Fed Cup: le dichiarazioni di Binaghi, Barazzutti e delle azzurre

Foto Ray Giubilo

Giungono, da Lleida, le parole del team azzurro, amareggiato per la sconfitta subita dalla Spagna, arrivata con un roboante 4-0. In fila, le dichiarazione di Angelo Binaghi, presidente della FIT, Capitan Barazzutti, Roberta Vinci e Karin Knapp.

Binaghi: “La Spagna è la squadra più forte che abbiamo incontrato negli ultimi 10 anni. Abbiamo giocato in trasferta contro due top ten.
E’ un anno molto complicato perché abbiamo affrontato sempre in trasferta sia la Francia che la Spagna al completo e al massimo delle loro possibilità. Non so quante squadre sarebbero uscite indenni da due incontri del genere. In più, qui a Lleida, le nostre giocatrici, vedi la Errani, hanno avuto qualche problema fisico. E anche la Schiavone si è fatta male. Avremo tutto il tempo per riscattarci. Io non dimentico quanto queste ragazze hanno dato alla nazionale, rinunciando spesso ad interessi personali, mettendo l’Italia davanti a tutto, con spirito di sacrificio, e dimostrando di essere grandi donne con saldi valori etici, oltre che campionesse. Come ha fatto, ad esempio, la Vinci, venendo qui a Lleida. Queste ragazze vanno solo ringraziate per quanto hanno fatto, in dieci anni hanno vinto quattro Fed Cup, oltre ai tanti trionfi a livello individuale. E in futuro abbiamo sempre la Errani e la Knapp, con magari Roberta Vinci o Francesca Schiavone in doppio. Io una squadra così me la tengo tutta la vita.
Pretendere di poter programmare il ricambio immediato di una generazione di giocatrici così forti, capaci di battere super potenze mondiali come gli Stati Uniti, sarebbe una presunzione folle. Vale per il tennis come per ogni altra disciplina”.

Barazzutti: “Abbiamo perso contro la squadra più forte che abbiamo incontrato in questi ultimi dieci anni. Del resto lo avevo sottolineato alla vigilia che era un play off ma valeva una semifinale o una finale di Fed Cup per la qualità in campo. Avevamo di fronte la numero 4 e la numero 11 della classifica mondiale e per di più abbiamo perso Sara Errani per infortunio. C’è amarezza, è naturale, ma ripartiremo con le giocatrici che ci daranno la loro disponibilità e affronteremo match dopo match.
Ci sono giocatrici come la Pennetta, che era comunque qui con noi per sostenere le compagne di squadra, che si sono ritirate. E altre che magari lo faranno a fine stagione. Ci dovrà essere un ricambio, un avvicendamento, senza dimenticare che queste ragazze hanno scritto pagine di storia del tennis azzurro e restano un patrimonio dell’intero sport italiano. Vanno solo ringraziate per quanto hanno fatto e vinto in tutti questi anni. E comunque giocatrici come Sara Errani e Karin Knapp non sono certo anziane. Il cicli nella vita si aprono e si chiudono, è fisiologico. Ciò che conta è continuare a lavorare bene per ottenere il massimo. E poi le nuove sfide sono sempre molto motivanti”.

Vinci: “E’ stato un fine settimana non tanto positivo, dal punto di vista personale non ho giocato al mio livello. Per me erano i primi due match sulla terra rossa contro due avversarie fortissime come la Suarez Navarro e la Muguruza. Abbiamo trovato sulla nostra strada una Spagna al top, potevamo essere più fortunate nel sorteggio. Non sono stata sufficientemente solida, male di diritto e al servizio. Nelle passate settimane ho avuto un problema al piede destro e non ho potuto allenarmi come avrei voluto. Ecco, c’è il rimpianto di non essere stata al top. Probabilmente questo ha inciso e poi qui abbiamo anche perso Sara, che si è fatta male.
E’ un peccato, siamo retrocesse dopo tante stagioni in cui abbiamo vinto tutto. Ma nello sport succede, nessuno è eterno.
Ho giocato tanti anni in Fed Cup, nella trasferta di Marsiglia contro la Francia ho chiesto a Capitan Barazzutti di non essere convocata perché c’era in ballo l’ingresso tra le prime dieci e dovevo concentrarmi sui tornei. Sia Corrado che la Federazione mi sono venuti incontro. Ma ora si trattava di uno spareggio ed era giusto mettere l’Italia davanti a tutto. La mia è stata una scelta di cuore, ho sempre amato la nazionale così come le mie compagne. Negli anni abbiamo costruito un gruppo magnifico in campo e fuori. Qui con noi c’era anche Flavia.
Non ho detto che dopo le Olimpiadi di Rio mi ritiro, ho solo sottolineato che non sono più una ragazzina, ho una certa età e non giocherò ancora tanto. Bisogna saper dire basta al momento giusto, ma non mi sono posta delle scadenze”.
Infine sul futuro della squadra: “Anche il nostro gruppo è partito dal basso. Certi non sarà facile ritrovare subito tante giocatrici forti e contemporaneamente”.

Knapp: “Sono stata fortunata in questi anni a poter crescere vicina a queste grandi campionesse dalle quali ho potuto imparare tanto, sono state un esempio in campo e fuori, io sarò sempre a disposizione della nazionale in Fed Cup”.

Giacomo De Minicis

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