Bernard Tomic e Dominic Thiem: due stili a confronto

Siamo giunti, quasi, ai titoli di coda del torneo messicano: a contendersi il trofeo saranno Bernard Tomic e Dominic Thiem, due tennisti separati anagraficamente da soli 11 mesi, accomunati da doti tecniche fuori dall’ordinario, eppure totalmente diversi, sia dentro che fuori dal campo.

Il primo, che nella notte, un po’ a sorpresa, è riuscito a venire a capo, in rimonta, dell’enigma Dolgopolov, sicuramente più votato alla fase difensiva: è noto a tutti, infatti, come l’australiano sia bravissimo ad appoggiarsi ai colpi dell’avversario, mentre sia decisamente più carente quando è lui a dover sviluppare potenza e, quindi, vincenti, soprattutto col dritto.

Ancora più celebre, forse, la sua scarsa attitudine al lavoro, alla fatica, fisica e mentale, e più in generale alla cosiddetta “vita da atleta” (tanti gli “scandali” che l’hanno coinvolto, uno su tutti l’arresto subito in un hotel a Miami nel 2015 dove, nella sua suite, in cui è stato rinvenuto in stato di ebbrezza, aveva organizzato una festa a base di alcolici) che, senza dubbio, ne hanno frenato l’ascesa, parsa inesorabile quando nel 2011, a soli 18 anni, raggiungeva prima il terzo turno nello slam di casa (battendo tennisti del calibro di Jeremy Chardy e Feliciano Lopez) e poi i quarti di finale sull’erba dell’All England Club, battendo in serie Nikolaj Davydenko, Igor Andreev, Robin Soderling, Xavier Malisse e cedendo, solo al quarto set, a Novak Djokovic, in quell’anno in cui il serbo, oltre a Wimbledon, fece suoi anche gli Australian Open e Flushing Meadows, iniziando quella scalata che l’avrebbe portato poi stabilmente al numero 1 delle classifiche ATP.

Il secondo, che ha regolato molto agevolmente Sam Querrey con un duplice 6-2 in nemmeno un’ora di gioco, è l’esatto opposto del suo avversario: tennista d’attacco che, comunque, non disdegna, all’occorrenza, difendersi, grazie alla sua grande velocità di piedi, ma che preferisce avere in mano il pallino del gioco, disponendo di due colpi a rimbalzo di fantastica fattura che usa, a seconda della superficie e della situazione, in top-spin o piatti: il primo, il dritto, devastante, con il quale riesce a raggiungere picchi di velocità davvero incredibili, il secondo, il rovescio, un vero piacere per gli occhi, essendo uno dei pochi che ancora lo gioca ad una mano.

Oltre a ciò, caratteristica che differenzia l’austriaco dal tennista “aussie” è, indubbiamente, il grande spirito di sacrificio e dedizione al lavoro: celeberrimi, infatti, sono i durissimi allenamenti a cui è sottoposto dal suo allenatore Gunter Bresnik, personalità piuttosto estrosa, che rifugge computer e palestre, e che preferisce allevare i suoi atleti a suon di corse nelle foreste trasportando tronchi d’albero (“è ottimo per le spalle, per la capacità aerobica, per la parte superiore del corpo. Ogni cinque minuti ci scambiamo il tronco. Andiamo avanti così per due ore”, le parole del coach, che continua: “In tutto questo c’è uno scopo, non per me, per lui. Quando dice che i muscoli gli fanno male mi guarda. E vede un vecchio che fa le stesse cose e fischiettando tutto il tempo, per giunta”) nuotate nei fiumi ghiacciati e sessioni notturne di addominali. E ai lamenti del giovane discepolo, pronta la replica: “Se ci riesco io che ho 60 anni, tu che ne hai 20 devi farne almeno tre volte di più”.

Insomma, questa notte sul campo centrale dell’Abierto Mexicano ci sarà più di un Tomic vs Thiem, ma piuttosto un confronto tra due stili di vita totalmente opposti. Chi avrà la meglio? Non ci resta che sederci comodi e goderci lo spettacolo che, sicuramente, i due tennisti ci riserveranno.

Risultati 26 Febbraio:
[5] Tomic b. Dolgopolov 1-6 6-4 6-3
[4] Thiem b. Querrey 6-2 6-2

Order of play 27 Febbraio:
Campo Centrale – non prima delle 9.00 pm (04.00 italiane)
[5] Tomic vs [4] Thiem

Giacomo De Minicis

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