Davide Errani: “Con Sara ho davvero un rapporto speciale! Il nostro segreto? La semplicità”

A tu per tu con Davide Errani: un ragazzo che, seguendo fedelmente l’esempio della sorella, fa della semplicità e dell’umiltà le basi su cui costruire il proprio successo in ambito lavorativo ma, soprattutto, nella vita di tutti i giorni

DT: Caro Davide, buongiorno! Grazie per la disponibilità e un caro saluto da tutti i lettori di TennisPress
DE: Ciao a tutti!

Davide Errani ed il tennis: un rapporto non solo lavorativo…

DT: Descrivici brevemente la tua professione: di cosa ti occupi prevalentemente? Quali ruoli e responsabilità include il tuo incarico?
DE: Mi occupo principalmente dell’organizzazione della vita di un atleta fuori dal campo: gestisco i contratti con i vari sponsor, i rapporti con i media e con i fans e organizzo i vari viaggi nel corso della stagione; per Sara, curo anche la parte amministrativa e la gestione patrimoniale: è un lavoro impegnativo ma che mi gratifica molto perché mi permette di essere immerso di continuo nel mondo dello sport e di viaggiare per molte settimane l’anno, tutte cose che ho sempre sognato fin da bambino. Essere in contatto con sportivi di altissimo livello, nel tennis ma anche in altri sport, ti fa crescere ed imparare davvero molte cose.

DT: Come ti sei formato? Che percorso accademico hai seguito? Hai frequentato alcuni corsi particolari, magari anche all’estero?
DE: Mi sono laureato in economia all’Università di Bologna e poi ho seguito un mini-corso di specializzazione sul marketing nello sport.
Nel mio lavoro però studiare non è tutto e gran parte della formazione dipende dalle esperienze che ogni persona riesce a vivere nel corso della propria carriera: per una crescita vera e costanate, è fondamentale soprattutto imparare dagli errori che inevitabilmente si commettono quando si inizia.

DT: Segui altri atleti, oltre a Sara? Sei attivo solo nel tennis oppure lavori anche in ambiti sportivi diversi? Hai altri progetti in futuro?
DE: Oltre a Sara, ho seguito molte altre tenniste di primissimo piano (da Roberta Vinci a Karin Knapp, ndr) e ho collaborato anche con ragazzi e ragazze molto più giovani che stanno via via emergendo nel nostro sport. Recentemente, ho lavorato anche con Serena WIlliams e con il suo staff, garantendo cosi la sua presenza al programma televisivo Che tempo che fa (andato in onda domenica scorsa su Rai 3, ndr).
In futuro mi piacerebbe lavorare anche fuori dal mondo dello sport, ma per il momento non ho intenzione e di imboccare una strada diversa da quella che sto percorrendo.

DT: Sei stato spesso dietro le quinte dei grandi successi ottenuti da Sara. A volte, ti capita, invece, di scendere in campo per giocare un incontro di tennis? Quali atri sport pratichi con successo?
DE: Ho giocato per tanti anni a calcio, dove ho raggiunto risultati di buon livello, riuscendo ad arrivare anche in serie C; da qualche mese ho però deciso di riprendere la racchetta in mano: da piccolo ci avevo provato ma, all’età di 12 anni avevo scelto di smettere. Il tennis è davvero uno sport bellissimo e mi diverto molto a praticarlo: certo, il mio livello non è altissimo ma ho qualcuno in famiglia che può sicuramente darmi qualche dritta (ride, ndr).

Davide e Sara: un rapporto viscerale dentro e fuori dal campo

DT: Descrivici il tuo rapporto con Sara: in particolare, pensi che sia cambiato da quando è diventata una tennista di primissima fascia? Avete degli interessi o delle passioni che vi accomunano anche fuori dal campo?
DE: Io e Sara abbiamo un rapporto splendido, ci vogliamo tanto bene; mi ritengo una persona molto fortunata perché ho la possibilità di lavorare insieme ad un’atleta ma, soprattutto, insieme ad una persona davvero speciale.
È un grande esempio per me: anche dopo essere arrivata nell’elite del tennis mondiale, è rimasta sempre la stessa, dimostrando di essere una ragazza semplice e genuina.
Anche la mia stima nei suoi confronti non è mai cambiata: l’ho sostenuta anche quando era 300 del mondo e quando nessuno credeva in lei: il percorso che ha fatto insieme a Pablo (Lozano, suo storico coach, ndr) è stato davvero incredibile perché le ha permesso di raggiungere risultati che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare.
Quando siamo in giro per il mondo andiamo spesso a fare shopping insieme nel tempo libero. A volte ci capita anche di guardare partite di pallacanestro, di cui siamo entrambi appassionati.

DT: Hai seguito tua sorella anche in America, in particolare a New York dove è stata eliminata al primo turno da Shelby Rogers. Cosa pensi le sia mancato?
A fine match, Sara ha dichiarato: “È brutto avere delle belle sensazioni in campo e poi perdere”. Come spieghi questo fatto?

DE: Per quanto riguarda il match di Flushing Meadows, Sara ha giocato abbastanza bene ma la Rogers ha addirittura fatto meglio, riuscendo a tirare molto forte e a sbagliare pochissimo. Certo, mia sorella non ha avuto un’annata semplice in questo 2016 ma non siamo preoccupati più di tanto; è una cosa abbastanza naturale dopo tutto.
Nnelle ultime stagioni, Sara ha compiuto imprese che rimarranno per sempre nella storia del tennis italiano, per cui direi che un periodo di difficoltà ci può stare; anzi penso che le servirà  a darle ancora più forza e motivazione in futuro.

Nel tennis ogni giorno le sensazioni cambiano e bisogna quindi essere bravi a convivere anche con le sconfitte, imparando ad accettarle con serenità e a lavorare per migliorarsi e crescere. Trovo comunque positivo che Sara, in una delle sue annate più difficili abbia vinto il titolo in singolare più importante della sua carriera ( WTA Premier di Dubai, ndr).

Capitolo ‘Cichi’

DT: A Montreal, ma soprattutto alle Olimpiadi di Rio, abbiamo assistito al ritorno delle Cichi, il duo azzurro più forte di sempre.
Malgrado un’assenza dalle competizioni di oltre 18 mesi, Sara e Roberta hanno giocato un buon torneo, sfiorando la zona medaglie. Cosa hai provato nel vederle nuovamente insieme dopo cosi tanto tempo? Questa “riconciliazione” è legata esclusivamente al torneo olimpico o in futuro potremmo ancora sperare di vederle formare  coppia fissa nel circuito?

DE: Peccato per la medaglia, ma credo che la cosa importante sia averci provato fino in fondo, con il massimo impegno e con tanta determinazione. Purtroppo la partita contro Safarova/Strycova è girata male e non sono più riuscite a rimetterla a posto. Al momento, non so ancora se decideranno di giocare di nuovo insieme, penso che valuteranno il da farsi solamente a fine stagione.

DT: Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato. Un saluto anche a Sara e in bocca al lupo per i vostri appuntamenti futuri. A presto!
DE: Grazie a voi! Ciao!

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