Andy Murray fa tris a Shanghai. Dominato Bautista-Agut e si avvicina a Djokovic

(Lintao Zhang/Getty Images AsiaPac)

Andy Murray inanella un bel filotto e, dopo aver portato a casa l’ATP 500 di Pechino, solleva il titolo del Masters 1000 di Shanghai per la terza volta in carriera

E’ finita come a Pechino una settimana fa, con Andy Murray che alza il trofeo celebrando la sua terza vittoria a Shanghai, la tredicesima nei Masters 1000, completando così il suo en plein cinese e confermandosi il giocatore più forte ed in forma del momento

Estendendo la valutazione infatti, i numeri dicono che lo scozzese ha centrato oggi il sesto titolo stagionale, avviando da giugno un dominio scalfito solo da Cilic a Cincinnati e Nishikori a New York (oltre che da Del Potro in Coppa Davis), durante il quale ha trionfato in quattro occasioni (tra cui uno Slam vinto a Wimbledon ed un’oro olimpico a Rio 2016) totalizzando un record di 32 vittorie a fronte di 3 sole sconfitte.

Con il risultato di arrivare addirittura ad insidiare la prima posizione del ranking, largamente detenuta da Djokovic, come nessuno era riuscito a fare negli ultimi tre anni, mettendo nel mirino il serbo per un possibile clamoroso sorpasso entro la fine della stagione.

Nella finale Murray ha espresso, come in quasi tutta la stagione, un tennis di un livello altissimo, decisamente irraggiungibile per un Bautista-Agut che, pur encomiabile per sagacia, nulla ha potuto se non provare a rendere meno agevole la strada dello scozzese verso uno scontato successo.

Lo spagnolo, silenzioso protagonista di un torneo nel quale aveva raggiunto a sorpresa la sua prima finale in un Masters 1000, per di più senza perdere alcun set, ha messo in campo le consuete armi di indomito combattente, riuscendo per alcuni tratti a fare anche match pari ma finendo inevitabilmente per uscire sovrastato alla distanza.
Nel primo set infatti il match è scivolato via quasi punto a punto fino al tie-break dominato da Murray, dopo che un attimo di follia aveva impedito allo scozzese di fallire tre set point e chiudere con anticipo sul 5-4.
Archiviato il primo parziale,  il numero due mondiale ha poi facilmente preso il largo contro un avversario stremato e stordito, attuando un’altra impressionante dimostrazione di tennis a tutto campo, in cui alla consueta solidità difensiva ha saputo abbinare la capacità di prendere l’iniziativa e realizzare vincenti a ripetizione.

Le reciproche congratulazioni di fine match hanno fotografato perfettamente i momenti, pur diversi, egualmente straordinari dei due giocatori. Se Bautista-Agut può infatti consolarsi con lo scalpo del numero uno del mondo ottenuto ieri e il raggiungimento del 13° posto nella prossima classifica ATP (best ranking e secondo tra gli spagnoli dietro al solo Nadal), Murray può rientrare ora dalla Cina con due trofei in tasca e soli 915 punti di distanza dal vertice della ATP Race.

Potendo quindi puntare ad arrivare a Londra da virtuale numero uno mondiale, davanti ad un Djokovic uscito da Shanghai con le ossa rotte e costretto ad affrontare un finale di stagione pieno di dubbi e insicurezze.

Finale Masters 1000 Shanghai
Andy Murray [2] b. Roberto Bautista Agut [15] 7-6 6-1

Daniele Mazzarello

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