Daniel Koellerer si sfoga con l’ATP: “Non squalificherebbero mai un Fab 4”

Daniel Koellerer torna a far parlare di sé con delle dichiarazioni pesantissime nei confronti dell’ATP. Il tedesco, ora 33enne, era stato bannato a vita dal tennis perché accusato di aver truccato 3 partite del circuito.  A suo dire squalificato in maniera ingiusta non essendoci delle prove reali per inchiodarlo.
Blick e Welt, Koellerer dice: “Le cause mi sono costate 180.000 dollari e non ho vinto. L’ATP mi ha distrutto la vita. La mia casa, mia moglie e il mio bambino Tutto è sparito e io ero depresso. Nel caso di doping sei squalificato a tempo determinato, per i match truccati ti squalificano a vita senza prove.”

Quando è stato chiesto all’ex numero 55 al mondo se fosse rimasto sorpreso della squalifica, lui ha così risposto: “Per certi versi sì, per altri no. Ciò che sciocca è che si dice che i primi 4 siano coinvolti. Io non ci credo, con i loro conti in banca non se ne accorgerebbero nemmeno se vendessero una partita. Ma l’ATP non bloccherebbe mai Djokovic, Federer, Nadal e Murray. Sarebbe un suicidio per l’ATP. I migliori vengono protetti e non vengono sacrificati. Io sono un pugno nell’occhio dell’ATP e mi hanno messo sulla graticola per mostrare agli altri cosa può accadere.”

Secondo Koellerer l’ATP sa chi trucca le partite“Al 100%. Ci sono giocatori che possono farlo più di altri. Alcuni vengono protetti; di altri l’ATP se ne sbarazza.”

Pure su Cilic, squalificato per doping nel 2013, non si è voluto risparmiare: “Io non voglio fare nomi, ma è chiaro che pure con lui le cose non siano state troppo chiare. E’ risultato positivo e l’anno successivo ha vinto gli US Open.”

Koellerer per tre volte è stato avvicinato per truccare partite: “Sono stato avvicinato da un intermediario. Una volta sono stato chiamato in una stanza d’albergo e un’altra me ne hanno parlato a cena. Per una partita contro Davydenko mi hanno offerto 50.000$, stessa cosa per una partita con Tipsarevic. Una volta addirittura 100.000$ per perdere un match contro Massu. Ho subito rifiutato e non ho nulla a che fare con questo. Stato abbastanza stupido sui campi da tennis; racchette distrutte, insulti agli arbitri. Ero indisciplinato ma non un truffatore.”

Il tedesco ha provato di tutto per ridurre quantomeno la squalifica: “Ho dichiarato i miei conti, i miei accordi, il prestito per la casa. Ho anche presentato una dichiarazione giurata di mia nonna perché mi aveva sostenuto a inizio carriera con 25.000 euro. Dovevo spiegare da dove arrivava quel denaro.”

Secondo lui c’è solo un modo per risolvere il problema scommesse: “Devono essere semplicemente soppresse, ma ovviamente non si può fare. Alcuni tornei sono sponsorizzati da agenzie di scommesse. Questo è qualcosa di sporco. Questa è una mafia, qualcosa di corrotto. Quando ho letto che lo sponsor principale degli Australian Open era una compagnia di scommesse ho pensato che fosse arrivato il peggio.
Nel novembre del 2009 ho avuto una richiesta di sponsorizzazione da parte di un provider di scommesse da Linz. Il mio ex manager ha richiesto all’ATP se c’era la possibilità di siglare l’accordo ma ce lo hanno proibito. Hanno detto che i giocatori non possono accettare denaro dagli scommettitori. Due mesi dopo giocavo a Zagabria. Sul maxischermo del Center Court appariva la pubblicità della stessa società di scommesse che mi aveva presentato l’offerta.”

Koellerer parla anche del suo futuro e delle sue speranze per un ritorno nel circuito: “Onestamente? Quello che è successo è uno schifo. Se potessi giocare di nuovo sarebbe bello perché potrei portare mia figlia ad assistere ad un torneo e sarebbe bellissimo. Me lo auguro più di ogni altra cosa. Se questo non accade non mi interessa, non mi frega ciò che accade in questo schifo di sport. Non lo sopporto più. Non voglio tornare nel tour, vorrei solo che la mia piccola mi veda giocare qualche volta e purtroppo non è ancora accaduto.” Koellerer ha infatti giocato il suo ultimo match ufficiale nel maggio del 2011.

Lorenzo Lantelme

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