Deborah Chiesa: “Obiettivo? Mantere un livello di tennis costante e giocare più WTA possibili!”

A tu per tu con Deborah Chiesa, eroina del tie tra Italia e Spagna di Chieti. La tennista azzurra racconta quanto sia importante il nuovo rapporto intrapreso coi fratelli Piccari svelandoci quanto sia vogliosa di assestarsi costantemente a livello WTA.

Reggio Calabria, Novembre 2009, finale di Fed Cup Italia-Stati Uniti. Secondo titolo per i colori azzurri. Hai 13 anni e sei a bordocampo in veste di raccattapalle.
9 anni dopo a Chieti, nel Febbraio 2018 ti ritrovi protagonista questa volta in campo, regalandoci il punto decisivo contro la Spagna. Te lo saresti mai aspettata?
Sicuramente fare la raccattapalle in un evento del genere è stato molto emozionante, ma trovarsi a giocare in campo è ancora meglio! Non me lo sarei mai aspettato di essere buttata nella mischia in una situazione così particolare! Era il mio sogno poter rappresentare la nazionale e magari entrare in campo e poter giocare una partita, quindi è stata un’ esperienza incredibile!

Con la vittoria al cardiopalma su Laura Arruabarrena ti sei fatta conoscere ancor di più dagli appassionati di tutta Italia. Due parole sul match, ma soprattutto sulla scelta fatta da Tathiana Garbin nello schierarti in campo. Ne avevate discusso a margine della prima giornata oppure è stata una scelta dell’ultimo momento?
Tathiana mi aveva detto di tenermi pronta eventualmente per la domenica, ma mai avrei pensato di entrare effettivamente in campo. Me lo ha comunicato ufficialmente sabato sera a cena.

Torniamo ancora indietro, di un anno. Maggio 2017, siamo a Roma, nella cornice unica del Foro Italico.
Vinci il torneo di Prequalificazione sia in singolo che in doppio e ti regali il main draw del WTA Premier. Ora che siamo a ridosso del torneo di casa per eccellenza, cosa ricordi e con quali stimoli ti prepari ad affrontare l’edizione 2018?
L’anno scorso ho vissuto un’esperienza incredibile ed è stata un’emozione unica. Però io sono un a ragazza che non pensa molto al passato, preferisco focalizzarmi e pensare a questa edizione, con tanta carica e voglia di rivivere le stesse emozioni.

Da Maggio in poi sei stata inarrestabile, 3 vittorie nei tornei da 25.000, una finale in un 60.000 tedesco e diversi altri ottimi piazzamenti. Puoi descriverci l’emozione della prima vittoria in un torneo di singolo?
A Torino non ci potevo credere, anche perché ero stata sorteggiata al primo turno contro Georgia Brescia, testa di serie numero 2 del torneo, contro la quale non avevo mai vinto. Però dopo quel match durissimo, nei successivi ho acquisito sempre più consapevolezza del mio livello ed ho iniziato a credere di poter portare a casa la competizione.

Hai chiuso il tuo 2017 in maniera brillante con la vittoria a Zawada in Polonia assicurandoti così la partecipazione nelle quali a Melbourne. Che atmosfera hai respirato nel primo slam della tua carriera? Stai muovendo i tuoi primi passi nel circuito maggiore ed hai partecipato ai WTA di Auckland e San Pietroburgo ben figurando nelle qualificazioni. Come hai vissuto il passaggio da ITF a WTA? Si avverte il peso di giocare ad un livello maggiore?
Giocare il mio primo Slam è stata un’esperienza pazzesca, mi ha insegnato tanto e mi ha aperto le porte sul mondo dei Pro, dove spero di assestare la mia classifica ed il mio livello di gioco.
Ovviamente nei primi tornei WTA non mi sono sentita a mio agio perché era un ambiente tutto nuovo, non conoscevo le giocatrici e pensavo di non avere il tennis per affrontarle. Scendendo in campo però mi sono resa conto che alla fine non sono così distante e sono riuscita a sciorinare ottime prestazioni nelle qualificazioni pur conscia che ci sia ancora tanto lavoro da fare e tanti aspetti da migliorare.

Nel 2017 come detto in precedenza è arrivato il primo titolo in singolare, per quanto riguarda il doppio invece il tuo palmares conta 11 vittorie. E’ innegabile che sia una specialità che ti mette a tuo agio. Quanto ti aiutano determinate situazioni di gioco nel doppio quando poi in campo sei da sola?
Devo ammettere che nell’ultimo anno ho trascurato un po’ il doppio, dove come hai detto tu facevo buoni risultati, per concentrarmi sul singolo. Il doppio aiuta tanto a velocizzarsi nel servizio e nella risposta, quindi nei primi colpi dello scambio.

E’ innegabile che il tuo arrivo ad Anzio e la partnership stretta con Alessandro e Francesco Piccari abbiano apportato notevoli miglioramenti sotto ogni sfaccettatura, partendo dal gioco sino al lato mentale e fisico. Sei d’accordo col nostro punto di vista? Su cosa avete lavorato in particolare, puoi svelarci qualche segreto?
Con i fratelli Piccari mi sono trovata subito benissimo. C’è un grande feeling e ho piena fiducia in loro. Sono dei professionisti e ne hanno allenato tanti altri, quindi conoscono perfettamente la strada per arrivare in alto. Abbiamo lavorato tanto sul mio dritto, sugli appoggi, sul non perdere campo e siamo sempre in continuo sviluppo.

Per quanto riguarda invece la programmazione futura hai già stilato un calendario di possibili tornei?
Come avete notato, ho giocato un 25mila in Sardegna, però solamente perchè ho giocato pochi match in questi mesi, non è assolutamente questo il livello a cui vorrò sottopormi quest’anno. Infatti questa settimana giocherò le qualificazioni al WTA di Lugano e nel resto del mese cercherò di giocare le qualificazioni in altri tornei della stessa categoria.

Un sentito in bocca al lupo a Deborah, che possa continuare a farci gioire per le sue vittorie coi colori azzurri e possa levarsi ogni soddisfazione nella sua carriera.

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