Fabiano De Paula: “Obiettivo Top-100 in doppio. Bellucci? Un esempio per tutti i brasiliani”

Lungo scambio di battute con il tennista brasiliano Fabiano De Paula, classe 1988.

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Fabiano De Paula, giocatore brasiliano di 27 anni, si è concesso ad una lunga chiacchierata ai microfoni di TennisPress.
Il sudamericano, con un passato da n.208 ATP, ha chiuso una travagliata stagione al 722° posto.
A fine 2015 si è sottoposto ad un intervento chirurgico alla spalla destra e, nell’aprile di quest’anno, quando tutto era pronto per il suo rientro nel circuito Challenger, è successo il dramma: il padre di Fabiano è scomparso, portando dolore allo stesso giocatore e all’intera famiglia.
De Paula ha poi ripreso a tempo pieno l’attività agonistica nel mese di maggio, giocando alcuni tornei Futures in Turchia. In stagione ha conquistato un titolo di doppio, al Challenger di Guayaquil, con Ariel Behar.

Ciao Fabiano, grazie per la disponibilità. Prima di tutto, analizziamo la tua stagione. Hai chiuso il 2016 al 722° posto della classifica ATP, posizione molto al di sotto delle tue potenzialità, infatti, a febbraio 2015, sei andato ad un passo dalla Top-200, fermandoti al n.208.
Ciao ragazzi, grazie a voi!
Lo scorso anno ho subito un intervento chirurgico alla spalla destra e sono stato fuori dal circuito per diversi mesi. L’ultimo torneo del 2015 è stato il Challenger di Milano in giugno, poi sono rientrato nel febbraio di quest’anno a Rio de Janeiro, ATP 500, con una wild card in doppio con Orlando Luz.
Ad aprile, prima di tornare a pieno ritmo nel circuito Challenger, è successo un vero dramma: è morto mio padre ed è iniziato un periodo davvero buio per me e la mia famiglia.
La mia attività agonistica è ripresa, a tutti gli effetti, a maggio, ma la forma non era la migliore. Il dolore alla spalla non era sparito e ho dovuto lottare con 6 kg di peso in eccesso. Sono comunque molto contento per ciò che sono riuscito a fare in questi anni.

Quest’anno hai raggiunto, in doppio, la semifinale a Lima (con Guilherme Clezar) e hai vinto a Guayaquil, in coppia con Ariel Behar.
Cosa ci puoi dire dei tanti partners con cui hai condiviso i vari tornei del 2016?
In doppio è sicuramente più facile giocare insieme ad un giocatore che già si conosce, ma la cosa principale è che anche lui giochi con l’obiettivo di vincere il torneo.
Clezar e Behar sono due bravissimi tennisti e con loro mi trovo molto bene anche fuori dai campi da gioco: questo fattore ci dà ovviamente una buona mano quando giochiamo in coppia.

In carriera hai vinto quattro titoli di doppio: quanto è difficile riuscire a trionfare in tornei dove il livello dei giocatori è molto equilibrato?
Vincere tornei di doppio è complicato perchè il livello è alto e ci sono tante coppie che giocano un buon tennis. L’importante è impegnarsi per tutta la partita: nel doppio, come nel singolo, non bisogna mai mollare per evitare di venire rimontati dagli avversari.

In Sudamerica sono tanti i tornei Challenger. Qual è, a tuo modo di vedere, l’evento meglio organizzato?
Prediligo i tornei che offrono l’ospitalità ai giocatori nel tabellone principale, perchè ci aiutano a diminuire i costi delle trasferte e ci permettono, magari, di stare in giro una settimana in più del previsto, grazie alle spese minori.

Passiamo a parlare del tennis brasiliano: tre Top-100, Thomaz Bellucci, Thiago Monteiro e Rogerio Dutra Silva, e un Top-200, Joao Souza, oltre a tanti giovani giocatori che si stanno mettendo in mostra nei tornei Futures.
Ci sono tanti tennisti brasiliani di buon livello ma sappiamo che, ai giorni nostri, è ‘obbligatorio’ essere a posto economicamente per viaggiare e fare tornei. E’ questo che penalizza, purtroppo, diversi ragazzi del mio Paese.
I tre top-100 citati da te in precedenza rappresentano il Brasile in tutto il mondo e sono sicuro che faranno molto bene anche in futuro.
Il riferimento di tutti noi brasiliani è sicuramente Thomaz Bellucci: cerchiamo tutti di seguirlo ‘a specchio’, ma sappiamo quanto sia difficile riuscire a fare una carriera simile alla sua.

La tua stagione è finita?
Sì, il mio 2016 può ritenersi terminato. A breve inizierò la preparazione in vista del prossimo anno.

Proprio riguardo al prossimo anno, quali saranno i tuoi obiettivi principali?
Cercherò di ritornare a competere ad alti livelli in singolare; per il doppio ho come obiettivo l’ingresso tra i primi cento del mondo.
Spero di divertirmi in ogni mia partita, praticando lo sport che amo: ringrazio Dio per il dono che mi ha dato.

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