Challenger Milano: le dichiarazioni di Federico Delbonis e Uladzimir Ignatik

Le parole di Federico Delbonis e Uladzmir Ignatik dopo le rispettive vittorie odierne al secondo turno del Challenger di Milano

Quarta giornata di tabellone principale al Challenger di Milano nuovamente funestata dal maltempo: a metà pomeriggio, infatti, un violento acquazzone si è abbattuto sui campi dell’Aspria Harbour Club di Milano, costringendo gli organizzatori ad un vero e proprio tour de force per fare terminare regolarmente il programma odierno.

Prima del nubifragio, però, Federico Delbonis era riuscito a conquistare un posto nei quarti di finale, dopo aver superato, in oltre due ore di gioco, l’ostico ceco Kolar, con il punteggio di 6-3, 5-7, 6-4.

Partita a due volti per l’argentino che, dopo un buon avvio, ha faticato non poco a chiudere la contesa, grazie anche allo spirito combattivo del ceco, bravo a lottare con coraggio e determinazione su ogni punto
“Non conoscevo il mio avversario anche se ho cercato in ogni modo di acquisire informazioni sul suo stile di gioco guardando video su internet. Lui è davvero molto talentuoso anche se, a dire il vero, oggi ero molto sottotono: non mi sono espresso al 100% e, per questo, sono ancora più contento del mio successo.”

Con l’argentino poi discutiamo delle condizioni meteorologiche complesse che si stanno riscontrando questa settimana qui a Milano e che potrebbero quindi condizionare il suo gioco
“Le condizioni, alla fine, sono uguali per tutti; dovrò essere bravo, fin dal prossimo incontro. a stare più calmo e ad affrontare con maggiore lucidità i momenti clou dell’incontro.”

Battuta conclusiva infine sulla sua esperienza in Coppa Davis 2016, dove ha regalato, grazie al successo nel singolare decisivo ai danni del croato Karlovic, un inaspettato trionfo al suo paese
“Senza dubbio, è stata un’esperienza magica, quasi indescrivibile. Fin da prima di scendere in campo, ero molto carico e sapevo bene che, se avessi giocato alla perfezione, avrei regalato alla mia nazione un trofeo cosi importante e prestigioso. L’augurio è che, con anche l’avvento di nuove leve, il movimento tennistico argentino cresca e si rafforzi sempre più.”

(Alexander Hassenstein/Getty Images Europe)

Il tennista albiceleste affronterà ai quarti il forte bielorusso Ignatik, bravo ad estromettere in un’ora e mezza di gioco l’azzurro Gianluca di Nicola con un periodico 6-4.

Il tennista italiano – apparso dispiaciuto per la sconfitta  mi ha dichiarato, in via confidenziale: “Purtroppo, avrei potuto fare meglio; l’ho persa io questa partita”) – ha comunque mostrato ottimi colpi da fondo (forse un po’ leggeri, ma su questo si può lavorare) e, soprattutto, un atteggiamento esemplare, non rinunciando mai alla lotta e onorando quindi al meglio la WC ricevuta dalla FIT: siamo quindi certi che, se la strada intrapresa continuerà ad essere percorsa, Gianluca si toglierà presto molte soddisfazioni.

Al contrario, Ignatik è sembrato molto più rilassato dopo la partita
“Avevo visto il mio avversario allenarsi nei giorni scorsi e devo dire sono rimasto molto stupito della sua performance. Gioca davvero bene e, soprattutto, non molla mai un colpo.”

Il bielorusso, quasi sempre in controllo della partita, ha avuto un solo passaggio a vuoto prima di chiudere la partita
“Avanti per 5-2, con ben due break di vantaggio ho perso un po’ di lucidità e il mio avversario ne ha approfittato. Fortunatamente ho rimesso le cose a posto nel decimo a game, tenendo il servizio a zero: sono quindi molto contento del traguardo centrato.”

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