ATP Finals: il resoconto della terza e quarta giornata

(Source: Julian Finney/Getty Images Europe)

Il resoconto del terzo e quarto giorno delle ATP World Tour Finals con le analisi dei match disputati dagli otto maestri presenti a Londra

Giornata dopo giornata, di pari passo con l’importanza della posta in palio si avverte a vista d’occhio l’impennata del pathos e del livello di gioco mostrato dagli otto maestri sul palcoscenico londinese.
Il secondo round delle ATP Finals ha corso sul filo di un sottilissimo equilibrio mandando in scena entusiasmanti battaglie che hanno lasciato di fatto inalterate le distanze nella corsa a distanza per il vertice della classifica e contemporaneamente regalato i primi significativi verdetti.

Vittoria tirata di Djokovic su Raonic

La resurrezione tennistica di Novak Djokovic non poteva essere certificata semplicemente da un paio di vittorie pur convincenti, ma l’esito del confronto con Milos Raonic, in simili circostanze più insidioso di quanto non indicasse l’impietoso score dei precedenti, rappresenta di certo un gradino di crescita tutt’altro che trascurabile per l’ex numero uno.
Il tiratissimo successo ha contribuito a fornire infatti un molteplice responso, garantendo al serbo l’accesso anticipato alle semifinali e, per le modalità in cui è arrivato, suggellando la definitiva uscita dalla trincea in cui era piombato nelle scorse settimane.
Lucidità e sicurezza non sono ancora quelle appartenenti a RoboNole e il canadese, nutrendosi di tale consapevolezza e confermandosi qualcosa più di un outsider, è stato in grado di tenere viva la contesa, rendendo ulteriore merito alle virtù di Djokovic, di nuovo intangibile numero uno per una notte.

Murray col brivido su Nishikori

Costretto da esigenze di palinsesti televisivi ad un inconsueto impegno pomeridiano, Andy Murray ha voluto quindi rendersi protagonista a modo suo, associando il suo nome ad un altro curioso primato, diventando co-attore del più lungo match al meglio dei tre set nella storia delle Finals.
La collaborazione a realizzare una simile impresa non poteva che arrivare da Kei Nishikori che, già autore in stagione di diverse maratone con lo scozzese, ha costretto il giocatore di casa a moltiplicare le energie per oltre duecento minuti e a diversi giri sulle montagne russe per centrare la ventunesima vittoria di fila.
Numeri a parte, il gladiatorio Murray emerso dalla battaglia con l’infaticabile giapponese ha potuto così rimettere il naso davanti al dirimpettaio nella corsa al vertice, confermando la straordinaria condizione psico-fisica oltre che il killer instinct necessario per portare a casa un match sofferto e giocato spesso a rincorrere la palla dell’avversario.

Wawrinka “resuscita” con Cilic

Con un piede e mezzo in semifinale, per il britannico sarà decisiva l’ultima tornata in cui troverà dall’altra parte della rete nientemeno che Stan Wawrinka, non esattamente modello in tema di continuità ed affidabilità, ma come di consueto in grado di ritrovare fame e motivazioni appena si respira l’aria del grande evento.
Con le spalle al muro, l’elvetico è tornato per un paio d’ore a riproporre con piacevole frequenza la sua ben nota pesantezza di palla, uscendo trionfatore dall’incerta contesa con Marin Cilic, costretto alla fine a riporre anzitempo ogni velleità di qualificazione.
Ancora una volta è stato un duplice tie-break, indiscusso protagonista dei prime-time londinesi, a decidere le sorti di un confronto determinato da pochi decisivi punti, ma condotto psicologicamente da un Wawrinka apparso particolarmente determinato a non chiudere ingloriosamente un’annata che che lo ha visto ancora una volta sugli scudi.
Le accelerazioni dell’elvetico hanno riportato la memoria ai giorni delle grandi imprese firmate in passato, rimettendo in pista un potenziale pezzo da novanta, capace in queste condizioni, di fare la voce grossa contro un provato Murray e persino di inserirsi come terzo incomodo nella lotta tra i due pretendenti al trono.

Si ritira Monfils, scende in campo Goffin

Oltre al croato, relegato al ruolo di arbitro delle sorti del gruppo McEnroe nel residuo impegno contro Nishikori, il Master ha dovuto malinconicamente salutare – lui non solo metaforicamente – anche Gael Monfils.
Neanche il tempo per la O2 di affezionarsi all’istrionico francese che il colpo gobbo dell’altro debuttante Dominic Thiem ha sancito la prematura eliminazione del transalpino, costretto per giunta a rinunciare all’ultimo match a causa di perduranti problemi fisici.
Nel gruppo intitolato a Ivan Lendl, sarà dunque l’austriaco a contendere uno storico posto in semifinale a Raonic, che a sua volta sogna di terminare la stagione al terzo posto nel ranking, mentre il belga David Goffin, spettatore (molto ben) pagato nei primi giorni, avrà l’invidiabile chance di smettere i panni della riserva e appore un prestigioso timbro alla sua splendida stagione testando le rinvigorite ambizioni del ‘risorto’ Djokovic.

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Round Robin Singolare – Risultati 2a giornata
Gruppo John McEnroe
Stan Wawrinka (3) b. Marin Cilic (7) 7-6 7-6
Andy Murray (1) b. Kei Nishikori (5) 6-7 6-4 6-4

Gruppo Ivan Lendl
Novak Djokovic (2) b. Milos Raonic (4) 7-6 7-6
Dominic Thiem (8) b. Gael Monfils (6) 6-3 1-6 6-4

Round Robin Doppio – Risultati 2a giornata

Gruppo Fleming/McEnroe
Lopez/Lopez (4) b. Herbert/Mahut (1) 7-5 5-7 10-8
Kontinen/Peers (5) b. Klaasen/Ram (7) 6-3 6-4

Gruppo Edberg/Jarryd
Dodig/Melo (6) b. Huey/Mirnyi (8) 7-5 6-4
Murray/Soares (2) b. Bryan/Bryan (3) 6-3 6-4

Daniele Mazzarello

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