Angelique Kerber e la mancata leadership WTA: ci saranno altre occasioni?

(Joe Robbins/Getty Images North America

Angelique Kerber, sconfitta da Karolina Pliskova nella finale del WTA Premier di Cincinnati, ha visto sfumare la possibilità di diventare la nuova numero 1 del mondo.
Un’occasione sprecata? Può darsi. Ma la tedesca agli US Open può ancora tentare il colpaccio

La settimana scorsa, gli occhi del circuito WTA sono stati interamente rivolti alla mancata impresa di Angelique Kerber, che, dopo una stagione superlativa, coronata dal primo successo Slam della carriera ottenuto a Melbourne, è stata ad una sola vittoria dallo spodestare sua maestà Serena Williams dal trono del ranking WTA dopo quasi quattro anni di dominio assoluto.

La nativa di Brema, infatti, per scavalcare Serena avrebbe dovuto aggiudicarsi l’evento WTA Premier 5 di Cincinnati; impresa che sembrava alla sua portata, visto l’ottimo livello mostrato nelle ultime settimane.
Anche in Ohio, Angelique ha giocato molto bene, mostrando, almeno fino alla semifinale, grande grinta e determinazione: nell’ultimo atto però qualcosa è andato storto ed è stata letteralmente presa a pallate dalla temibile ceca Pliskova.

È dunque il momento di piangersi addosso per questa occasione sprecata? No, anzi Angelique potrebbe addirittura trovare un importante stimolo da questa parziale delusione.

Ricordiamo infatti che i punti che la separano dalla Williams sono appena 190 e non rappresentano assolutamente un gap incolmabile: la tedesca potrebbe addirittura tentare il colpaccio a New York, dove ha pochissimi punti da difendere (l’anno scorso uscì al terzo turno); una finale centrata agli US Open significherebbe leadership quasi sicura, anche se in queste circostanze è sempre meglio evitare di soffermarsi su ingegnosi calcoli ed è preferibile concentrarsi esclusivamente sulle proprie prestazioni.

In primis, la Kerber dovrà essere brava a smaltire la cocente delusione patita a Cincinnati, trasformandola, come già detto in precedenza, in energia positiva, che la possa aiutare ad affrontare con spirito sereno e determinato questa situazione.

In secondo luogo, dovrà stabilire, insieme al proprio team, un vero e proprio piano di “sopravvivenza”, valido dentro e fuori dal campo per evitare di cedere sotto il peso della pressione originata dalle tante aspettative che appassionati e tifosi ripongono in lei.

Sarà fondamentale quindi pensare esclusivamente al proprio gioco, continuando a lavorare duramente e concentrandosi solamente su ogni singolo match, senza considerare in maniera determinante i risultati altrui; tra un incontro e l’altro, la tedesca dovrà inoltre staccare un po’ la spina dal tennis, dedicandosi ad attività che le possano restituire quella serenità e tranquillità necessarie per superare gli inevitabili momenti di difficoltà in campo.

Con questa base solida, appare improbabile un risultato diverso dal tanto agognato sorpasso ma spesso e volentieri il campo si diverte a smentirci, quindi è ancora molto presto per trarre conclusioni definitive, anche perché, Angelique, dietro di se, ha forti rivali (Muguruza e Radwanska in primis) che, con un super exploit a New York, potrebbero davvero eguagliare, se non superare, il risultato da lei raggiunto.

Su chi puntare allora? Difficile a dirsi, ma una cosa è certa: saranno degli US Open di fuoco!

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