sono buone. Ricordo il mio match sul Campo Centrale contro Leonardo Mayer nel 2015. Fu un’emozione unica.
Giocare col pubblico a favore è bellissimo e mi stimola molto, do sempre il 100%.

Nella prima parte di stagione hai deciso di optare per una campagna sui campi in cemento americani ed hai giocato le qualificazioni ad Indian Wells e Miami, raggiungendo il main draw nel primo. Sei soddisfatto del tuo rendimento?
Sicuramente sono molto contento! Sto mettendo pian piano dei tasselli al proprio posto, ma la strada è ancora lunga. Comunque sì, specialmente dal primo torneo esco con molta positività.
Avevo ottime sensazioni nel colpire la palla e stavo bene fisicamente. E poi spesso la testa è quella che fa la differenza! Cercavo di essere continuo e non avere fretta.
La cosa che più ricordo è che rispondevo davvero molto bene. Venivo anche da una settimana dove mi ero allenato con giocatori di altissimo livello ad Acapulco, sono certo mi abbia aiutato!

Al primo turno dell’ATP di Indian Wells hai affrontato Kevin Anderson, giocatore dotato di gran servizio ed ex top 10, cosa hai provato nel giocare contro un tennista di tale calibro? Come hai vissuto il match?
Be, sapevo il suo valore e mi aspettavo qualcosa di simile. Una volta entrato in campo mi sono però più impressionato dalla sua risposta che dal servizio. Il primo set ero un po’ teso, forse pensavo di avere “più tempo” al mio servizio, e sono andato un po’ al rallentatore. Poi nel secondo è andata meglio.
Sicuramente giocare partite di questo livello ti aiuta a maturare e a capire quali sono le cose da migliorare!

In generale come ti sei trovato sul cemento americano? È una superficie che si addice al tuo gioco?
Penso di poter giocare abbastanza bene su tutte le superfici. Forse quelle che preferisco meno sono le più veloci e magari indoor, quindi direi che non è il caso del cemento americano!

Il mese precedente avevi raggiunto i quarti di finale all’ATP 250 di Quito partendo dalle qualificazioni. Ti aspettavi di arrivare così in fondo?
Che emozione è stata vincere il tuo primo incontro in un main draw ATP?
Al torneo vai sempre con il massimo delle speranze e delle buone intenzioni, sicuramente non pensavo ai quarti di finale ma ad esprimere il mio gioco. L’altura mi piace quindi ero convinto della scelta di Quito. Splendido vincere a livello ATP. Mi auguro di rifarlo presto!

Nelle ultimi tornei il tuo gioco è andato sempre in crescendo. A cosa è dovuto ciò? Hai cambiato qualcosa nel tuo modo di allenarti? Come hai lavorato nella preparazione invernale? Su quale aspetto ti sei concentrato maggiormente?
Il cambiamento principale è alla radice! Mentalmente sto lavorando di più, e girando da solo sto cercando di maturare. Molto semplice quanto complicato!

Dopo la parentesi negli States hai ritoccato il tuo best ranking, salendo addirittura alla 146esima posizione mondiale. Ora ti trovi al 161esimo posto. La top 100 non è così lontana… è questo il tuo obiettivo principale per questa stagione?
Il mio obiettivo principale per la stagione è consolidare il mio gioco e maturare. Cercare di capire e mettere in pratica le cose che ritengo siano giuste. Diventare top 100 ATP credo sia un obiettivo comune che tutti i tennisti portano con sé per poi cercare di migliorarsi ancora!

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