Daniele Capecchi: “Sto trovando una buona continuità di risultati. Che esperienze al Challenger di Milano e al Future di Frascati!”

Abbiamo ripercorso insieme a Daniele Capecchi, tennista fiorentino classe 1995, le tappe principali di questa sua stagione, segnata da importanti acuti, come la finale al Future di Frascati e il buon torneo disputato al Challenger di Milano.
Daniele ha poi descritto gli aspetti principali del suo gioco e infine si è soffermato sugli obiettivi futuri e sulla sua vita al di fuori dei campi da tennis

Quello con Daniele è stato un colloquio aperto e profondo, che costituisce il ritratto di un ragazzo umile, solare e sensibile, con una personalità da atleta vero, pronto a lottare con sarificio e determinazione per realizzare i propri sogni.

DT: Ciao Daniele! Un saluto da tutti i lettori di TennisPress e grazie per la tua disponibilità.
DC: Ciao a tutti!

DT: Bene Daniele, stai vivendo un periodo abbastanza positivo: oggi sei numero 735 ATP ma proprio qualche settimana fa, in virtù dei tuoi recenti risultati, hai raggiunto il best ranking alla posizione numero 664 della classifica mondiale. Cominciamo proprio a fare un bilancio di questa prima parte di stagione: cosa pensi abbia funzionato di più e sotto quali aspetti hai invece faticato maggiormente?
DC: I problemi che ho avuto non erano relativi al mio gioco, ma a faccende extratennistiche: mi è successo veramente di tutto e purtroppo non ho potuto avere grande continuità di risultati. Nelle settimane in cui ho giocato, però, mi sono sentito quasi sempre bene: ho dato il massimo nei tornei che ho disputato e sono riuscito a ottenere dei buoni risultati.

DT: Uno degli appuntamenti più importanti che hai disputato quest anno è stato senza dubbio il Challenger di Milano, dove hai ricevuto una wildcard per le qualificazioni: dopo aver sconfitto nettamente l’austriaco Linzer, top 200 e prima testa di serie del tabellone cadetto, e l’azzurro Ornago, ti sei arreso al turno decisivo a Lorenzo Sonego, in un match, dove, malgrado tu abbia perso per 6-4 6-2, hai dato filo da torcere al tuo avversario. Analizziamo proprio le tue partite contro Linzer e Sonego: che sensazioni hai provato a battere un giocatore così forte come l’austriaco? Cosa ti è mancato invece per sconfiggere Lorenzo?
DC: Ho provato delle sensazioni bellissime, incredibili. Linzer è il più forte tennista che abbia mai battuto. È stata una vittoria che mi ha dato morale perché ho per la prima volta capito che se entro in campo consapevole dei miei mezzi e delle mie capacità posso davvero fare partita pari con quasi tutti i miei avversari.  Anche nel corso della partita con Sonego, ho giocato bene e mi sono divertito; lui mentalmente è fortissimo: quella è stata l’arma a suo favore in quel frangente.
Non sono riuscito a sfruttare un vantaggio di 4-2 nel primo set; forse se avessi chiuso il parziale, il match sarebbe andato diversamente ma non ho nulla da rimproverarmi: è stata una bella esperienza, ho imparato davvero tante cose.

DT: Passando al circuito Future, la settimana migliore è stata quella che hai vissuto a Frascati, dove sei andato vicino alla conquista del tuo primo titolo future in singolo, dopo i due vinti in doppio nel 2014 e nel 2015. Raccontaci come è andata: cosa pensi ti sia mancato per aggiudicarti il torneo?
DC: È stata una settimana fantastica, ho vinto delle belle partite, in finale purtroppo mi sono arreso in tre set a Gianluca Di Nicola, mio caro amico, che saluto e a cui faccio i complimenti per il titolo: è stata una bella battaglia, alla fine ero molto stanco fisicamente, quindi è una sconfitta che ci può stare.

DT: La tua annata, che sta sempre più migliorando, è iniziata con una triste notizia: la scomparsa del tuo coach storico Giuseppe Malevolti, dopo la quale hai addirittura pensato di smettere di giocare a tennis. Che settimane hai vissuto e chi ti ha aiutato a rialzare la testa dopo uno shock del genere?
DC: È stato il periodo peggiore della mia vita. Ho vissuto dei momenti che non auguro a nessuno: momenti bui che non si possono neanche descrivere. Fortunatamente sono circondato da persone che mi hanno aiutato a combattere questa situazione che ha comunque lasciato una traccia indelebile nella mia vita. Adesso per fortuna sono riuscito a superare queste difficoltà e a concentrarmi solo sul mio tennis.

DT: Analizziamo tecnicamente il tuo modo di giocare: quale colpo senti più naturale e sciolto e con quale invece fatichi maggiormente? Su quale superficie preferisci giocare?
DC: Il colpo che sento essere più naturale è il rovescio. Questo inverno ho lavorato molto sul diritto, che ho migliorato molto. Penso di poter perfezionare ancora il servizio. Amo giocare su tutte le superfici, ma sulla terra mi muovo meglio.

DT: Parlaci un po’ della tua vita extratennistica: cosa ti piace fare? Hai altre passioni oltre al tennis?
DC: Amo stare a casa e uscire con i miei amici. Mi piace essere circondato da persone che mi vogliono bene. Amo leggere e guardare film: insomma il vero relax domestico!

DT: Quali obiettivi intendi raggiungere entro fine anno?
DC: L’ obiettivo che mi ero prefissato ad inzio anno, prima che accadesse quello che è accaduto, era entrare nei primi 500 del mondo. Penso sia un obiettivo ancora fattibile, purché continui a giocare con costanza.

DT: Daniele, grazie di cuore per il tempo che ci hai dedicato. Ti auguriamo tutto il meglio per il tuo futuro: siamo sicuri che raggiungerai presto tutti i tuoi obiettivi. Un abbraccio da tutti i lettori di TennisPress e a presto!
DC: Grazie a voi! Un caro saluto!

Davide Tarallo

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