Australian Open, uomini: Djokovic inarrestabile. Al tappeto anche Federer

(Scott Barbour/Getty Images AsiaPac)

Melbourne, Australian Open, “Rod Laver Arena”, ore 19,30 (9,30 orario italiano). I protagonisti sono loro, i soliti. Novak Djokovic e Roger Federer. Sfida numero 45, H2H in perfetta parità (22-22). Entrambi alla ricerca della sesta finale nel major australiano (5 i titoli del serbo, 4 quelli dello svizzero). Gli ingredienti per un gran match ci sono tutti; non resta che mettersi comodi sul divano (o sedersi in tribuna, per i più fortunati) ed assistere allo spettacolo che i due campioni riserveranno.

L’avvio del belgradese è di quelli tosti, ace e servizio tenuto a zero, tanto per far capire che aria tira quest’oggi. Palla a Roger. Dalle parti di Basilea, invece, lo “start” è decisamente di quelli più soft, per non dire altro; gli errori si sprecano e “Djoker” sale facile 2-0. Game al servizio di Djokovic quasi in fotocopia al precedente, e in pochi minuti siamo sul 3-0. King se ci sei, batti un colpo. Sembra svegliarsi, battuta tenuta a 0. Ma non è che un fuoco di paglia. Il serbo si porta sul 4-1 e si guadagna altre due palle break sul servizio dell’avversario, puntualmente trasformate, 5-1. Si arriva velocemente sul 40-15 e, così come si era aperto, il parziale si chiude con un servizio vincente. 6-1 in 22 minuti. Che scoppola.

A questo punto, ti aspetti la reazione, che sembrerebbe arrivare in apertura di secondo set quando, sul 30-40, Federer annulla per la prima volta una palla break e si lascia andare al canonico “Komm jetz!”. 1-0 Roger. Pubblico in visibilio. Ma al serbo rimbalza tutto addosso, in tutti i sensi. Servizio tenuto a 0 e subito 0-40 sul successivo game in battuta dello svizzero. Il risultato è presto detto, 3-1, con un altro turno tenuto in agilità poco dopo. Si potrebbe ora credere e chiedere a Djokovic di mollare un attimo l’osso, ma non è esattamente il suo pensiero. Altre due palle break, 4-1 e 5-1 successivamente. Segue un game in cui il tennista di Basilea annulla due set point, evitando il secondo 6-1. Ma poco cambia, 6-2 qualche minuto dopo, e ci si trova in appena 50 minuti sul 2-0.

Il match sembra sul viale del tramonto, sarebbe troppo chiedere ad un tennista di 34 anni, seppure probabilmente il più forte della storia, di rimontare due sets al tennista più forte, con distacco, del momento. Non se ti chiami Roger Federer. Sarà l’orgoglio, sarà tutta l’arena schierata dalla sua parte, sarà un leggero calo di concentrazione di Djokovic, ma il terzo parziale sembra diverso dai precedenti. Il “Re” sembra più vispo, più aggressivo, e quasi senza sussulti si arriva sul 2-2. Torna al servizio lo svizzero che, con classe infinita, annulla una palla break sul 30-40 e si porta 3-2, segnando probabilmente il “turning point” del set. Doppio fallo del serbo e due ottimi punti consegnano le prime due palle break a Roger, prontamente annullate. Ma eccone un’altra, nulla da fare. Sembrerebbe. Assistiamo poi a 3 palle game per Djoker, tutte splendidamente vanificate dalla classe del 7 volte campione di Wimbledon, che con una palla corta e due vincenti in risposta alla seconda di servizio si riporta in parità. Segue uno dei due punti più belli dell’intero match (e forse dell’intero Australiano Open), concluso da un recupero di dritto in spaccata di Federer, che con un passantino stretto beffa Djokovic, forse illusosi di aver già vinto il punto con la volèe. Quarta palla break, è quella buona. 4-2. Roger sembra finalmente in partita, ed il serbo sembra leggermente esserne uscito, 5-2. Il serbo non cede di schianto, anzi, dopo essersi portato sul 5-3, crea più di qualche grattacapo allo svizzero, a cui annulla 2 set point, per poi cedere al terzo. E’ 6-3. E’ 2-1.

Gli organizzatori decidono che è ora di chiudere del tutto il tetto, le nuvole si fanno troppo minacciose.

Dopo quasi 10 minuti incomincia il quarto parziale. La contesa sembra ora ad armi pari, nessuno domina, nessuno è dominato. Si arriva così sul 4-3 per il belgradese, servizio Federer. Due passanti di Djokovic e si va sullo 0-30. Scatto d’orgoglio di Roger che, dopo aver accorciato 15-30, vince il punto più bello della partita (e, come dicevo prima, forse, dell’intero Australian Open), grazie ad una fase difensiva eroica e ad un passante di rovescio lungolinea in corsa da antologia. “Ci sono ancora”, sembra dire il tennista di Basilea. Gli dei del tennis, però, non sono con lui e, nel punto successivo, la correzione del nastro rende imprendibile un passante di Novak. Palla break. Roger tenta la sortita a rete, ma un drittone di Djoker gli consegna il 5-3. Siamo all’epilogo. Djokovic sale subito 40-0 e un errore di Federer gli consegna la vittoria. Game, set, match. Novak Djokovic è in finale, con pieno merito. Riuscirà uno tra Milos Raonic e Andy Murray ad impedirgli di trionfare per la sesta volta nel major australiano!? Difficile, molto, per non dire impossibile.

Risultato:

[1] Djokovic b. [3] Federer 6-1 6-2 3-6 6-3

Giacomo De Minicis

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here